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La Lega umbra esprime forte disappunto per la proposta di revisione della legge sulle rievocazioni storiche. Si teme la perdita di un impianto normativo efficace e di un'identità culturale.

Critiche alla revisione della legge regionale

Il deputato della Lega, Virginio Caparvi, ha espresso forte preoccupazione. Secondo Caparvi, la Giunta regionale guidata dall'assessore Bori starebbe per attuare una mossa incomprensibile. Si intende infatti cancellare la legge 11/2024, dedicata alle rievocazioni storiche. Questa normativa all'avanguardia verrebbe sostituita da poche righe all'interno di un testo unico sulla cultura.

Questa decisione è considerata profondamente sbagliata e incomprensibile. La legge regionale attuale è perfettamente in linea con le direttive nazionali. Ha rappresentato un esempio positivo per altre regioni italiane. La Lega sottolinea come, a livello nazionale, la legge 152/2024, promossa dallo stesso Caparvi, abbia finalmente riconosciuto il valore delle rievocazioni storiche. Queste sono ora considerate patrimonio culturale immateriale, superando una visione meramente turistica o commerciale.

Rischio di marginalizzazione per le rievocazioni

L'Umbria, grazie all'azione del centrodestra nella precedente legislatura, si era distinta per una normativa chiara e strutturata in questo settore. L'attuale proposta segna un passo indietro clamoroso. Si rischia di smantellare un impianto normativo organico. Le specificità identitarie delle rievocazioni potrebbero disperdersi in un contesto culturale più ampio e indistinto. Questo potrebbe portare a un'annacquamento e a una marginalizzazione di queste manifestazioni.

La direzione intrapresa dalla Giunta regionale umbra va controcorrente rispetto alle tendenze nazionali. Le rievocazioni storiche non sono solo eventi turistici. Rappresentano un presidio fondamentale di identità, tradizione e coesione sociale. Si parla di ben 61 manifestazioni storiche in Umbria.

Appello per la continuità normativa

Il mondo dei rievocatori, che aveva ottenuto un chiaro riconoscimento e una dignità normativa autonoma, ora vede tutto questo messo in discussione. Esiste il rischio concreto di perdere risorse, tutele e prospettive future. La situazione è aggravata dal fatto che questa revisione avviene in prossimità delle scadenze per i bandi. Le manifestazioni storiche sono sul punto di iniziare.

Invece di garantire continuità e certezze, si sta creando confusione. Si rallenta l'accesso ai finanziamenti, penalizzando associazioni e territori. Il deputato Caparvi ha lanciato un appello diretto alla Giunta regionale. Chiede di fermarsi immediatamente e di non smantellare un impianto normativo che funziona. Si sollecita l'applicazione della legge 11/2024 e l'emanazione dei relativi bandi. In alternativa, si propone un confronto serio per migliorare l'esistente, senza cancellare un'eccellenza umbra riconosciuta a livello nazionale.