La sanità nelle Marche affronta una crisi imminente con la fine dei contratti ai medici gettonisti il 1° luglio. La consigliera M5S Marta Ruggeri solleva preoccupazioni concrete per il futuro dei reparti ospedalieri e dei pronto soccorso, chiedendo un piano di assunzioni strutturale.
Stop medici gettonisti, preoccupazioni per i reparti
La scadenza del 30 giugno si avvicina rapidamente. La giunta regionale delle Marche sembra offrire solo promesse, senza garanzie concrete. La capogruppo del Movimento 5 Stelle, Marta Ruggeri, ha presentato un'interrogazione urgente. L'atto è firmato anche dai consiglieri Massimo Seri e Michele Caporossi. L'obiettivo è chiarire la copertura dei turni nell'Azienda Sanitaria Territoriale (AST) 1 di Pesaro Urbino. La questione è legata allo stop dei medici gettonisti, previsto a partire dal 1° luglio.
Dal primo luglio 2026, le aziende sanitarie territoriali non potranno più rinnovare i contratti con le cooperative private. Questa è una disposizione della legge nazionale. L'assessore regionale Calcinaro ha suggerito il passaggio a contratti di libera professione individuale. Tuttavia, ha ammesso di avere solo una moderata fiducia nel reperire medici disponibili. La situazione crea incertezza per il personale sanitario e per l'organizzazione dei servizi.
Rischio depotenziameto reparti e pronto soccorso
La consigliera Ruggeri evidenzia un rischio concreto. Senza personale stabile e strutturato, si potrebbe arrivare a un depotenziameto dei reparti. Alcuni pronto soccorso potrebbero addirittura chiudere temporaneamente. L'area dell'emergenza-urgenza è particolarmente vulnerabile. La carenza di medici gettonisti, utilizzati per coprire le scoperture, potrebbe avere conseguenze gravi sulla capacità di risposta del sistema sanitario.
I numeri presentati nell'interrogazione delineano la gravità del problema. La spesa per i medici gettonisti nell'AST 1 ha superato i quattro milioni di euro solo nel 2025. A livello regionale, la Corte dei Conti ha già contestato alla giunta una spesa complessiva di 16,29 milioni di euro nel 2024. Questi dati evidenziano un utilizzo massiccio di risorse per coprire le carenze di organico.
Appello per un piano assunzioni strutturale
Marta Ruggeri chiede un piano di assunzioni strutturale. La spesa per i medici gettonisti rappresenta un vero e proprio salasso per le casse pubbliche. Questo modello di copertura non garantisce né la continuità dell'assistenza ai cittadini. Non assicura nemmeno condizioni di lavoro dignitose per il personale sanitario. La consigliera sottolinea la necessità di un cambio di rotta. Bisogna investire in personale stabile per garantire un servizio sanitario efficiente e di qualità.
La legge nazionale mira a superare il precariato e l'eccessivo ricorso a forme di lavoro flessibile per coprire le esigenze ordinarie. Tuttavia, l'applicazione di questa norma richiede una pianificazione attenta. Le regioni devono essere pronte a sostituire i medici gettonisti con personale assunto a tempo indeterminato o con altre forme contrattuali stabili. Le Marche sembrano trovarsi in difficoltà in questa fase di transizione. La preoccupazione è che i reparti meno attrattivi o più in sofferenza possano pagare il prezzo più alto.
L'interrogazione presentata da Ruggeri e dai suoi colleghi mira a ottenere risposte concrete dalla giunta regionale. Si chiede quali misure specifiche verranno adottate per garantire la copertura dei turni medici dopo il 1° luglio. Si vuole sapere se esiste un piano per l'assunzione di nuovo personale. L'obiettivo è evitare che la fine dei contratti con le cooperative private si traduca in un peggioramento dei servizi sanitari offerti ai cittadini marchigiani. La trasparenza e la programmazione sono fondamentali in questo momento critico.
La situazione evidenzia una problematica diffusa nel sistema sanitario nazionale. Molte regioni faticano a reclutare e trattenere medici, soprattutto in alcune specialità e aree geografiche. L'eccessivo ricorso ai gettonisti è stato un palliativo costoso. Ora, con la stretta normativa, si rende necessaria una soluzione strutturale. Le Marche dovranno dimostrare di essere in grado di affrontare questa sfida per garantire la tenuta del proprio sistema sanitario.
Le prossime settimane saranno decisive per comprendere l'effettiva capacità della giunta regionale di rispondere a questa emergenza. I cittadini attendono rassicurazioni sulla continuità e sulla qualità dell'assistenza sanitaria. La salute pubblica non può essere messa a repentaglio da scelte che non tengono conto delle reali necessità del territorio e del personale medico. L'impegno del Movimento 5 Stelle mira a portare alla luce queste criticità e a sollecitare soluzioni concrete.
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