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Il consigliere regionale umbro Cristian Betti ha scritto al Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti per segnalare criticità nell'applicazione dell'articolo 79 del Codice del Terzo Settore. L'obiettivo è istituire un tavolo tecnico nazionale per affrontare i problemi che rischiano di penalizzare sagre, manifestazioni popolari e il mondo del volontariato.

Criticità articolo 79 del Codice Terzo Settore

Il capogruppo del Partito Democratico nell'Assemblea legislativa dell'Umbria, Cristian Betti, ha inviato una missiva al Ministro dell'Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti. La richiesta principale riguarda l'avvio immediato di un tavolo tecnico a livello nazionale. L'incontro dovrebbe discutere le problematiche emerse dall'applicazione dell'articolo 79 del Codice del Terzo Settore. Betti sollecita un intervento rapido per risolvere le criticità attuali.

Il consigliere regionale umbro evidenzia come le sagre e le manifestazioni popolari siano particolarmente a rischio. Queste iniziative, spesso gestite da associazioni no-profit, potrebbero subire pesanti ripercussioni. La loro sopravvivenza economica e organizzativa è messa in discussione dalle nuove norme.

Impatto su associazioni ed eventi locali

L'iniziativa di Betti segue l'approvazione di una sua mozione in Aula. La mozione, votata lo scorso 15 aprile, mirava a portare all'attenzione del governo una situazione preoccupante. Le modifiche normative introdotte stanno creando serie difficoltà al mondo dell'associazionismo. Molte realtà stanno rinunciando a organizzare eventi.

Diverse attività di volontariato vedono la loro sostenibilità economica compromessa. Questo impatto negativo si estende anche a eventi culturali e ricreativi. La loro organizzazione diventa sempre più complessa e costosa.

Sagre e manifestazioni a rischio

Le sagre e le manifestazioni popolari sono considerate particolarmente vulnerabili. In Umbria, come nel resto d'Italia, rappresentano molto più di semplici momenti di svago. Sono presidi culturali, identitari ed economici vitali per le comunità locali. La loro cancellazione avrebbe un impatto significativo.

Si teme una drastica riduzione di queste iniziative già dalla prossima stagione estiva. Le conseguenze ricadrebbero direttamente sulla vita sociale e sulle economie dei territori. Le aree interne e i piccoli comuni sarebbero i più colpiti da questa possibile desertificazione.

Proposta di tavolo tecnico e correttivi

La questione centrale riguarda la disciplina fiscale. Se applicata rigidamente, rischia di equiparare attività a forte valore sociale a logiche d'impresa. Questo genererebbe effetti distorsivi, non in linea con la natura degli enti del Terzo settore. Betti chiede al Ministro l'attivazione di un tavolo tecnico nazionale sull'articolo 79.

È necessaria una discussione concreta e tempestiva con le Regioni, le rappresentanze del Terzo settore e le realtà territoriali coinvolte. Si sollecita inoltre la valutazione di correttivi normativi. L'obiettivo è evitare applicazioni penalizzanti e garantire certezza agli operatori del settore.

Sostegno al patrimonio di volontariato e comunità

Betti sottolinea come la capacità delle istituzioni di sostenere il patrimonio di volontariato, comunità e identità locali sia messa alla prova. Un intervento rapido è fondamentale per evitare una progressiva desertificazione sociale dei territori. Il consigliere ha richiesto la disponibilità del Ministro o di un suo delegato per un incontro.

L'incontro, anche in videoconferenza, servirà ad approfondire le criticità evidenziate. Si cercheranno soluzioni condivise per salvaguardare il tessuto sociale ed economico legato al Terzo settore e alle manifestazioni popolari.