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L'Umbria si posiziona a metà classifica nazionale per la diffusione delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), note come biotestamenti. L'analisi dell'associazione Luca Coscioni rivela dati disomogenei tra i comuni della regione.

Diffusione biotestamenti in Umbria

L'Umbria occupa la tredicesima posizione nella graduatoria nazionale. Questo dato riflette la diffusione delle Disposizioni Anticipate di Trattamento, comunemente chiamate biotestamenti.

La regione presenta una disposizione ogni 209 residenti. Si colloca quindi nella parte centrale della classifica generale.

Queste informazioni provengono da uno studio condotto dall'associazione Luca Coscioni. L'organizzazione ha istituito un osservatorio dedicato.

Questo osservatorio ha richiesto l'accesso agli atti in tutti i 7.677 comuni italiani. I dati sono stati aggiornati a dicembre 2025.

Terni e Perugia: dati a confronto

I risultati dell'indagine evidenziano marcate differenze all'interno del territorio umbro. Alcuni comuni mostrano una maggiore propensione alla registrazione dei biotestamenti.

La città di Terni registra il dato più significativo per l'Umbria. Si posiziona al 59° posto a livello nazionale.

A Terni si conta una disposizione ogni 171 abitanti. Sono state depositate un totale di 1.072 DAT.

Perugia, invece, si trova all'83° posto nella classifica nazionale. Qui si registra una disposizione ogni 226 residenti.

Il capoluogo umbro ha visto il deposito di 2.275 Disposizioni Anticipate di Trattamento.

L'appello dell'associazione Luca Coscioni

«Senza il diritto alla conoscenza, gli altri diritti restano solo sulla carta» affermano Filomena Gallo e Marco Cappato. Sono rispettivamente segretaria nazionale e tesoriere dell'associazione Luca Coscioni.

«Da sette anni – aggiungono – il popolo italiano è tenuto all'oscuro del diritto, che esiste, a scegliere le modalità del proprio fine vita.»

«Per quanto riguarda la conoscenza delle disposizioni anticipate di trattamento, la situazione sta finalmente migliorando, anche se troppo lentamente.»

«Questo miglioramento è dovuto esclusivamente all'attività di organizzazioni, come l'associazione Luca Coscioni e poche altre, e singole persone che non si rassegnano all'ignoranza imposta dallo Stato italiano.»

«I risultati ottenuti ci spingono a insistere con ancora più determinazione», concludono Gallo e Cappato.

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