La Lega umbra critica la proposta di smantellare la legge regionale 11/2024 sulle rievocazioni storiche. Si teme la perdita di un patrimonio identitario e di risorse per 61 manifestazioni.
Critiche alla giunta regionale sull'Umbria
Il deputato Virginio Caparvi della Lega esprime forte disappunto. Riguardo alle azioni della Giunta regionale dell'Umbria. L'esponente politico definisce la situazione «incredibile».
L'assessore Bori e la maggioranza di sinistra intendono eliminare una legge. Si tratta della normativa 11/2024. Questa legge riguarda le rievocazioni storiche. La vogliono sostituire con poche righe. Queste saranno inserite in un Testo unico sulla cultura.
Caparvi giudica questa decisione «incomprensibile e profondamente sbagliata». La sua nota sottolinea la gravità della manovra. Si parla di un passo indietro clamoroso per la regione.
Legge sulle rievocazioni storiche un modello virtuoso
La legge regionale attualmente in vigore è un punto di riferimento. Non solo è in linea con le norme nazionali. Ha rappresentato un esempio positivo. Altre regioni l'hanno presa come modello.
A livello nazionale, la legge 152/2024, promossa da Caparvi, ha riconosciuto le rievocazioni. Le ha definite patrimonio culturale immateriale. Questo supera una visione limitata. Le rievocazioni non sono solo eventi turistici o commerciali.
L'Umbria, grazie al lavoro del centrodestra, era all'avanguardia. Aveva una normativa chiara e strutturata. Ora si rischia di disperdere questa specificità. Verrà inglobata in un contesto culturale più ampio.
Questo annacquarebbe il valore delle rievocazioni. Le marginalizzerebbe. La scelta va contro la direzione nazionale. Si perde un'eccellenza riconosciuta.
61 manifestazioni a rischio identità e risorse
Le manifestazioni storiche in Umbria sono ben 61. Non hanno solo valenza turistica. Rappresentano un presidio fondamentale. Difendono identità, tradizione e coesione sociale.
Il mondo dei rievocatori aveva ottenuto un riconoscimento. Aveva acquisito una dignità normativa autonoma. Ora tutto questo è messo in discussione. Si rischia di perdere risorse preziose.
Ci sono anche tutele e prospettive future a rischio. La continuità normativa è fondamentale. Le associazioni e i territori potrebbero essere penalizzati.
La proposta di modifica arriva in un momento critico. Le scadenze per i bandi si avvicinano. Le manifestazioni stanno per iniziare. Si crea confusione e si rallenta l'accesso ai finanziamenti.
Appello per fermare lo smantellamento normativo
Caparvi lancia un appello diretto alla Giunta regionale. Chiede di fermarsi immediatamente. Di non smantellare un impianto normativo funzionante. La legge 11/2024 deve essere applicata.
È necessario emanare subito i bandi. Se si vuole migliorare la normativa esistente, si apra un confronto serio. Ma senza cancellare un'eccellenza umbra. Un'eccellenza riconosciuta a livello nazionale.
La proposta di legge di iniziativa popolare «Norme per la valorizzazione e la promozione delle rievocazioni storiche in Umbria» è stata approvata nel 2024. Essa mira a dare un quadro normativo chiaro. Questo per sostenere le associazioni che organizzano eventi storici.
La legge riconosce il valore culturale, sociale ed economico di queste manifestazioni. Prevede incentivi e semplificazioni. La sua cancellazione solleva dubbi sulla volontà di sostenere questo settore.
Il centrodestra sottolinea come queste manifestazioni siano un motore per il turismo. Contribuiscono a mantenere vive le tradizioni locali. La loro tutela è vista come un investimento sul patrimonio culturale.