L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha approvato una mozione per sostenere il settore delle costruzioni nella fase successiva al Pnrr. L'obiettivo è garantire continuità agli investimenti e all'occupazione attraverso una programmazione regionale mirata.
Nuova strategia per il settore costruzioni
L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha dato il via libera a una mozione importante. L'atto è stato approvato con 12 voti favorevoli dalla maggioranza. La minoranza ha scelto di astenersi, registrando otto astensioni.
La mozione si intitola «Continuità degli investimenti nel settore delle costruzioni nella fase post-Pnrr e ruolo della programmazione regionale e della rigenerazione urbana». La prima firmataria, Michelini del Pd, ha illustrato la proposta. Ha sottolineato come il Pnrr e gli incentivi abbiano dato un forte impulso a investimenti, cantieri e occupazione.
Ora però questa fase sta per concludersi. Non si può attendere che i cantieri si fermino per affrontare il problema. È necessaria una strategia immediata. Questa deve garantire investimenti e lavoro anche nel periodo successivo al Pnrr. Il rischio concreto è un passaggio rapido da una fase di investimenti straordinari a una contrazione improvvisa.
Le conseguenze potrebbero essere pesanti per imprese, lavoratori e l'intera filiera del settore. Non ci si può permettere un vuoto nella programmazione. Le imprese necessitano di certezze sull'orizzonte dei prossimi anni. Non possono scoprirlo solo quando le commesse diminuiranno.
Impegni per la Giunta regionale
La mozione impegna la Giunta regionale su diversi fronti. Innanzitutto, dovrà monitorare attentamente l'evoluzione del settore delle costruzioni. Questo avverrà nella fase di conclusione del Pnrr e di ridimensionamento dei bonus edilizi. Si valuteranno gli effetti su imprese, occupazione e filiera regionale.
La Giunta dovrà considerare questo scenario nella programmazione regionale. Sarà importante nelle programmazioni triennali e pluriennali degli investimenti. Si dovrà favorire la continuità e la prevedibilità degli interventi, utilizzando le risorse disponibili. Particolare attenzione sarà dedicata alla rigenerazione urbana.
Si dovrà intervenire sulla riqualificazione del patrimonio pubblico. Anche l'edilizia residenziale, le infrastrutture e la messa in sicurezza del territorio saranno prioritarie. La Giunta dovrà coordinare le risorse regionali, nazionali ed europee. L'obiettivo è accompagnare il passaggio dal Pnrr a una programmazione ordinaria degli investimenti.
Questo aiuterà a evitare brusche discontinuità nel settore. Sarà fondamentale valorizzare il Tavolo regionale delle costruzioni. Questo organismo dovrà essere una sede stabile di confronto tecnico e politico. Dovrà coinvolgere le rappresentanze della filiera. Servirà a monitorare l'andamento, individuare priorità e formulare proposte.
Le risultanze del Tavolo delle costruzioni dovranno essere utilizzate nella programmazione regionale. Questo riguarderà la rigenerazione urbana, i programmi triennali delle opere e la riqualificazione del patrimonio edilizio e infrastrutturale. Saranno strategie regionali per la fase post-Pnrr.
Infine, la Giunta dovrà rappresentare al Governo e alla Conferenza delle Regioni la necessità di assicurare continuità agli investimenti. Si dovranno promuovere strumenti pluriennali a sostegno della rigenerazione urbana e dello sviluppo sostenibile del settore.
Le posizioni della minoranza
Laura Pernazza di Forza Italia ha annunciato l'astensione. Ha riconosciuto la difficoltà del settore. Ha però definito la «bolla» creata dagli incentivi come «devastante». Ha criticato il bonus edilizio, definendolo causa di grandi speculazioni anziché una vera opportunità. Ha invitato la Giunta a sbloccare i cantieri fermi in Regione.
Enrico Melasecche della Lega si è astenuto. Ha giudicato la mozione valida ma basata su «sogni». Ha criticato la Giunta per aver bloccato il nodo di Perugia e per l'incertezza sulla stazione Media Etruria. Ha affermato che in due anni non sono stati fatti progressi sulle grandi infrastrutture. Ha inoltre lamentato la bassa produttività degli investimenti in Umbria e l'impatto negativo della «stangata fiscale» sull'economia.
Cristian Betti del Pd ha espresso apprezzamento per la mozione.