La sottosegretaria Silvia Luconi difende la nuova legge regionale sui centri storici, respingendo le accuse di razzismo e discriminazione. La normativa mira a rivitalizzare i centri urbani, supportando il commercio locale e la sicurezza, senza introdurre divieti basati sulla nazionalità.
Difesa della legge per i centri storici
La sinistra sta creando polemiche inutili. La proposta di legge ha un obiettivo chiaro. Vuole restituire vita, identità e sicurezza ai nostri centri storici. Accusare di razzismo o discriminazione è un travisamento volontario. Si alimenta una narrazione ideologica distante dalla realtà.
Queste sono le parole della sottosegretaria alla Presidenza della giunta regionale, Silvia Luconi. Ha risposto in aula a un'interrogazione. Il consigliere Andrea Nobili di Avs aveva sollevato dubbi. La legge riguarda la valorizzazione dei centri storici e del commercio.
Critiche e precedenti amministrativi
Il consigliere Nobili ha definito la legge una "super cazzola". Ha citato il personaggio del Conte Mascetti. Questo fa sorridere, secondo Luconi. Chi oggi protesta faceva parte della stessa parte politica. Questa amministrava Pesaro con Matteo Ricci sindaco.
Allora si rivendicava la necessità di limitare certe attività commerciali. Si voleva tutelare la qualità urbana. Oggi, per convenienza politica, diventa una deriva discriminatoria. Luconi si chiede se fosse la stessa "narrazione tossica".
I punti di vista cambiano a seconda della posizione politica. La sottosegretaria sottolinea questa ipocrisia. La coerenza sembra mancare nelle posizioni dell'opposizione.
Principi europei e strumenti di programmazione
La proposta di legge rispetta i principi europei e nazionali. Questi riguardano la libertà d'impresa. Anche la concorrenza e la non discriminazione sono tutelate. Non ci sono divieti basati sulla nazionalità degli operatori. La legge fornisce ai Comuni strumenti di programmazione.
Questi strumenti servono a valorizzare il commercio di prossimità. Supportano le botteghe artigiane e le produzioni locali. Aiutano tutte le attività che mantengono vivi i borghi. I centri storici necessitano di questo sostegno.
La legge prevede un percorso di concertazione. Coinvolge enti locali e associazioni di categoria. Anche organizzazioni dei lavoratori e dei consumatori. Questo garantisce trasparenza e condivisione. Assicura uniformità nell'applicazione delle misure.
Si evitano forme di arbitrarietà. La concertazione con gli enti preposti è massima. Questo assicura un'applicazione equa e condivisa.
Rapporto tra degrado urbano e attività commerciali
Esiste un tema che alcuni preferiscono ignorare. È il rapporto tra degrado urbano e certe attività. In vari contesti, queste sono diventate punti di ritrovo. Si verificano episodi di microcriminalità e disturbo della quiete pubblica.
Affrontare questo problema con la pianificazione commerciale è necessario. Non significa discriminare nessuno. Significa esercitare una responsabilità verso le comunità locali. La sicurezza e la vivibilità dei centri storici sono prioritarie.
La legge mira a un equilibrio. Tra la libertà d'impresa e la tutela del tessuto sociale. La sottosegretaria Luconi ribadisce l'importanza di questo provvedimento. È uno strumento per il benessere dei cittadini.