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La Cisl Umbria e il consigliere regionale Nilo Arcudi chiedono alla Giunta Proietti di rivedere la manovra fiscale. Si teme un impatto negativo su famiglie, lavoratori e imprese, con possibili aumenti prolungati oltre il 2027.

Critiche alla manovra fiscale regionale

La manovra fiscale voluta dalla Giunta Proietti ha colpito duramente l'economia dell'Umbria. Ha penalizzato in modo particolare il ceto medio, le famiglie, i lavoratori e le imprese locali. Questa decisione è stata contestata fin dal principio. Si teme un ulteriore impoverimento di un territorio già segnato da stipendi molto bassi in Italia. La Cisl Umbria sottolinea l'urgenza di rivedere le addizionali Irpef regionali. È fondamentale intervenire per proteggere il potere d'acquisto dei cittadini.

Queste sono le dichiarazioni di Nilo Arcudi, consigliere regionale e capogruppo di Tesei Presidente-Umbria Civica. L'intervento avviene nel pieno del dibattito sulla manovra fiscale regionale.

Richiesta di tutela per il ceto medio

La richiesta avanzata dal segretario regionale della Cisl, Angelo Manzotti, è chiara. Si chiede una diversa applicazione delle aliquote o detrazioni. Questo dovrebbe riguardare i redditi compresi tra i 28mila e i 50mila euro. L'obiettivo è una maggiore tutela per il ceto medio. Questa posizione si inserisce in un quadro di preoccupazione generale. Altre organizzazioni sindacali, Confindustria e associazioni di categoria hanno espresso timori. Riguardano le conseguenze della pressione fiscale sull'economia regionale.

Si parla di lavoratori, famiglie e imprese. Questi sono il motore dell'economia locale. Non possono continuare a sopportare un carico fiscale sempre più gravoso. La situazione è resa più allarmante dal fatto che gli aumenti fiscali potrebbero non fermarsi al 2027. Inizialmente si era prospettato un termine, ma ora si teme che possano continuare a pesare sui cittadini anche negli anni successivi. La Giunta deve fornire chiarimenti immediati su questo punto. Non è accettabile che misure presentate come temporanee diventino un peso duraturo per le famiglie umbre.

Maggiori entrate regionali e ritiro degli aumenti

Esiste un ulteriore elemento che richiede una riflessione approfondita. Le entrate regionali sembrano essere significativamente superiori rispetto alle previsioni iniziali. Se questi dati verranno confermati, sarà necessario chiedersi se persistano le condizioni che hanno portato all'introduzione di una manovra fiscale così pesante. La Regione ha il dovere di rendere pubblici i dati aggiornati. Deve inoltre valutare seriamente la possibilità di ritirare gli aumenti fiscali. Si dovrebbe partire da quelli che colpiscono maggiormente il ceto medio.

Non si può pensare di rilanciare l'economia dell'Umbria continuando a ridurre la capacità di spesa delle famiglie. Meno risorse disponibili significano meno consumi. Questo comporta maggiori difficoltà per le attività commerciali. Si riducono anche le opportunità di crescita per l'intero tessuto produttivo. In una regione che affronta sfide importanti sull'occupazione, sugli investimenti e sullo spopolamento delle aree interne, servono politiche di sostegno ai redditi. Non di compressione ulteriore.

Appello al confronto e alla revisione delle scelte

Le preoccupazioni che provengono dal mondo sindacale, da Confindustria e dalle associazioni di categoria non possono essere ignorate. La Giunta Proietti è invitata ad aprire un confronto serio con tutte le rappresentanze economiche e sociali. Deve avere il coraggio di rivedere le proprie decisioni. Si chiede una verifica puntuale delle maggiori entrate. È necessaria una revisione delle aliquote. Si auspica una valutazione concreta del ritiro della manovra fiscale. L'Umbria ha bisogno di tornare a crescere. Non può essere soffocata dalle tasse. È arrivato il momento di restituire respiro alle famiglie, ai lavoratori e alle imprese della regione.