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La gestione della Biosfera, installazione multimediale a Pesaro, è sotto esame della Guardia di Finanza. Il Comune sta ricostruendo l'iter dopo esposti dell'opposizione. Al momento non risultano indagati né ipotesi di reato.

Accertamenti sulla gestione della Biosfera

La Biosfera, la grande sfera multimediale situata in piazza del Popolo, è oggetto di indagini. Questo simbolo di Pesaro, Capitale italiana della cultura 2024, è al centro di verifiche da parte della Guardia di Finanza. Le indagini sono scaturite da esposti presentati da consiglieri comunali di centrodestra. Tali segnalazioni sono state inoltrate alla Procura della Repubblica, alla Corte dei conti e all'Autorità nazionale anticorruzione. Al momento, non risultano persone indagate né ipotesi di reato specifiche.

La stampa locale ha riportato che il Comune di Pesaro sta attivamente ricostruendo l'intero percorso che ha portato all'acquisizione e alla successiva gestione dell'opera. Gli uffici comunali stanno convocando tutte le figure professionali coinvolte nel progetto. L'obiettivo è quello di esaminare accuratamente i dati e di rispondere alle contestazioni sollevate dall'opposizione politica.

Contestazioni dell'opposizione

La vicenda ha preso avvio all'inizio di ottobre. In quel periodo, i consiglieri di centrodestra hanno formalizzato i loro esposti. Il fulcro delle critiche riguarda l'affidamento della realizzazione della Biosfera nel 2023. L'incarico fu assegnato alla società Artifact, durante la precedente legislatura comunale. La società si è aggiudicata l'installazione per una cifra di 629.850 euro più IVA. L'assegnazione è avvenuta senza un bando pubblico. Fu selezionata tra tre proposte presentate alla Fondazione Pescheria, con un solo invitato.

L'opposizione ha evidenziato un aspetto particolare. La società Artifact, secondo quanto segnalato, sarebbe stata costituita nel settembre 2023. Risulterebbe attiva solo sei giorni dopo l'assegnazione dell'incarico. Il Comune ha replicato sottolineando che tale requisito di pre-esistenza non era obbligatorio per legge. Sono state contestate anche altre voci di spesa. Tra queste, un affidamento triennale per la manutenzione previsto per il 2025, con un costo di 141mila euro. Inoltre, un ulteriore incarico da 20mila euro conferito dalla Fondazione Pescheria. Infine, è stata criticata la mancata pubblicazione dei bilanci della società Artifact.

La replica dell'amministrazione comunale

L'amministrazione comunale ha respinto fermamente le accuse mosse dall'opposizione. Il vicesindaco Daniele Vimini e l'assessore Mattia Galeazzi hanno fornito chiarimenti. Hanno spiegato che la Biosfera non è frutto di una decisione improvvisata. Essa fa parte integrante del progetto Cte Square. Questo progetto ha ricevuto un finanziamento di 11 milioni di euro dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Hanno inoltre assicurato che tutte le procedure seguite sono state oggetto di verifica. Tali controlli sono avvenuti nell'ambito delle verifiche ministeriali. Questo a dimostrazione della trasparenza e della correttezza degli atti.

Le procedure di affidamento e gestione della Biosfera sono quindi al vaglio delle autorità competenti. Il Comune si è detto disponibile a fornire tutta la documentazione necessaria. L'obiettivo è chiarire ogni aspetto e dimostrare la regolarità delle operazioni. La Biosfera continua a rappresentare un punto di interesse per la città. La sua gestione è ora sotto i riflettori delle istituzioni.