L'Umbria si prepara a un cambio radicale nella gestione dei rifiuti. La nuova legge sull'economia circolare introduce la tariffa puntuale, impianti tecnologici avanzati e prevede la dismissione dell'inceneritore, puntando a ridurre drasticamente i rifiuti indifferenziati e aumentare il riciclo.
Nuova legge sull'economia circolare
La Regione Umbria ha presentato un ambizioso piano. Una nuova legge sull'economia circolare è in fase di definizione. Il testo normativo, composto da 53 articoli, mira a trasformare il sistema di gestione dei rifiuti. Si passerà da un modello basato sullo smaltimento a uno incentrato sulla circolarità. L'obiettivo è creare un ecosistema industriale regionale efficiente. Questo sarà supportato dalla simbiosi tra diverse filiere produttive e dall'innovazione tecnologica.
Gli obiettivi fissati sono chiari e misurabili. Si punta a ridurre i rifiuti indifferenziati a un massimo di 100 kg per abitante. La raccolta differenziata dovrà raggiungere l'80% entro il 2030. Si mira anche a recuperare il 65% di materia dai rifiuti. Lo smaltimento in discarica dovrà diminuire dal 30% al 20% entro la stessa data.
Tariffa puntuale e impianti smart
Un elemento centrale della riforma è l'introduzione della tariffa puntuale (PAYT). Questo sistema di tariffazione si baserà sulla tracciabilità dei conferimenti. L'intento è premiare i cittadini e i comuni più virtuosi. Si vuole così ridurre l'impatto economico della tassa sui rifiuti per chi si impegna nella raccolta differenziata. La regione ha anche annunciato la cessazione dell'attività dell'inceneritore. Non sono previsti inoltre ampliamenti per le discariche esistenti.
Per raggiungere questi traguardi, si investirà nell'innovazione impiantistica. I vecchi impianti di trattamento meccanico biologico (TMB) saranno riconvertiti. Diventeranno strutture automatizzate. Saranno guidate dall'intelligenza artificiale e da sensori ottici avanzati. Saranno promossi incentivi per la riparazione e il riuso dei beni. Si supporteranno anche le attività legate al mercato dell'usato.
Simbiosi industriale e CSS pubblico
È allo studio un piano di fattibilità per riportare la filiera del Combustibile Solido Secondario (CSS) sotto il controllo pubblico. L'obiettivo è ridurne progressivamente l'utilizzo. A lungo termine, si punta a sostituire il CSS con idrogeno verde. Quest'ultimo sarà ottenuto dal trattamento dei rifiuti non recuperabili. L'assessore regionale all'Ambiente, Thomas De Luca, ha illustrato le linee guida. Ha partecipato alla conferenza stampa insieme alla presidente Stefania Proietti.
«Spostiamo il sistema dall'indicatore della raccolta differenziata alla quantità di rifiuti indifferenziati prodotti», ha spiegato De Luca. «Questo significa creare un meccanismo premiale che incentiva direttamente i cittadini». La tariffazione puntuale è uno degli strumenti chiave. Il modello si ispira a esperienze virtuose. Si introduce una tariffa unica di ingresso agli impianti, come nel modello Veneto. Si fissano target annuali di efficienza per i Comuni, seguendo l'esempio della Sardegna.
Rafforzare il recupero e la prevenzione
Il piano pone un forte accento sul rafforzamento della filiera del recupero. «Dobbiamo creare un vero ecosistema con le realtà industriali del territorio», ha sottolineato l'assessore. «I rifiuti che oggi finiscono in discarica sono miniere di materia. Se intercettati, possono diventare risorse per le imprese». La raccolta differenziata resta fondamentale. Ma deve essere inserita in una strategia più ampia. «Dobbiamo soprattutto prevenire la produzione dei rifiuti», ha aggiunto De Luca.
La tracciabilità completa è un altro elemento chiave. «Vogliamo garantire l'applicazione del principio 'chi inquina paga' fino alla singola utenza», ha affermato De Luca. Sul fronte impiantistico, «riconvertiremo i TMB in impianti di selezione automatica della materia. Individueremo un hub per il trattamento della frazione residuale», ha spiegato. L'obiettivo è chiaro: «A fine legislatura vogliamo dimezzare i rifiuti destinati in discarica».
Risparmi e investimenti ambientali
Si prevedono risparmi annui per circa 22 milioni di euro. Questi deriveranno dalla riduzione dei costi di conferimento in discarica. Ci saranno inoltre maggiori proventi dalla vendita delle materie prime seconde recuperate, stimati in 1,5 milioni. «Prevediamo l'istituzione di un fondo regionale dedicato alle politiche ambientali», ha aggiunto l'assessore. Si intende rivedere il sistema tariffario per incentivare i comuni virtuosi.
La presidente Proietti ha evidenziato il ruolo della Regione Umbria in un contesto europeo. «Siamo stati scelti per presentare il parere sull'attuazione delle politiche ambientali al Comitato europeo delle Regioni», ha spiegato. «Un contributo che diventerà parte integrante delle future strategie comunitarie». L'evento si terrà ad Assisi il 18 e 19 giugno. Il percorso di partecipazione prevede incontri territoriali. Saranno aperti a cittadini, amministratori e stakeholder. L'obiettivo è raccogliere proposte e criticità per costruire un'Umbria più sostenibile.
Domande e Risposte
Cosa prevede la nuova legge sull'economia circolare in Umbria?
La nuova legge mira a trasformare la gestione dei rifiuti in Umbria. Introduce la tariffa puntuale, potenzia gli impianti con tecnologie smart, incentiva il riuso e la riparazione. Prevede inoltre la dismissione dell'inceneritore e la riduzione dello smaltimento in discarica, puntando a un modello di economia circolare.
Quali sono gli obiettivi principali in termini di raccolta differenziata e smaltimento?
Gli obiettivi principali includono la riduzione dei rifiuti indifferenziati a 100 kg per abitante, l'aumento della raccolta differenziata all'80% entro il 2030, il recupero del 65% di materia e la diminuzione dello smaltimento in discarica al 20% entro il 2030.
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