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L'associazione "Daniele Chianelli" celebra 36 anni di attività a supporto di pazienti oncologici ed ematologici in Umbria. Sono stati donati oltre 7 milioni di euro alla ricerca e sono stati realizzati importanti progetti per migliorare la vita dei malati e delle loro famiglie.

Un impegno durato quasi quattro decenni

Sono trascorsi quasi 36 anni da quando il Comitato per la vita "Daniele Chianelli" ha iniziato la sua missione. L'associazione, fondata nel 1990, opera instancabilmente al fianco di persone affette da leucemie, linfomi, mielomi e dei loro cari. La sua attività, guidata da Franco Chianelli e sostenuta dalla moglie Luciana, ha portato a traguardi significativi. Questi successi vengono oggi ricordati in occasione della Giornata nazionale contro le leucemie, celebrata il 21 giugno.

Franco Chianelli ha ricordato gli albori dell'associazione: «Eravamo 18 genitori, alcuni segnati dalla perdita di un figlio. Volevamo fare qualcosa per alleviare le sofferenze dei bambini e delle famiglie ancora in lotta contro la malattia. Non avremmo mai immaginato di raggiungere risultati così importanti».

Dalla pediatria all'ematologia adulta

Il Comitato nacque inizialmente per offrire supporto ai bambini con patologie onco-ematologiche ricoverati nel reparto di Oncoematologia pediatrica. Successivamente, l'attenzione si è estesa anche all'ematologia degli adulti. Chianelli ha sottolineato l'importanza di quel periodo: «In quegli anni stava avvenendo una vera rivoluzione nella cura dei tumori del sangue».

Il professor Massimo Fabrizio Martelli, con un team di giovani medici e ricercatori, tra cui Franco Aversa, Antonio Tabilio, Brunangelo Falini, Andrea Velardi, Cristina Mecucci e Franca Falzetti, sviluppò una tecnica innovativa nel trapianto di midollo osseo. Questo metodo, il trapianto da donatore non compatibile, aprì nuove speranze di vita per pazienti che altrove non avrebbero avuto possibilità di cura.

«Il lavoro del professor Martelli – ha proseguito Chianelli – fu osteggiato da alcuni centri italiani, definito un assurdo biologico. Lui continuava a salvare vite, e noi genitori, che da anni speravamo in un miracolo per i nostri figli, continuavamo a credere in lui».

Da allora, il Comitato Chianelli e l'Istituto di Ematologia hanno lavorato in stretta collaborazione. A partire dal 1996, sono stati avviati tre progetti ambiziosi: il Centro Trapianti "Andrea Fortunato", il Residence "Daniele Chianelli" e il Creo (Centro di ricerca Emato-oncologico).

Oltre 7 milioni di euro per la ricerca e l'assistenza

Il presidente del Comitato ha evidenziato l'importanza del Residence: «Non sarebbe servito se non ci fossero stati reparti come Ematologia e Oncoematologia pediatrica, che attirano pazienti da tutta Italia e dall'estero. È stato fondamentale offrire una casa gratuita ai malati e ai loro familiari, vicina all'ospedale». La struttura dispone anche di un parco con giochi, dove si svolgono attività di pet therapy e ortoterapia.

«Non ci fermeremo qui», ha assicurato Chianelli, anticipando l'installazione di una funivia, un'altalena e un gazebo in legno nel Parco del Sorriso. Il Comitato Chianelli non si limita all'accoglienza.

In 36 anni, sono stati donati oltre 7 milioni e 600mila euro per sostenere la ricerca. L'ultima donazione, di 30mila euro, è stata una borsa di studio per una giovane ricercatrice, ex paziente. Altre due borse di studio saranno erogate entro fine anno per giovani ricercatori della regione.

Negli anni, il Comitato ha finanziato l'acquisto di macchinari, apparecchiature e arredi per oltre 4 milioni di euro. Questi fondi sono stati destinati non solo all'ospedale di Perugia, ma anche al "Santa Maria di Terni" e agli ospedali di Foligno, Città di Castello e Branca.

L'attenzione al benessere dei pazienti è costante: «Nessun paziente deve essere lasciato solo, nessun familiare abbandonato al proprio dolore», ha affermato Chianelli. Per questo, è stata creata un'équipe multidisciplinare di 14 professionisti dedicata al sostegno psico-sociale. L'assistenza è iniziata con una assistente sociale e una psicologa, ampliandosi oggi all'assistenza domiciliare per i piccoli pazienti.

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