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La Regione Umbria destina 200mila euro a celebrazioni per Dario Fo, sollevando critiche sull'uso dei fondi aggiuntivi raccolti tramite tasse. L'iniziativa genera dibattito politico e perplessità sui legami tra l'artista e il territorio.

Aumento tasse e destinazione fondi

La giunta regionale dell'Umbria ha previsto un incremento delle tasse. Una parte di questi fondi, circa 200mila euro, sarà impiegata per commemorare il centenario della nascita di Dario Fo. Questa decisione ha suscitato diverse reazioni. L'aumento complessivo delle imposte ammonta a 184 milioni di euro, destinati a salire a 250 milioni.

La destinazione di una somma considerevole per celebrare una figura come Fo, premio Nobel e noto artista teatrale, ha generato perplessità. Non si discute del valore artistico di Fo. Si sollevano invece dubbi sui legami concreti tra l'artista e la regione Umbria.

Critiche e legami con il territorio

Le perplessità sui legami tra Dario Fo e l'Umbria sono state espresse pubblicamente. Michele Fioroni, ex assessore regionale, ha evidenziato la natura esile di tali connessioni. Le sue osservazioni sono state condivise tramite un intervento su Facebook. Fioroni, pur mantenendosi fuori dal dibattito politico attuale, ha posto interrogativi pertinenti.

Le sue obiezioni, sebbene garbate, hanno acceso un dibattito. Questo scontro politico è inevitabile. L'aumento delle tasse per iniziative considerate da alcuni non essenziali genera dissenso. L'arte, per alcuni, non può essere equiparata a bisogni primari come il lavoro o il cibo.

Controversie e motivazioni politiche

Chi, da sinistra, approva la scelta della Regione, si trova a fronteggiare critiche storiche. Viene ricordato come un sindaco del PCI bloccò la rappresentazione di "Mistero Buffo" in Umbria. La scelta di dedicare fondi a Dario Fo appare quindi fortemente politica. Non è giustificabile dalla presenza in regione dell'università Alcatraz, fondata dal figlio Jacopo Fo.

Questa motivazione dovrebbe essere comunicata ufficialmente. Dovrebbe essere notificata anche all'architetto Giuliano Mastroforti. Egli fu direttore del Consorzio urbanistico Alto Chiascio negli anni Novanta. Mastroforti ha condiviso un aneddoto su un suo incontro con Dario Fo e Franca Rame.

Aneddoti e interpretazioni

Mastroforti racconta di essere stato condotto ad Alcatraz. Descrive l'esperienza come se le leggi urbanistiche italiane non fossero applicabili. Spiega che si trattava di una battuta, riferendosi a un romanzo di Lucio Mastronardi. Il libro, pubblicato nel 1962, trattava della trasformazione della provincia italiana.

L'architetto, uomo colto, fa riferimento a un'opera letteraria complessa. Tuttavia, si ribadisce che Alcatraz non giustifichi la decisione di destinare fondi al ricordo di Fo. La scelta sembra basata sulla vicinanza politica, come suggerito da Fioroni.

Vantaggi politici e impatto sui cittadini

Il valore artistico di Dario Fo e la sua capacità interpretativa non sono in discussione. L'analogia con Bruce Springsteen e le critiche di Donald Trump illustra il concetto. Le critiche non riguardano la musica, ma lo scontro politico. L'interesse è legato a un potenziale tornaconto politico.

La domanda centrale è se la giunta regionale Proietti-Bori trarrà vantaggi politici da questa vicinanza. Oppure se l'intera regione beneficerà di tale iniziativa. La notizia che una parte delle tasse aumentate sarà spesa per celebrare Dario Fo potrebbe soddisfare chi ha deciso l'aumento. Ma difficilmente renderà felici i cittadini.

Un monito dall'artista

A conclusione, un passaggio dell'opera di Fo, ricordato da Fioroni, serve da monito. «E sempre allegri bisogna stare perché il nostro piangere fa male al re». Questa frase potrebbe essere rivolta anche ai vertici della giunta regionale.