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Il sindacato Siulp esprime preoccupazione per l'escalation di aggressioni ai danni delle forze dell'ordine a Pesaro, evidenziando la necessità di interventi legislativi e strutturali urgenti.

Aggressioni a Pesaro, la denuncia del Siulp

Le forze dell'ordine a Pesaro denunciano un clima di crescente insicurezza. Il sindacato Siulp ha sollevato il problema dopo un recente episodio di violenza. Marco Lanzi, segretario del Siulp, ha espresso forte preoccupazione. Le aggressioni ai danni degli agenti sono sempre più frequenti. Gli operatori si trovano spesso ad affrontare situazioni ad alto rischio. La violenza verbale e fisica è in aumento. Il rispetto per la divisa e per la legge sembra diminuito. La paura non riguarda solo i cittadini. Anche gli agenti vivono un senso di vulnerabilità. La scelta tra intervenire e rischiare aggressioni o affrontare lunghe procedure legali è difficile. I costi legali gravano sugli agenti stessi.

Un episodio preoccupante in viale della Liberazione

L'episodio avvenuto a Pesaro in viale della Liberazione è emblematico. Un cittadino straniero, in evidente stato di alterazione, ha aggredito brutalmente quattro agenti. Due di loro hanno subito lesioni con prognosi di trenta giorni. Un agente è stato morso al braccio. Il sindacato ha espresso solidarietà agli agenti coinvolti. I dati del 2024 confermano la gravità della situazione. Si parla di circa 2.695 aggressioni fisiche con lesioni agli operatori. Questo dato esclude gli scontri legati all'ordine pubblico. La media è di oltre 7 aggressioni al giorno. Il 41% degli aggressori era sotto effetto di alcol.

Il rischio di impunità e le leggi inefficaci

Le leggi vigenti sembrano non tutelare adeguatamente le forze dell'ordine. L'interpretazione delle norme crea un senso di demotivazione tra gli operatori. Spesso, gli aggressori non vengono trattenuti in carcere. Questo genera una percezione di impunità. I criminali non temono più chi rappresenta lo Stato. L'episodio del cittadino gambiano di 23 anni solleva ulteriori interrogativi. Nonostante fosse tossicodipendente e affetto da patologie psichiatriche, e avesse ricevuto diversi divieti di accesso, non è stato possibile espellerlo. La sua condizione richiederebbe cure in strutture specializzate. La sua libertà rappresenta un rischio per la collettività.

La carenza di strutture e il sovraffollamento carcerario

Marco Lanzi ha ricordato l'esistenza degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Questi erano strutture detentive per persone con disturbi mentali autori di reato. La loro chiusura nel 2015 ha portato all'istituzione delle REMS. Le Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza sono però insufficienti. Attualmente offrono solo 600-700 posti a livello nazionale. A questo si aggiunge il grave problema del sovraffollamento carcerario. A fine 2025, i detenuti superano di circa 12.000 unità la capienza regolamentare. Ogni 100 posti disponibili ospitano 138 detenuti. Questo dato evidenzia un sistema in crisi.

Un appello alla politica per maggiore sicurezza

Il sindacato Siulp lancia un appello alla politica. È necessario un intervento deciso e concreto. Servono provvedimenti urgenti per garantire la sicurezza dei cittadini e degli agenti. Le politiche di sicurezza devono essere più efficaci. La violenza deve essere contrastata con fermezza. Chi commette reati deve pagare per le proprie azioni. Le forze dell'ordine non possono più sentirsi abbandonate di fronte al pericolo. La situazione richiede risposte immediate per ripristinare un clima di legalità e ordine.