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Una nuova legge regionale in Umbria mira a riformare il settore culturale. L'obiettivo è integrare cultura, economia e territorio, con un aumento dei finanziamenti e una programmazione triennale.

Nuova Legge Regionale per la Cultura Umbra

È stato illustrato a Palazzo Cesaroni un nuovo disegno di legge. La proposta è intitolata "Norme in materia di cultura e imprese culturali e creative". L'iniziativa parte dalla Giunta di Palazzo Donini. La presentazione è avvenuta in una conferenza stampa. Hanno partecipato il presidente della Terza commissione, Luca Simonetti. Era presente anche l'assessore regionale alla cultura, Tommaso Bori.

L'assessore Bori ha sottolineato l'importanza del testo. Si basa su una vasta partecipazione. Mira a una profonda riforma del sistema culturale regionale. Il passaggio è dall'evento al processo. L'obiettivo è creare lavoro e crescita. Si punta al coinvolgimento di tutti gli attori. La legge introduce una programmazione triennale. Prevede un raddoppio delle risorse. I finanziamenti integreranno fondi regionali, nazionali ed europei. L'ammontare totale previsto è di 31 milioni di euro.

Il disegno di legge è già in discussione. La Terza commissione lo sta esaminando. Il 31 marzo è prevista una consultazione pubblica. L'incontro si terrà a San Francesco al Prato, a Perugia. L'obiettivo è definire le priorità del piano triennale. Saranno coinvolti soggetti e operatori culturali. La partecipazione è fondamentale per il successo della riforma.

Cambio di Paradigma per il Settore Culturale Umbro

Il presidente Simonetti ha evidenziato un cambio di paradigma. Il "Testo unico della cultura" supera una logica frammentata. Si abbandona l'approccio intermittente. Si introduce un investimento strutturale e stabile. La programmazione sarà nel tempo. Il percorso legislativo non è nato nei palazzi. È partito da Terni. È stato frutto di un confronto reale e partecipato. La città di Terni ha espresso una domanda precisa. Richiede spazi, strumenti e possibilità di espressione.

Questa legge mira a introdurre struttura e continuità. Favorisce l'integrazione tra cultura, economia e territorio. Non si tratta di una legge focalizzata sugli eventi. È una legge sull'organizzazione di un sistema complesso. L'obiettivo è creare un ecosistema culturale funzionante. Un sistema che supporti la crescita e l'innovazione.

La legge introduce l'ATTO DI INDIRIZZO TRIENNALE per la cultura. Questo strumento permetterà agli enti locali. Consentirà alle istituzioni culturali e agli operatori del settore. Potranno pianificare le attività con maggiore continuità. La pianificazione a lungo termine è essenziale. Permette di ottimizzare le risorse e gli sforzi.

Contenuti Chiave del Disegno di Legge

Il testo include diversi elementi fondamentali. Viene effettuata un'analisi del contesto territoriale. Si esamina il sistema culturale regionale. Vengono identificati i soggetti, le infrastrutture e le risorse. Sono definite le linee di indirizzo e gli obiettivi generali. Questi individuano le direttrici di sviluppo. Stabiliscono le priorità di intervento nei vari ambiti. La legge copre gli interventi a titolarità regionale. Si occupa anche di quelli gestiti direttamente dalla Regione. Vengono definite le linee guida per i Programmi operativi annuali. Si individua l'integrazione con altri piani e programmi regionali e locali. Particolare attenzione è rivolta ai settori del turismo, dell'ambiente, dell'artigianato, del cinema, della formazione, del welfare e dello sviluppo economico.

Viene istituito l'OSSERVATORIO REGIONALE per la cultura e la creatività. Questo organismo avrà compiti specifici. Raccoglierà, elaborerà, monitorerà e valuterà i dati. Si occuperà del sistema culturale regionale. La legge recepisce la definizione UNESCO del 2003. Riconosce la pluralità delle espressioni del PATRIMONIO IMMATERIALE. Include prassi, saperi, riti, feste e tradizioni popolari. Vengono individuate le attività promosse dalla Regione. Queste mirano alla conoscenza, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale.

Si riconoscono le espressioni del patrimonio immateriale. Sono elementi fondanti dell'identità collettiva. Vengono citati esempi specifici. Tra questi la FESTA DEI CERI DI GUBBIO. La GIOSTRA DELLA QUINTANA DI FOLIGNO. Le INFIORATE ARTISTICHE. Questi eventi rappresentano la ricchezza culturale della regione.

Valorizzazione del Patrimonio e Sostegno alle Imprese

Viene istituito il Calendario regionale delle manifestazioni di RIEVOCAZIONE STORICA. La Regione riconosce a queste manifestazioni un ruolo centrale. Sono fondamentali per la trasmissione della memoria collettiva regionale. La legge definisce il patrimonio di ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE. Questo include beni materiali e immateriali. Sono testimonianze storiche della cultura industriale del territorio. Beni non più utilizzati nei processi produttivi.

Verranno promosse le VILLE, DIMORE, COMPLESSI ARCHITETTONICI e paesaggistici. Saranno inclusi parchi e giardini storici. Sia di proprietà pubblica che privata. La Regione ne sosterrà la valorizzazione. Visto il loro valore identitario, estetico e ambientale. Viene disciplinato l'utilizzo dell'ART BONUS (legge 106/2014). La Regione individuerà beni e istituti culturali. Questi potranno essere inseriti in progetti finanziabili tramite erogazioni liberali. Si solleciterà l'uso di questo strumento. Sarà posta attenzione alla trasparenza e alla rendicontazione.

La legge individua gli ISTITUTI E LUOGHI DELLA CULTURA. Si tratta di circa 240 istituti. Includono musei, biblioteche, archivi ed ecomusei. Questi richiedono un fabbisogno annuale adeguato. Il supporto è destinato ai costi di gestione delle strutture. Comprende l'ampliamento degli orari e il potenziamento dei servizi al pubblico. La Regione riconosce il valore culturale delle IMPRESE EDITORIALI INDIPENDENTI. Queste contribuiscono alla diffusione e promozione del libro. Vengono valorizzate anche le librerie di qualità.

Viene disciplinata la promozione della partecipazione degli EDITORI UMBRI. La partecipazione avverrà a manifestazioni regionali, nazionali e internazionali. Esempi citati sono il "Salone internazionale di Torino". La fiera "Più libri più liberi" di Roma. La Manifestazione "Lucca Comics". Questo favorisce la visibilità e la commercializzazione dei prodotti editoriali umbri.

Welfare Culturale e Spettacolo dal Vivo

Viene introdotto il principio del WELFARE CULTURALE. La cultura è riconosciuta come strumento. Promuove il benessere individuale e collettivo. Favorisce l'inclusione sociale. Supporta le persone con disabilità. Previene la marginalizzazione e il disagio sociale. Si valorizza il ruolo delle SOCIETÀ OPERAIE DI MUTUO SOCCORSO. Sono riconosciute come soggetti storici di promozione sociale, culturale e solidale. Il loro contributo alla comunità è fondamentale.

Viene disciplinata la funzione della Regione di promozione e sostegno. Si interviene sul RIUSO CULTURALE E SOCIALE DI SPAZI DISMESSI o sottoutilizzati. Si promuove la rigenerazione dei cosiddetti attrattori culturali. Si favoriscono partenariati tra soggetti pubblici e privati. Questo approccio mira a rivitalizzare aree urbane e rurali. Lo SPETTACOLO DAL VIVO viene riconosciuto come settore vitale. Unisce espressione artistica, crescita umana, educazione e sviluppo economico. Le RESIDENZE ARTISTICHE sono definite come spazi professionali. Dedicati alla creazione, ricerca e sviluppo di progettualità artistiche. Questo supporta la produzione artistica contemporanea.

MANIFESTAZIONI BANDISTICHE E CORALI vengono riconosciute. Sono espressioni della tradizione musicale diffusa. Viene previsto uno specifico sostegno alle attività. Include la formazione musicale di base. Questo preserva e promuove le tradizioni musicali locali. La legge rappresenta un passo importante. Per il futuro della cultura e delle imprese creative in Umbria.