L'opposizione regionale umbra contesta le politiche sanitarie della presidente Proietti. Sottolineano affidamenti a strutture private per prestazioni specialistiche, mettendo in discussione le promesse elettorali sull'azzeramento delle liste d'attesa.
Critiche alle gestioni sanitarie regionali
I consiglieri regionali di opposizione ritengono concluso il periodo di mera propaganda politica. Essi affermano che i fatti concreti stanno smentendo le promesse fatte dalla presidente Proietti riguardo alla sanità in Umbria. Questa posizione è condivisa da esponenti di Lega Umbria, Fratelli d'Italia e Forza Italia, oltre a Tp-Uc.
La critica si concentra sull'ultimo affidamento di 13.807 prestazioni specialistiche. Queste verranno erogate da 17 strutture private entro la fine dell'anno. Il costo totale supera i 615mila euro. Si tratta di esami e visite che il sistema sanitario pubblico non è riuscito a fornire nei tempi stabiliti. La Regione è quindi costretta a rivolgersi al settore privato.
I consiglieri denunciano un vero e proprio fallimento della presidente Proietti nel gestire le liste d'attesa. La situazione, secondo quanto riportato in una nota, non è nuova. Negli ultimi due anni, il ricorso a strutture convenzionate è stato costante e persino aumentato rispetto al passato.
Affidamenti privati e macchinari pubblici inutilizzati
Nel dettaglio, gli affidamenti riguardano 1.522 risonanze magnetiche, 1.262 elettromiografie e 3.000 ecografie. A queste si aggiungono 400 Tac e altre prestazioni diagnostiche. Tali servizi vengono delegati a strutture private.
Parallelamente, i consiglieri evidenziano come nuovi macchinari installati nelle strutture pubbliche rimangano inutilizzati. Questi acquisti sono stati finanziati con fondi del PNRR, grazie agli investimenti del centrodestra e delle forze civiche.
Questo scenario si verifica a meno di un mese da un precedente maxi-affidamento alla sanità privata. A settembre, la Usl Umbria 2 aveva già stanziato 600mila euro per il recupero di quasi 8.000 prestazioni sanitarie tramite convenzionati.
Domande sulle promesse elettorali e contraddizioni politiche
I consiglieri pongono interrogativi diretti sulle promesse elettorali della presidente Proietti. Chiedono dove siano finite le dichiarazioni con cui la sinistra ha criticato la sanità privata convenzionata per anni. Si interrogano anche sulle garanzie date dalla stessa Proietti in campagna elettorale.
Ricordano un gesto plateale della presidente, che strappò il programma del centrodestra sulla sanità privata. La promessa era di azzerare le liste d'attesa senza ricorrere a strutture esterne. La realtà attuale, secondo l'opposizione, presenta un conto salato.
Definiscono quella messinscena elettorale come una clamorosa presa in giro degli elettori. La presidente Proietti, dopo aver demonizzato il modello precedente, ora utilizza proprio lo strumento che aveva combattuto a parole. Questa non è una semplice contraddizione, ma la dimostrazione della distanza tra la propaganda della sinistra e la gestione concreta.
Viene criticato il silenzio di forze politiche radicali e realtà civiche. Queste avevano fatto della difesa della sanità pubblica un punto centrale della loro identità. Avevano sostenuto Proietti proprio su questo tema, con una lista chiamata 'Umbria per la sanità pubblica'. Ci si chiede cosa abbiano da dire oggi.
Si domanda perché non denuncino questa contraddizione con la stessa veemenza con cui attaccavano la giunta precedente. A quasi due anni dal gesto simbolico di strappare il programma, resta l'immagine di una promessa tradita. La sanità umbra necessita di una guida competente, non di slogan. La presidente Proietti, dopo quasi due anni di governo, non ha dimostrato di possedere tale capacità.