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La Giunta dell'Umbria ha approvato modifiche alla legge regionale sulla transizione energetica in tempi record. L'obiettivo è semplificare la realizzazione degli impianti, adeguandosi alle normative nazionali e tutelando il paesaggio.

Umbria: Legge transizione energetica, modifiche rapide

L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha dato il via libera a importanti modifiche. Queste riguardano la legge regionale del 16 ottobre 2025, numero 7. La normativa si occupa di misure urgenti per la transizione energetica. Include anche la tutela del paesaggio umbro.

L'adeguamento è stato necessario per allinearsi al nuovo quadro normativo nazionale. Questo è stato definito dai nuovi articoli del Dlgs 190/2024. Sono stati recepiti anche gli impegni presi con il Governo nazionale. Le interlocuzioni con Roma hanno portato a questo risultato.

L'assessore regionale all'ambiente e all'energia, Thomas De Luca, ha commentato l'operazione. Ha parlato di una modifica effettuata in «tempi record». L'intento è fornire «regole certe nella semplificazione della realizzazione degli impianti».

Questa accelerazione è stata guidata dalla volontà di offrire risposte concrete. Risposte alla crisi energetica che sta attraversando il paese. De Luca ha sottolineato un aspetto positivo. Per una volta, la politica è riuscita a stare al passo con la realtà. Ha ringraziato i consiglieri della maggioranza del «Patto Avanti» per il loro contributo.

Adeguamento normativo e tutela del territorio

L'intervento normativo è stato inserito nell'atto 287. Questo è definito «Modificazioni di leggi regionali cosiddetto Omnibus». La modifica alla LR 7/2025 risponde primariamente a un'esigenza. Si tratta di recepire le disposizioni statali. Queste derivano dall'entrata in vigore delle novità del DLgs 190/2024.

La nuova normativa riguarda la disciplina dei regimi amministrativi. Questi sono finalizzati alla produzione di energia da fonti rinnovabili. L'assessore De Luca ha rivendicato il mantenimento degli impegni. Impegni presi dalla presidente Stefania Proietti con il Governo. Questo è avvenuto nello spirito di leale collaborazione.

La collaborazione è nata a seguito dell'interlocuzione con i Ministeri competenti. De Luca ha però ribadito una posizione ferma. La Regione è rimasta assolutamente intransigente sulle aree non idonee. Non si può accettare che il territorio umbro sia oggetto di predazione. Una predazione priva di qualsiasi pianificazione.

Viene richiamato il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 10 settembre 2010. Questo decreto, ancora vigente, definisce le aree non idonee. Viene chiarito che tale classificazione non implica un divieto assoluto di installazione. In queste aree, gli obiettivi di protezione sono elevati. Ciò rende molto probabile un esito negativo in sede di valutazione.

Nuove regole per le aree idonee e la semplificazione

Il «principio di prevalenza di idoneità» è stato modificato e rivisto. Questo avviene alla luce delle nuove disposizioni statali. Vengono considerati anche i rilievi posti dal Governo. Nello specifico, il regime semplificato previsto per le aree idonee si applica solo a una condizione.

L'impianto da fonti rinnovabili deve ricadere interamente all'interno delle aree idonee. Queste aree sono state individuate dalla Regione Umbria. Ulteriori modifiche sono, in sostanza, una conseguenza dell'accoglimento dei rilievi. Rilievi formulati dai Ministeri in sede di esame della legittimità costituzionale della LR 7/2025.

La Regione si è resa disponibile a recepire questi rilievi. L'assessore De Luca ha precisato che l'amministrazione opera nello spirito di leale collaborazione. L'obiettivo è adeguare il testo regionale al mutato quadro normativo nazionale. Questo è avvenuto a seguito del decreto «Transizione 5.0».

La direzione della Regione Umbria resta però ferma e coerente. La transizione energetica per l'Umbria mira all'autonomia energetica. Questo senza abdicare al governo del territorio. Allo stesso tempo, si tutela il patrimonio paesaggistico. Si evitano grandi impianti sovradimensionati e rischi di speculazione.

L'Umbria è stata la prima regione a definire idonee le aree per progetti a servizio delle CER (Comunità Energetiche Rinnovabili). Questo perché si crede che autoprodursi energia sia un diritto. Un diritto dei cittadini e delle imprese locali, non un terreno di conquista.

Certezza normativa e tutela del cuore verde d'Italia

Le modifiche introdotte definiscono un quadro di maggiore certezza normativa. Questo avviene circoscrivendo con precisione le ulteriori aree idonee. Aree individuate dalla Regione Umbria. Viene inoltre confermata una mappatura delle aree a bassa esposizione panoramica. Questa mappatura è destinata agli impianti eolici. Sarà condivisa con la soprintendenza dell'Umbria.

L'assessore De Luca ha spiegato l'obiettivo di questo atto. Si vuole superare l'incertezza normativa. Tale incertezza rischiava di bloccare i piccoli progetti. Progetti destinati al tessuto economico regionale. L'adeguamento ai rilievi ministeriali non intacca la visione della Regione.

La visione è quella di una transizione energetica democratica. Una transizione diffusa e governata dalle istituzioni locali. Una transizione capace di conciliare la produzione di energia pulita. Allo stesso tempo, si difende l'identità del «cuore verde d'Italia». Le modifiche sono state approvate rapidamente, dimostrando l'impegno della giunta.

La legge regionale 7/2025, ora modificata, mira a bilanciare sviluppo e conservazione. L'assessore De Luca ha evidenziato l'importanza di questo equilibrio. La semplificazione per gli impianti deve andare di pari passo con la tutela ambientale. Questo è fondamentale per il futuro energetico e paesaggistico dell'Umbria.

La Regione ha lavorato per recepire le indicazioni nazionali. Questo senza compromettere la propria autonomia decisionale. Le aree idonee sono state definite con maggiore chiarezza. Questo per evitare interpretazioni errate o abusi. La tutela del paesaggio rimane una priorità assoluta.

L'approvazione rapida dimostra una forte volontà politica. Volontà di agire concretamente di fronte alle sfide energetiche. L'assessore De Luca ha ribadito che la collaborazione istituzionale è la chiave. Collaborazione tra enti locali e governo centrale per obiettivi comuni.

Le nuove disposizioni entreranno in vigore a breve. Si attende la pubblicazione ufficiale per la piena operatività. L'obiettivo è rendere l'Umbria più autosufficiente energeticamente. Questo preservando al contempo le sue bellezze naturali.