Nelle Marche si registra un preoccupante aumento degli infortuni e dei decessi sul lavoro nel 2025. La UIL denuncia la carenza di controlli e politiche efficaci, chiedendo un cambio di strategia alla Regione.
Aumento degli incidenti e delle vittime
Nel corso del 2025, le Marche hanno registrato un incremento significativo degli incidenti sul lavoro. Il numero totale è salito a 16.889 casi, superando di oltre 200 unità i dati dell'anno precedente (16.676). Questo rappresenta un aumento dell'1,28%.
Ancora più allarmante è l'incremento degli incidenti mortali. Le vittime sul lavoro sono passate da 22 a 31. Di queste, 27 sono avvenute durante l'attività lavorativa e 4 sono state registrate in itinere, cioè durante il tragitto casa-lavoro. I settori più colpiti da questi eventi fatali sono stati l'industria e i servizi, con 27 decessi, seguiti dall'agricoltura con 4 vittime.
Anche le malattie professionali hanno mostrato una tendenza al rialzo. Si è registrato un aumento del 3,39%, con un totale di 7.987 casi, 262 in più rispetto all'anno precedente. Questi dati sono stati presentati dalla UIL Marche in occasione della Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza del Lavoro.
Critiche alla prevenzione e richieste di intervento
La UIL Marche ha espresso forte preoccupazione per la situazione. La segretaria generale regionale, Claudia Mazzucchelli, e Roberto Rimini, responsabile UIL Amianto Marche, hanno sottolineato come questi numeri evidenzino una «assenza di un controllo efficace e di politiche strutturate di prevenzione».
Rimini ha evidenziato come gli «indici di frequenza e gravità» degli infortuni nelle Marche siano «superiori alla media italiana». Questo quadro, secondo il sindacato, conferma un «ritardo delle Marche», che si posizionano tra le regioni meno virtuose in termini di sicurezza sul lavoro. La regione viene definita «tra le meno virtuose» in questo contesto.
Per invertire questa tendenza negativa, la UIL chiede alla Regione Marche un «cambio di passo». È necessario un «ritorno a una strategia condivisa tra istituzioni e parti sociali». Tale strategia dovrebbe essere supportata da «risorse certe» e da una «programmazione pluriennale». Questo è fondamentale in vista del nuovo Piano regionale della Prevenzione per il periodo 2026-2030.
Proposte per migliorare la sicurezza
Tra le proposte concrete avanzate dalla UIL Marche, spicca la volontà di rendere «strutturale l'ordinanza sul caldo». L'obiettivo è trasformarla da strumento emergenziale a «strumento permanente di tutela» per i lavoratori esposti a temperature elevate. Questo provvedimento è considerato essenziale per prevenire gravi rischi per la salute, specialmente nei settori più vulnerabili come l'edilizia, l'agricoltura e la logistica.
Il sindacato ribadisce che solo attraverso un'«azione coordinata e continuativa» sarà possibile invertire un trend che continua a destare «forte preoccupazione». L'impegno deve essere costante per garantire un ambiente di lavoro sicuro.
Focus sull'amianto e dati provinciali
Un altro fronte critico riguarda l'amianto e le malattie correlate. La UIL segnala l'assenza di un Piano d'azione specifico per questo problema. I dati Inail del 2024 indicano 26 casi di amianto nelle Marche, con 54 prestazioni per rendite legate a inabilità permanente. Inoltre, sono state assegnate 369 rendite ai superstiti.
Anche per questa emergenza, la UIL Marche sottolinea la «necessità di continuare a rafforzare sia le politiche di prevenzione sia le tutele per lavoratori e superstiti». È cruciale agire su entrambi i fronti per proteggere chi è stato esposto e le loro famiglie.
Analizzando i dati provinciali, si nota una controtendenza solo nella provincia di Fermo, che ha registrato una diminuzione di 43 infortuni (-3,17%). Al contrario, le province di Ancona (+1,93%) e Pesaro Urbino (+2,63%) hanno visto un aumento degli incidenti.
Per quanto riguarda gli incidenti mortali, l'aumento complessivo nelle Marche è dovuto principalmente agli infortuni avvenuti durante l'attività lavorativa (passati da 15 a 27). Gli incidenti in itinere sono invece diminuiti (da 7 a 4). A livello provinciale, la crescita maggiore si è registrata nel Maceratese (+7), mentre Ancona ha visto una diminuzione di 2 incidenti mortali.