Un nuovo modello sanitario regionale, denominato Dama, è stato presentato in Umbria per facilitare l'accesso alle cure per persone con disabilità. L'iniziativa mira a personalizzare i percorsi diagnostico-terapeutici, riducendo stress e barriere per i pazienti.
Nuovo modello sanitario per persone con disabilità
L'Umbria lancia il progetto Dama, un'iniziativa sanitaria innovativa. L'obiettivo principale è rendere i percorsi di cura completamente accessibili. Si rivolgono a persone con disabilità cognitive, sensoriali o comportamentali. Questo modello di assistenza è stato presentato ufficialmente. L'evento si è tenuto in due sale affollate del Palazzo della Provincia di Perugia. Erano presenti direttori di aziende ospedaliere e sanitarie. Hanno partecipato anche rappresentanti di associazioni e dirigenti medici. Tutti sono coinvolti nell'organizzazione di questi nuovi percorsi.
Abbattimento delle barriere nell'accesso alle cure
La Regione Umbria ha spiegato le motivazioni dietro il progetto Dama. Nasce dall'esigenza di superare ostacoli significativi. Queste barriere impediscono a molte persone di accedere alle cure necessarie. Non si tratta di mancanza di strutture sanitarie. Il problema risiede nell'assenza di percorsi specifici. Questi percorsi devono considerare le complessità individuali. La presidente della Regione, Stefania Proietti, ha aperto l'evento. Lei stessa detiene la delega alla Sanità e ai diritti delle persone con disabilità. Ha inserito il Dama nel piano strategico regionale "Umbria per tutti". Questo piano è stato avviato con la delibera numero 109/2026. Mira a promuovere diritti e inclusione.
Un modello personalizzato e avanzato di assistenza
Stefania Proietti ha descritto il Dama come un modello avanzato. È pensato per la presa in carico personalizzata dei pazienti con disabilità. Si integra nei percorsi sanitari per l'accesso alle cure. Lo ha definito quasi "sartoriale", costruito su misura per ogni persona. La vera novità del Dama è l'unione di due approcci. Combina il decreto legislativo 62, focalizzato sul progetto di vita individuale. Lo integra con l'accesso alla rete ospedaliera o sanitaria. Questo garantisce risposte a ogni necessità di cura. La presidente ha sottolineato l'importanza di adattare l'accesso alle cure ai bisogni specifici. Trasformare un momento difficile in un'esperienza rispettosa. Deve essere non traumatica e attenta alle caratteristiche di ogni individuo.
Il cuore operativo del modello: 'All in one time'
La direttrice regionale Salute e welfare, Daniela Donetti, ha fornito ulteriori dettagli. Il percorso Dama è un servizio ospedaliero gratuito. È destinato a persone con disabilità gravi. Queste includono disabilità intellettive, comunicative o neuromotorie. Non è un servizio separato. È un modo diverso di organizzare le cure esistenti. Le rende più flessibili e personalizzate. L'obiettivo è ridurre le barriere d'accesso. Ciò avviene tramite percorsi personalizzati in day hospital, ambulatorio e in emergenza-urgenza. Il principio operativo chiave è "All in one time". Questo approccio mira a concentrare tutti gli esami e le valutazioni necessarie in un unico accesso. Si riduce così il numero di visite e lo stress per pazienti e accompagnatori. In Umbria, ha aggiunto la direttrice, l'incidenza di persone con disabilità è alta. Si attesta all'8,7%, contro una media nazionale del 5%. Questo dato evidenzia un bisogno maggiore di risposte integrate e multidisciplinari.
Linee d'indirizzo per un'applicazione omogenea
La Regione Umbria ha definito delle linee guida. Queste serviranno per implementare il percorso Dama su tutto il territorio. L'obiettivo è garantire un'applicazione omogenea della metodologia. Si uniformeranno le esperienze già attive. Si completerà il quadro normativo regionale. Questo è già stato definito dalla delibera n. 558/2025. Il modello Dama punta a offrire un'accoglienza su misura. Permette di adattare tempi e modalità di cura alle esigenze specifiche. Ad esempio, coordinando più specialisti in un unico appuntamento. Oppure prevedendo sedazioni per esami non invasivi. Il fondamento normativo di questa personalizzazione è il decreto legislativo numero 62 del 2024. Questo decreto supera la semplice assistenza medica. Abbraccia il concetto di progetto di vita.