La 29ª edizione della Fiera del Tartufo Bianco di Pergola assume un respiro internazionale, presentando un'inedita partnership con lo champagne. L'evento si svolgerà nelle domeniche del 4, 11 e 18 ottobre, con gemellaggi che coinvolgono città tedesche e francesi.
Pergola accoglie il mondo con tartufo e bollicine
La celebre Fiera del Tartufo Bianco Pregiato di Pergola alza il sipario sulla sua 29ª edizione. L'evento, in programma per le domeniche 4, 11 e 18 ottobre, segna un importante passo verso l'internazionalizzazione. La presentazione ufficiale si è tenuta presso la Camera di commercio di Pesaro.
La novità principale di quest'anno è l'apertura ai mercati esteri. La fiera vedrà la partecipazione della città tedesca di Gernsbach, già gemellata con Pergola e portatrice delle eccellenze della Foresta Nera. Sarà presente anche la città francese di Château-Thierry, situata nel cuore della rinomata regione dello Champagne.
Questo incontro tra culture dà vita a un connubio particolarmente suggestivo: quello tra il pregiato tartufo bianco e lo champagne. All'interno del loggiato del Comune, debutterà una nuova area dedicata all'esperienza enogastronomica, denominata Food & Wine Experience. Questo spazio ospiterà un'enoteca, offrirà degustazioni guidate e presenterà una masterclass specifica sull'abbinamento tra tartufo e Champagne Pannier.
Per tre domeniche consecutive, la città sarà animata da circa due chilometri di espositori. Il programma prevede cooking show che mettono in risalto le potenzialità del tartufo, incontri tematici incentrati sul cambiamento climatico e sulla tartuficoltura, concerti e attività pensate per le famiglie. È importante ricordare che la pratica della cerca e cavatura del tartufo in Italia è stata riconosciuta come patrimonio immateriale dall'UNESCO.
Il sindaco celebra l'apertura internazionale
Il sindaco di Pergola, Diego Sabatucci, ha sottolineato l'importanza di questa svolta. «La fiera da quest'anno diventa internazionale e apre le porte al mondo», ha dichiarato. «Il tartufo avrà un binomio fondamentale, sarà affiancato dallo champagne: sono le due grandi novità di questa edizione.»
Il primo cittadino ha anche evidenziato l'impatto economico della manifestazione. «L'indotto diretto della manifestazione è stimato in oltre 150mila euro», ha aggiunto. «Ma la cassa di risonanza sul territorio è molto più ampia.»
Un trampolino per i prodotti marchigiani
Gino Sabatini, presidente della Camera di commercio delle Marche, ha ribadito il valore del tartufo come prodotto d'eccellenza. «Il tartufo è uno di quei prodotti che all'estero ci invidiano», ha affermato. «Questa edizione deve essere un volano per far conoscere meglio i nostri territori, sul piano turistico e produttivo, e per mettere in contatto gli imprenditori del settore con i mercati internazionali.»
Enrico Rossi, vicepresidente e assessore all'agricoltura della Regione Marche, ha definito la fiera un «marchio di fabbrica e di forte identità del nostro territorio». Ha aggiunto che l'internazionalizzazione porterà nuove opportunità. «Aprirsi ad altri Paesi significa concentrare nel nostro territorio anche altri prodotti e, soprattutto, aprire nuove possibilità per le nostre aziende, con riflessi importanti sul piano occupazionale ed economico.»
Francesco Baldelli, assessore regionale ed ex sindaco di Pergola, ha evidenziato il ruolo della regione come «terra del tartufo». Ha citato altre località marchigiane come Sant'Angelo in Vado, Acqualagna, Apecchio e Fossombrone. «È un grande volano economico, ma soprattutto un investimento nel turismo destagionalizzato di qualità», ha spiegato. Ha inoltre ricordato che la cucina italiana è l'unica al mondo riconosciuta come patrimonio UNESCO.
L'ambasciatore dello Champagne: un legame di valore
Mosè Ambrosi, ambasciatore di Champagne Pannier in Italia, ha espresso il suo entusiasmo per l'evento. «Sono marchigiano ed essere a Pergola per questa fiera è un'occasione di visibilità e il piacere di stringere un gemellaggio enogastronomico tra le Marche e lo champagne», ha dichiarato. Ha descritto lo champagne come una realtà agricola basata su famiglie che coltivano uve di qualità da oltre un secolo. «Questa fiera è un trampolino di lancio verso il mercato italiano», ha concluso.
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