L'Umbria affronta la carenza di impianti di cremazione con una mozione approvata all'unanimità. Si punta alla realizzazione di almeno due nuovi poli crematori per rispondere alla crescente domanda e alleggerire i costi per le famiglie.
Approvata mozione per nuovi crematori in Umbria
L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha dato il via libera a una mozione importante. L'atto mira a risolvere la carenza di strutture per la cremazione nella regione. La proposta è stata promossa da esponenti della Lega, Enrico Melasecche e Donatella Tesei. Il testo è stato poi sottoscritto anche dalla maggioranza dopo alcune modifiche.
La mozione è stata approvata con il voto favorevole di tutti i presenti, per un totale di 16 voti. La presidente dell'Assemblea, Sarah Bistocchi, ha supervisionato la seduta. L'argomento trattato è la «Carenza strutturale degli impianti di cremazione in Umbria». Si chiede l'attuazione del Piano regionale di coordinamento e l'adozione di misure urgenti a tutela dei cittadini.
Impegni per la Giunta regionale
Attraverso questo atto di indirizzo, la Giunta regionale è ora impegnata. Dovrà dotarsi, nel più breve tempo possibile, del Piano regionale di coordinamento. Questo piano è previsto dalla Legge 130/2001. Dovrà indicare il fabbisogno territoriale minimo. Verranno definiti anche i criteri vincolanti di localizzazione. L'obiettivo è la realizzazione di almeno due nuovi poli crematori.
Inoltre, la Giunta dovrà avviare un percorso di condivisione. Questo avverrà in commissione, insieme all'assessore competente. Lo scopo è valutare la predisposizione di misure di mitigazione economica. Queste misure sono pensate per le famiglie umbre che scelgono la cremazione.
Crescente domanda di cremazione
Enrico Melasecche ha illustrato l'atto, sottolineando la sua importanza. Ha evidenziato come questo tema sia oggetto di discussione da tempo. Si tratta di un argomento delicato, che tocca aspetti urbanistici, sociali, religiosi e civili. Tutti sono chiamati a riflettere su queste tematiche.
Spesso si parla di ampliamento dei cimiteri, dei costi e del consumo di suolo. Tuttavia, quando si arriva alla decisione concreta, emerge un vuoto. Melasecche ha ricordato il suo precedente impegno nel Comune di Terni, dove ha promosso progetti in tal senso. La pratica della cremazione sta guadagnando terreno. Questo avviene anche nel nostro Paese da quando la Chiesa cattolica l'ha ammessa, seppur con alcune limitazioni.
Situazione attuale in Umbria
La necessità di reperire nuove aree per l'inumazione pone seri problemi ai Comuni. Essi sono spesso costretti a espropriare terreni per ampliare i cimiteri. Questo comporta costi significativi per le comunità, sia in termini ambientali che economici. La Regione Umbria, con circa 870mila abitanti, dispone attualmente di un solo impianto di cremazione attivo.
Questa unica struttura si trova presso il cimitero monumentale di Monterone a Perugia. Per anni ha operato con una sola linea. Ha registrato una media di circa 2.300 operazioni annue. Questo dato dimostra come la scelta crematoria abbia raggiunto una percentuale molto elevata sul totale delle operazioni cimiteriali nella regione.
Domande frequenti
Quanti impianti di cremazione ci sono in Umbria?
Attualmente, in Umbria è presente un solo impianto di cremazione attivo, situato a Perugia.
Cosa prevede la mozione approvata dall'Assemblea legislativa umbra?
La mozione impegna la Giunta regionale a elaborare un piano per la realizzazione di almeno due nuovi poli crematori e a valutare misure di sostegno economico per le famiglie.
Questa notizia riguarda anche: