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La Sir Perugia contesta duramente la proposta di riforma dei calendari della Fivb. Il presidente Gino Sirci avverte di un imminente fallimento per i club, mentre il capitano Simone Giannelli solleva preoccupazioni per la salute fisica e mentale degli atleti.

Critiche alla riforma dei calendari Fivb

La Sir Perugia manifesta un netto dissenso verso la proposta di modifica dei calendari pallavolistici per il periodo 2028-2032. Il presidente Gino Sirci ha espresso la sua ferma contrarietà, definendo la proposta un vero e proprio rischio di fallimento per il sistema. Già in passato, il patron bianconero aveva lanciato un allarme sul possibile deterioramento del volley mondiale.

La Fivb propone di spostare le competizioni delle Nazionali maggiori in inverno, tra dicembre e gennaio, a partire dal 2029. Questa decisione, secondo Sirci, ridurrebbe drasticamente la popolarità dello sport. L'interruzione dei campionati nazionali durante il periodo invernale comporterebbe una diminuzione del pubblico e degli sponsor, mettendo a repentaglio la sopravvivenza dei club.

Il ruolo dei club e gli interessi economici

Il presidente Sirci sottolinea l'importanza fondamentale dei club privati. Sono loro, infatti, a scoprire e formare i talenti, a sostenere i costi dei trasferimenti e a pagare gli stipendi degli atleti. Inoltre, i club sono il fulcro delle relazioni con tifosi e sponsor. La Fivb, secondo Sirci, sembra ignorare questi aspetti cruciali.

L'obiettivo della Fivb, suggerisce il presidente, sarebbe quello di massimizzare gli introiti. Il periodo invernale, infatti, garantirebbe una maggiore audience televisiva e dal vivo, attirando così maggiori investimenti pubblicitari. Sirci cita le dichiarazioni del presidente della Fivb, Azevedo, che prevedono un aumento significativo dei profitti federali. Tale incremento, secondo Sirci, deriverebbe proprio dalle nuove proposte di calendario, a scapito dei guadagni dei club.

Un fronte unito contro la proposta

La posizione della Sir Perugia non è isolata. Almeno altri 24 prestigiosi club europei condividono il malcontento. Tra questi figurano squadre francesi come Nizza e Montpellier, belghe come Menen e Aalst, tedesche come Lunenburg e Monaco, spagnole come Las Palmas e Teruel. Anche la Fipav, la federazione italiana di pallavolo, si è espressa in disaccordo con il calendario proposto.

L'elenco dei club contrari include anche formazioni olandesi, portoghesi, serbe, rumene, bulgare, austriache, slovacche e slovene. La presenza di questi importanti nomi testimonia la vastità del dissenso all'interno del movimento pallavolistico europeo.

Le voci degli atleti: Giannelli, Semeniuk e Plotnytskyi

A farsi portavoce delle preoccupazioni degli atleti è il capitano della Sir e della nazionale italiana, Simone Giannelli. Già in passato aveva evidenziato il problema dell'eccessivo numero di partite. Giannelli chiede un dialogo aperto tra tutte le componenti del movimento, sottolineando che i club, che sostengono economicamente gli atleti, non dovrebbero pagare per decisioni federali considerate inappropriate.

Il palleggiatore azzurro evidenzia come il problema non sia solo la gestione delle gare, ma il futuro stesso della pallavolo. L'eccessivo carico di impegni mette a rischio la salute fisica e mentale dei giocatori. È necessario un confronto collettivo per migliorare il mondo del volley e garantirne la crescita.

Anche lo schiacciatore polacco Kamil Semeniuk condivide le perplessità. Sottolinea la difficoltà nel conciliare gli impegni con il club e la nazionale, lamentando un'organizzazione dei calendari meno ordinata rispetto al passato. Il martello ucraino Oleh Plotnytskyi pone l'accento sulla preparazione atletica. Le nuove tempistiche, secondo lui, non lasciano il tempo necessario per un adeguato lavoro di squadra, compromettendo la qualità della stagione.

La prospettiva dell'allenatore Lorenzetti

Anche l'allenatore Angelo Lorenzetti esprime preoccupazione. Dal punto di vista tecnico, riconosce che sarà difficile non solo schierare una squadra, ma soprattutto preservare la salute delle persone con cui lavora. La priorità assoluta deve essere la tutela del benessere fisico e mentale degli atleti, concetto già espresso da Giannelli.

Lorenzetti allarga la sua analisi alla dimensione politica e organizzativa. Evidenzia la presenza di interessi palesi che contrastano con i valori democratici. A suo dire, la Fivb non sembrerebbe più avere un reale bisogno dei club, suggerendo un disallineamento tra le esigenze federali e quelle delle società sportive.