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Il vicepresidente della Regione Umbria, Tommaso Bori, ha annunciato una riforma culturale senza precedenti per la regione, con un investimento triennale di 31 milioni di euro. L'obiettivo è potenziare l'impresa creativa e il substrato culturale locale.

Riforma Culturale Umbria: Un Investimento Storico

L'Umbria si prepara a vivere una trasformazione epocale nel settore culturale. Il vicepresidente della Regione, Tommaso Bori, ha presentato quella che viene definita «la più grande riforma culturale mai realizzata in Umbria». Questo ambizioso progetto mira a posizionare la regione come un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale nel campo delle arti e dell'impresa creativa.

La riforma si concretizza in un Testo Unico sulla cultura e l'impresa creativa. Questo provvedimento unifica e semplifica la normativa esistente, abrogando ben 12 leggi considerate obsolete e prive di finanziamenti adeguati. L'iniziativa ha già suscitato notevole interesse anche da parte di altre regioni italiane, desiderose di comprendere le strategie innovative adottate dall'Umbria.

Bori ha sottolineato l'importanza di questa «chiamata alle arti che ci distingue nel panorama nazionale e internazionale». La conferenza stampa, tenutasi a Perugia, ha visto una partecipazione significativa di addetti ai lavori e rappresentanti istituzionali. L'obiettivo è creare un ecosistema fertile per l'innovazione e la crescita nel settore culturale.

Finanziamenti e Partecipazione: Le Chiavi del Successo

Il cuore pulsante della riforma risiede nella programmazione triennale delle risorse. Saranno messi a disposizione 31 milioni di euro per il prossimo triennio, distribuiti attraverso bandi chiari e pluriennali. Questo approccio garantisce stabilità e prevedibilità agli operatori del settore, evitando la dispersione di energie nella ricerca continua di finanziamenti.

Il processo di elaborazione della legge è stato caratterizzato da un forte accento sulla partecipazione. Oltre 290 partecipanti hanno contribuito al primo incontro tenutosi a Terni il 28 novembre. Ulteriori 40 proposte di modifica sono state inviate telematicamente, dimostrando un ampio coinvolgimento della comunità.

Successivamente, il 17 marzo, è stato avviato il percorso di partecipazione istituzionale presso la terza Commissione consiliare. Questo ha permesso di raccogliere ulteriori istanze e convergenze, con l'impegno di recuperare quelle temporaneamente non incluse in atti futuri. La fase conclusiva del percorso partecipativo si terrà il 31 marzo all'Auditorium San Francesco al Prato di Perugia.

Durante questo evento finale, sarà presentata la consultazione pubblica dei prossimi bandi. L'obiettivo è favorire un dialogo diretto e costruttivo tra le istituzioni, gli operatori del settore e le imprese creative del territorio umbro.

Ambiti di Intervento e Risorse Stanziate

La visione di Bori è quella di «invertire la rotta per costruire nel territorio l'impresa creativa e il substrato culturale». La riforma abbraccia una vasta gamma di ambiti di interesse. Questi includono la valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale, il sostegno allo spettacolo dal vivo, il potenziamento delle imprese culturali e la promozione della lettura e dell'editoria.

Non solo, ma la riforma si estende anche alla rigenerazione urbana, all'architettura, al design e al welfare culturale. Questo approccio olistico mira a integrare la cultura in ogni aspetto dello sviluppo regionale. L'Umbria si propone come un vero e proprio «laboratorio pilota di sperimentazione e innovazione» nel campo delle politiche culturali.

Per finanziare questi interventi, è stato istituito il Fondo regionale per la cultura. Questo fondo disporrà di oltre 9 milioni di euro provenienti dal bilancio diretto della Regione per il triennio 2026-2028. A queste si aggiungono significative risorse europee: 15,4 milioni di euro per beni culturali e attrattori, e 6 milioni di euro per welfare culturale e imprese creative. Il totale ammonta a 31 milioni di euro.

Il Ruolo dell'Assemblea Legislativa e il Futuro

Il presidente della terza Commissione dell'Assemblea legislativa, Luca Simonetti, ha partecipato attivamente alla presentazione. Ha ricordato i prossimi passi del processo partecipativo, auspicando l'approvazione della legge in aula entro un mese. Questo dimostra la volontà di procedere rapidamente verso l'attuazione della riforma.

La semplificazione normativa e la programmazione triennale sono elementi chiave che distinguono questo progetto. Come spiegato da Bori, si è passati da un disordine di 12 leggi datate a una visione organica e finanziata per tre anni. Questo rappresenta un cambiamento radicale rispetto al passato.

L'iniziativa mira a rafforzare il tessuto economico e sociale dell'Umbria attraverso la cultura. Si punta a creare nuove opportunità di lavoro, a promuovere l'identità regionale e a migliorare la qualità della vita dei cittadini. La riforma rappresenta un investimento strategico per il futuro della regione, con l'obiettivo di renderla un centro nevralgico per la creatività e l'innovazione culturale.

La collaborazione tra la Giunta regionale e l'Assemblea legislativa è fondamentale per il successo di questo progetto. L'approvazione in tempi brevi consentirà di dare il via ai primi bandi e di iniziare a raccogliere i frutti di questa ambiziosa riforma. L'Umbria si prepara a scrivere un nuovo capitolo della sua storia culturale, ponendo le basi per una crescita sostenibile e diffusa.

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