La gestione della sanità in Umbria è al centro di forti critiche per una riorganizzazione fallita. Si segnalano carenze di personale qualificato, paralisi gestionale e ripercussioni sui servizi ai cittadini.
Critiche alla riorganizzazione della direzione salute
Il consigliere regionale Matteo Giambartolomei, esponente di Fratelli d'Italia, ha sollevato interrogativi urgenti alla presidente della Giunta, Stefania Proietti. L'oggetto delle sue domande riguarda il presunto fallimento della riorganizzazione del personale all'interno della direzione Salute e Welfare. Si paventa una paralisi gestionale con conseguenze negative sull'efficienza dei servizi sanitari. Inoltre, si temono ripercussioni sul diritto alle cure per i cittadini e sul benessere dei dipendenti stessi.
L'esponente politico ha chiesto chiarimenti specifici durante la seduta dell'Assemblea legislativa. Le sue domande mirano a comprendere le cause della fuga di personale qualificato. Si indaga anche sul diffuso malessere organizzativo che starebbe compromettendo le performance della direzione Salute. La preoccupazione principale riguarda la sostenibilità del servizio sanitario regionale.
Misure urgenti per carenza di organico
Giambartolomei ha interrogato la presidente Proietti sulle misure urgenti da adottare per risolvere l'insostenibile carenza di organico. Si chiede la fine della stagione degli incarichi ad interim a livello dirigenziale. In particolare, si sollecita l'assegnazione dell'incarico per il servizio di Programmazione dell'assistenza territoriale. Altrettanto importante è la copertura delle cinque sezioni dirigenziali rimaste scoperte. La situazione attuale genera incertezza operativa.
Un altro punto cruciale sollevato riguarda lo sblocco immediato di 40 milioni di euro di fondi Pnrr. Questi fondi sono destinati all'assistenza domiciliare integrata. La richiesta è di concludere le procedure di coprogettazione avviate da tempo. Il ritardo nell'utilizzo di queste risorse potrebbe compromettere importanti interventi a favore dei cittadini.
Dati allarmanti sulla carenza di personale
Illustrando il suo atto ispettivo, Giambartolomei ha presentato dati preoccupanti. Al 31 dicembre 2025, su 1.083 dipendenti della Giunta regionale, solo il 10,25% era assegnato alla direzione Salute. La carenza di personale con funzioni apicali ha raggiunto livelli critici. A fronte di 11 servizi attivi, operano solo sei dirigenti. Questo costringe l'amministrazione a ricorrere a ben cinque interim, quasi la metà delle strutture apicali. Il servizio cardine 'Programmazione assistenza territoriale' rimane vacante. La procedura concorsuale per tale posizione si è conclusa mesi fa.
La situazione è ulteriormente aggravata dalla partenza di ben tre dirigenti della sanità. Nei livelli intermedi, l'ultima riorganizzazione ha portato a un peggioramento. Al 1° maggio 2026, su 40 nuove sezioni, cinque risultavano vacanti. Si tratta dei settori Monitoraggio performance, Gestione sanitaria accentrata, Accreditamento-Otar, Rischio clinico e Immigrazione. Nelle restanti aree della regione, si registra solo una sezione vacante. Su 35 posizioni coperte, oltre un terzo degli incarichi è stato affidato a personale qualificato ma privo di esperienza specifica. Cinque funzionari storici si sono trasferiti altrove, privando la sanità di competenze consolidate.
Implicazioni politiche e amministrative
La direzione Salute gestisce un Servizio Sanitario Regionale che assorbe oltre l'80% del bilancio umbro. Coinvolge quattro aziende sanitarie e oltre 12.000 dipendenti. Ridurre la guida della sanità umbra a soli sei dirigenti è interpretato come una palese incapacità politica e amministrativa. Si evidenzia una responsabilità del servizio Risorse umane. Il potenziamento della direzione, previsto con otto nuove sezioni, è di fatto fallito.
Questa debolezza strutturale sta bloccando i principali dossier sanitari dall'insediamento della Giunta Proietti. Le liste d'attesa sono raddoppiate. Manca trasparenza sulla destinazione dei fondi della manovra fiscale 2025. Assunzioni, programmazione e autorizzazioni sono ferme. Sono a rischio anche il raggiungimento degli obiettivi per le Case e gli Ospedali di comunità. Il caos interno alla direzione Salute riflette un totale blackout politico e un deficit di partecipazione. Il nuovo Piano socio sanitario regionale, oggetto solo di annunci e litigi politici interni alla maggioranza, viene gestito in modo esclusivo, senza dialogo con sindaci, aziende sanitarie e sindacati. Questi ultimi lamentano la totale assenza di concertazione.
Risposta della Presidente Proietti
La presidente Proietti ha replicato alle critiche. Ha dichiarato: «Abbiamo potenziato i dirigenti e aumentato il personale». La sua risposta, tuttavia, è stata interrotta nel testo fornito. Ulteriori dettagli sulla sua posizione non sono disponibili in questa sede. La questione rimane aperta e di grande rilevanza per il futuro della sanità regionale.