Fratelli d'Italia contesta una multa di oltre 10.000 euro inflitta a Simona Vitali per manifesti elettorali, definendola sproporzionata e politicamente motivata. La consigliera ha rinunciato all'appello per mantenere il suo incarico.
Multa elettorale spropositata a Simona Vitali
Fratelli d'Italia esprime forte disappunto per una sanzione pecuniaria di 10.531,50 euro. La multa è stata comminata alla consigliera e candidata sindaca Simona Vitali. Il motivo riguarda l'affissione di due manifesti nella sede elettorale del suo partito. I vertici umbri di FdI definiscono la cifra «enorme e del tutto sproporzionata».
Secondo il partito, una sanzione di tale entità per un allestimento comune durante le campagne elettorali è «un caso, forse, unico in Italia». La nota del partito sottolinea come la vicenda «lascia senza parole» per la sua singolarità e gravità.
Contestazione della sanzione e incompatibilità
La difesa di Simona Vitali ha contestato i verbali che hanno portato alla multa. Il ricorso di primo grado è stato rigettato. Tuttavia, la consigliera avrebbe potuto proseguire la sua battaglia legale con un appello. La situazione si è complicata con la convocazione del Consiglio comunale.
L'assemblea cittadina è stata chiamata a esaminare la posizione di Vitali. È stata dichiarata incompatibile con la carica di consigliera a causa della causa legale pendente contro il Comune. La consigliera si è trovata di fronte a un bivio.
La scelta era tra difendersi in Tribunale, rinunciando al suo ruolo di rappresentante dei cittadini. Oppure, rinunciare all'appello, pagare la sanzione e mantenere il suo incarico. Vitali ha scelto di onorare il mandato ricevuto dagli elettori.
Scelta difficile e richieste respinte
La decisione di Simona Vitali è stata quella di non abbandonare il suo ruolo. Dopo aver rinunciato all'appello, le è stato richiesto il pagamento integrale della multa. Di fronte all'importo considerevole, la consigliera ha presentato un'istanza in autotutela. Ha chiesto almeno una riduzione della sanzione.
La richiesta si basava su criteri di equità e proporzionalità. Anche questa istanza, però, è stata respinta. L'amministrazione comunale ha riconosciuto che l'accoglimento rientrava nella propria discrezionalità. Nonostante ciò, la richiesta di riduzione non è stata concessa.
Critiche politiche e solidarietà a Simona Vitali
Il sottosegretario e coordinatore regionale di Fratelli d'Italia Umbria, Emanuele Prisco, ha definito la vicenda «superata ogni limite di ragionevolezza». Ha aggiunto che il formalismo burocratico non deve trasformarsi in uno strumento iniquo contro l'opposizione.
Il senatore Franco Zaffini ha evidenziato come Simona Vitali sia stata costretta a scegliere tra il diritto alla difesa e il dovere morale verso gli elettori. Ha lodato la sua scelta di rimanere al proprio posto, dimostrando correttezza e rispetto.
L'eurodeputato Marco Squarta ha sottolineato la mancanza di precedenti simili in altre città umbre o italiane. Ha definito la sanzione di tale portata «un fatto di una gravità inaudita». Ha aggiunto che «a parti invertite, una vicenda del genere non si sarebbe mai verificata».
Squarta ha concluso affermando che chiedere 10.531,50 euro per due manifesti elettorali è «assurdo». Ha ribadito la difficoltà di non vedere in tutto questo una «evidente scelta politica» volta a colpire chi sfida la sinistra e il Partito Democratico.
Fratelli d'Italia ha espresso la sua «piena solidarietà» a Simona Vitali. Il partito si impegna a continuare a denunciare quella che considera una gestione politica e iniqua della legge.