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L'Autorità Umbra Rifiuti e Idrico (Auri) ha stanziato 1,36 milioni di euro per il recupero di manufatti idrici storici in 34 comuni umbri. L'iniziativa mira a valorizzare il patrimonio culturale legato all'acqua, promuovendo anche il turismo lento e sostenibile.

Valorizzare il patrimonio idrico storico umbro

Un importante progetto è stato promosso dall'Autorità Umbra Rifiuti e Idrico (Auri). L'obiettivo è recuperare e valorizzare il patrimonio storico, architettonico e culturale legato all'acqua. Questo intervento mira a restituire alle comunità locali luoghi e testimonianze della propria identità. Inoltre, si intendono creare nuove opportunità di valorizzazione turistica per i territori interessati.

L'iniziativa ha destinato complessivamente 1,36 milioni di euro al recupero e al restauro di manufatti idrici storici. Il programma prevede contributi specifici rivolti ai Comuni dell'Umbria. L'investimento è stato reso possibile grazie a una decisione dell'Assemblea dei sindaci del 29 settembre 2026. È stata stanziata una quota dell'avanzo di amministrazione per completare il programma.

Manufatti storici per un turismo sostenibile

L'iniziativa assume un particolare significato anche sotto il profilo turistico. Fontane, lavatoi e abbeveratoi storici possono diventare elementi di interesse lungo cammini e sentieri. Questi manufatti possono integrarsi in itinerari culturali, promuovendo forme di turismo lento e sostenibile. L'Auri ha completato il finanziamento di una graduatoria. Questa era relativa a un avviso pubblico approvato nell'agosto 2025. Sono stati destinati ulteriori 880.000 euro a 22 Comuni.

Questi si aggiungono ai 12 Comuni già finanziati con 440.000 euro nella prima fase. Il risultato complessivo è stato raggiunto grazie alla decisione dell'Assemblea dei sindaci. L'obiettivo è preservare e valorizzare queste testimonianze storiche. Il programma interessa sia città che piccoli borghi. Tutti i comuni beneficiari condividono la presenza di testimonianze storiche legate all'acqua.

I 34 comuni beneficiari del progetto

I 34 Comuni che beneficeranno di questi fondi sono: Amelia, Arrone, Attigliano, Avigliano Umbro, Bevagna, Calvi dell'Umbria, Campello sul Clitunno, Cannara, Castel Ritaldi, Castel Viscardo, Castiglione del Lago, Città di Castello, Deruta, Foligno, Fratta Todina, Giove, Gualdo Tadino, Guardea, Gubbio, Lugnano in Teverina, Marsciano, Monte Santa Maria Tiberina, Montecastrilli, Monteleone di Spoleto, Otricoli, Panicale, Perugia, Porano, Sant'Anatolia di Narco, Scheggia e Pascelupo, Spello, Spoleto, Vallo di Nera e Valtopina. Le amministrazioni comunali hanno espresso la volontà di conservare e valorizzare questi beni.

Il presidente Andrea Sisti ha affermato: «Con questo progetto abbiamo voluto affermare un principio importante: l'acqua non rappresenta soltanto una risorsa essenziale e un servizio pubblico fondamentale, ma costituisce anche un patrimonio di storia, cultura e identità che appartiene a tutte le comunità umbre». Ha aggiunto che le fontane e i lavatoi raccontano il rapporto secolare tra le comunità e l'acqua.

«Sono luoghi della memoria collettiva che meritano di essere recuperati, tutelati e valorizzati», ha sottolineato Sisti. Ha inoltre evidenziato il potenziale di questo programma come impulso allo sviluppo turistico. Molti manufatti si trovano in contesti paesaggistici e culturali di pregio. Possono contribuire a qualificare la rete dei cammini e degli itinerari che attraversano l'Umbria. L'obiettivo finale è restituire alle comunità luoghi significativi della propria storia. Si vuole anche promuovere nelle nuove generazioni una maggiore consapevolezza del valore dell'acqua come bene comune.