Condividi

Le macchine agricole umbre hanno raggiunto un valore di quasi 18 milioni di euro nel mercato dell'Africa orientale tra il 2020 e il 2025. L'Etiopia si conferma il principale acquirente, ma si cercano opportunità anche in Uganda e Ruanda.

Macchine agricole umbre conquistano l'Africa orientale

Il settore delle macchine agricole rappresenta un importante canale di esportazione per l'Umbria verso l'Africa orientale. Tra il 2020 e il 2025, la regione ha registrato vendite per un valore di 17,9 milioni di euro. Questi macchinari sono stati principalmente indirizzati verso Etiopia, Uganda e Ruanda. La maggior parte di queste esportazioni, circa il 64% del totale regionale verso questi tre Paesi, ha avuto come destinazione finale il mercato etiope.

Se si considera l'intero comparto dei macchinari, la quota di export umbro verso l'Africa orientale raggiunge l'83,3%. Questo quadro emerge dalla presentazione della Country presentation "Africa orientale: nuovi Paesi emergenti". L'evento si è svolto a Perugia. È stato organizzato su iniziativa della Camera di commercio dell'Umbria. Hanno collaborato Cna Umbria, la Regione Umbria e Sviluppumbria, con il supporto dell'Ice (Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane).

L'incontro ha permesso di analizzare le dinamiche economiche. Si è favorito il confronto tra operatori del settore. Sono stati organizzati incontri individuali tra imprese e Ice. L'obiettivo era comprendere le esigenze delle aziende. Si è cercato di capire quali strumenti siano necessari per trovare nuovi clienti. Altrettanto importante è stata l'analisi dei rischi e delle modalità per consolidare una presenza sui mercati esteri.

Export umbro in Africa: un bilancio positivo

Le elaborazioni presentate dal segretario generale della Camera di commercio, Federico Sisti, offrono un quadro dettagliato. Nel periodo compreso tra il 2020 e il 2025, l'export umbro verso i tre Paesi africani considerati ha raggiunto la cifra complessiva di 27,9 milioni di euro. Nello stesso arco temporale, le importazioni umbre da questi Paesi si sono attestate a 8,3 milioni di euro. Questo genera un saldo commerciale nettamente positivo per la regione, pari a 19,6 milioni di euro.

Il confronto con i dati nazionali evidenzia una situazione peculiare. L'Italia, nello stesso periodo e sugli stessi mercati, registra un disavanzo commerciale di circa 890 milioni di euro. Tale dato è influenzato in modo significativo dalle importazioni provenienti dall'Uganda. Questo scarto non indica una superiorità, ma piuttosto differenti strutture commerciali tra la regione Umbria e l'Italia nel suo complesso.

Federico Sisti ha sottolineato l'importanza della ricerca di nuovi mercati. Questo è particolarmente vero in un contesto internazionale in continua evoluzione. La nuova situazione geopolitica globale rende necessario esplorare nuove opportunità commerciali. La Camera di commercio ha già intrapreso iniziative simili in altre aree del mondo. L'impegno è quello di supportare le imprese locali. Si mira a facilitare i passaggi necessari per operare con successo in Africa. Questo avviene in stretta collaborazione con gli altri attori del sistema regionale.

L'Etiopia traina le esportazioni umbre

L'Etiopia si conferma il mercato principale per le esportazioni umbre verso l'Africa orientale. Assorbe circa il 94% del totale regionale, corrispondente a 26,2 milioni di euro in sei anni. Un dato significativo è l'incremento dell'export umbro verso l'Etiopia tra il 2020 e il 2025: un aumento del 37%. Questo contrasta con la diminuzione dell'11% registrata dall'export italiano complessivo verso lo stesso Paese.

A sostenere questa crescita sono soprattutto le macchine agricole e forestali. Si aggiungono altri impianti e apparecchiature industriali. Secondo i dati presentati dall'Ice, l'Etiopia è un mercato con una popolazione di oltre 130 milioni di abitanti. Presenta forti necessità di modernizzazione produttiva e infrastrutturale. Tuttavia, esistono anche ostacoli significativi. Tra questi, la disponibilità di valuta estera, i costi operativi e la complessità delle procedure commerciali.

L'Uganda presenta un quadro differente, con un rapporto commerciale quasi invertito. L'Umbria importa dall'Uganda più di quanto esporti. Le importazioni umbre sono cresciute notevolmente, passando da 117mila euro nel 2020 a 1,65 milioni di euro nel 2025. I prodotti principali di queste importazioni sono oli, grassi vegetali e altri prodotti agricoli. Le esportazioni umbre verso l'Uganda, al contrario, rimangono modeste.

Nonostante ciò, l'Ice individua opportunità di crescita in settori come la trasformazione agroalimentare, l'energia e i macchinari industriali. Queste opportunità sono concretizzabili a condizione che le offerte commerciali siano attentamente calibrate sulla domanda locale e sui prezzi praticati sul mercato ugandese.

Opportunità e sfide in Uganda e Ruanda

Il Ruanda mostra ancora scambi commerciali discontinui. Nel primo semestre del 2026, l'export umbro ha raggiunto 524mila euro. Questo dato supera il valore totale registrato per l'intero anno 2025. È necessario interpretare questo dato con cautela. Una singola commessa di rilievo può infatti alterare significativamente le percentuali. Le opportunità individuate dall'Ice per il Ruanda riguardano diversi settori. Tra questi, i servizi specialistici, le forniture tecniche, l'arredamento e le tecnologie produttive.

Claudio Pasqualucci, direttore dell'ufficio Ice di Addis Abeba, competente anche per Uganda e Ruanda, ha definito i tre Paesi "molto interessanti per le piccole e medie imprese italiane". Ha evidenziato che nel primo semestre del 2026, l'export umbro verso questi tre Paesi è aumentato del 17,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il valore è passato da 1,46 milioni a 1,72 milioni di euro. In questo periodo, l'Etiopia ha mostrato un rallentamento, mentre Uganda e Ruanda hanno visto crescere la loro importanza negli scambi.

Francesco Vestrelli, responsabile regionale di Cna Produzione, ha fornito dati sull'impegno delle imprese. Ha quantificato in circa 140 le imprese umbre che hanno partecipato alle iniziative di internazionalizzazione. Queste iniziative sono state realizzate in collaborazione con Camera di commercio, Regione e Ice. Il lavoro di informazione e sensibilizzazione ha quindi raggiunto un pubblico interessato. La sfida ora è tradurre questo interesse in esportazioni concrete e in un aumento del fatturato. Vestrelli ha concluso affermando che "deve vincere la concretezza".

Sostegno istituzionale per l'internazionalizzazione

L'assessore regionale allo Sviluppo economico, Francesco De Rebotti, ha sottolineato la necessità di supportare sia le aziende già esportatrici sia quelle che intendono affacciarsi sui mercati esteri. Le aziende necessitano di incentivi e garanzie. Hanno anche bisogno di essere accompagnate in mercati che potrebbero conoscere poco. Ha evidenziato l'importanza del coordinamento tra Regione, Camera di commercio, Ice, Sviluppumbria e le associazioni di categoria. Come esempio di ricerca di nuove collaborazioni, ha citato la presenza regionale a Smau. Smau è una piattaforma dedicata all'innovazione e ai rapporti tra imprese.

Mauro Marini, responsabile delle attività operative di Sviluppumbria, ha confermato la disponibilità della società regionale a rafforzare la collaborazione con gli altri enti. L'obiettivo è sostenere le aziende umbre nei loro percorsi di internazionalizzazione. Dopo la sessione plenaria dedicata all'analisi dei mercati, l'iniziativa ha previsto incontri individuali con i rappresentanti dell'Ice. Questi incontri sono stati finalizzati all'esame dei prodotti e delle prospettive di business delle singole imprese.

Nel settore della moda, è stato organizzato un confronto specifico con Nardos Ekubay Hadush. Si tratta di un'importatrice etiope interessata a valutare possibili collaborazioni per l'abbigliamento e gli accessori. Questo approccio mirato dimostra l'attenzione verso le specificità di ciascun settore e mercato. L'obiettivo è massimizzare le opportunità di successo per le imprese umbre nell'Africa orientale.