La Lega Umbria solleva dubbi sulla riorganizzazione dell'assistenza sanitaria territoriale, temendo una possibile riduzione dei servizi per i cittadini, specialmente nelle aree periferiche e per le fasce più deboli.
Preoccupazione per la medicina di prossimità
Riccardo Augusto Marchetti, deputato e segretario regionale della Lega Umbria, ha espresso forte preoccupazione. Riguarda la potenziale riorganizzazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (Aft). Si teme una rimodulazione dell'attività ambulatoriale nei giorni prefestivi e il sabato. Questo avviene in un contesto di già note carenze di medici di medicina generale in tutta la regione.
Le notizie sulla riorganizzazione destano allarme. La situazione è già critica per la mancanza di medici di base. La Lega teme che si possa ridurre l'accesso alla medicina di prossimità. Questo è un punto cruciale per molti cittadini.
Impatto su anziani e aree periferiche
Gli ambulatori Aft rappresentano un punto di riferimento fondamentale. Offrono servizi anche quando gli studi dei medici di famiglia sono chiusi. Questo include il sabato e i giorni prefestivi. Se la riorganizzazione regionale dovesse comportare una diminuzione delle aperture, le conseguenze sarebbero negative.
Le persone più colpite sarebbero gli anziani e i soggetti fragili. Anche chi risiede nelle zone più periferiche subirebbe un disagio. Potrebbero esserci maggiori difficoltà negli spostamenti e nell'accesso alle cure necessarie.
La carenza di medici di medicina generale è una criticità seria. Dovrebbe spingere la Regione a valutare ogni scelta con estrema cautela. In Alto Tevere, ad esempio, ci sono 21 incarichi vacanti. Di questi, 11 sono nell'Aft di Città di Castello, 4 a Umbertide e 6 a San Giustino. Questo quadro rende ancora più vitale garantire una rete territoriale efficiente.
Tempi di attesa e sanità privata
Mentre la sinistra discute di riorganizzazione, i dati evidenziano una realtà preoccupante. Il bollettino Agenas, relativo ai primi nove mesi del 2026, mostra l'Umbria ancora lontana dalle medie nazionali. Questo riguarda il rispetto dei tempi di attesa per le visite specialistiche e gli esami diagnostici.
Solo il 62,7% delle prime visite specialistiche è stato garantito entro i tempi previsti. Per gli esami diagnostici, la percentuale scende al 64,7%. Le medie nazionali sono rispettivamente del 78,6% e dell'85%. Questi numeri non possono essere ignorati.
Prima di parlare di riorganizzazione, sarebbe necessario garantire ai cittadini la possibilità concreta di accedere alle cure. I tempi di attesa attuali costringono molti umbri a rivolgersi alla sanità privata. Qualsiasi ulteriore riduzione dei servizi territoriali aggraverebbe le difficoltà delle famiglie.
Richiesta di risposte concrete
La sanità umbra necessita di soluzioni tangibili e immediate. Non bastano annunci o promesse di riorganizzazione. La Lega chiede risposte concrete per migliorare l'accesso alle cure e ridurre i disagi per i cittadini. La priorità deve essere garantire un servizio sanitario efficiente e accessibile a tutti.
La medicina di prossimità deve essere salvaguardata. La rete territoriale deve essere rafforzata, non indebolita. Questo è fondamentale per rispondere alle esigenze della popolazione, specialmente nelle aree più svantaggiate. La Lega continuerà a monitorare la situazione.