Il consigliere regionale Matteo Giambartolomei esprime forti preoccupazioni riguardo alla creazione di un nuovo maxi dipartimento sanitario in Umbria. L'accorpamento di servizi diversi potrebbe minare la specializzazione e rallentare l'assistenza ai pazienti più fragili.
Dubbi sulla riorganizzazione sanitaria umbra
Il consigliere regionale Matteo Giambartolomei, esponente di Fratelli d'Italia, ha espresso serie riserve. L'idea di unire servizi come minori, dipendenze, disturbi alimentari e salute mentale in un unico grande dipartimento è stata criticata. Secondo Giambartolomei, questa fusione rischia di diluire competenze specialistiche. Potrebbe inoltre generare un'eccessiva burocrazia. Tale struttura, a suo dire, potrebbe rallentare significativamente l'erogazione delle cure. L'assistenza ai pazienti potrebbe subirne un grave contraccolpo.
Giambartolomei ha annunciato di aver presentato un'interrogazione formale. L'atto è indirizzato contro l'ipotesi di integrazione. Questa è prevista all'interno del percorso del nuovo Piano Sanitario Regionale (PSSR). La salute mentale è al centro di queste preoccupazioni. La proposta sembra non aver coinvolto adeguatamente gli operatori del settore.
Mancanza di confronto con i professionisti
Secondo quanto dichiarato da Giambartolomei, l'impostazione della riorganizzazione non è stata condivisa. Non c'è stato un reale confronto con gli operatori e i professionisti del settore. Gli incontri che si sono tenuti sono stati percepiti più come imposizioni. Mancava un dialogo costruttivo e una vera concertazione. La Regione sta tentando una riorganizzazione senza precedenti in Italia. Questo avviene ignorando criticità strutturali già esistenti. Manca una vera analisi tecnica, scientifica e organizzativa.
Nessun'altra Regione italiana ha mai adottato un modello così esteso e indifferenziato. Esiste il rischio concreto di una perdita di specializzazione. I servizi più fragili potrebbero essere marginalizzati. Le liste d'attesa potrebbero ulteriormente aumentare. La scelta di inserire nello stesso contenitore aree così diverse è problematica. Si pensi alla neuropsichiatria infantile, ai SerD, ai disturbi della nutrizione e alla salute mentale degli adulti. Anche l'hub universitario è incluso. I percorsi, gli indicatori e le responsabilità professionali non sono sovrapponibili.
Impatto sui pazienti più vulnerabili
Le ricadute di questa scelta potrebbero colpire i pazienti più fragili. Minori, persone con dipendenze e pazienti affetti da disturbi alimentari necessitano di équipe dedicate. Hanno bisogno di percorsi altamente specialistici. L'accorpamento rischia di compromettere questa necessaria specificità. La frammentazione delle competenze potrebbe portare a un'assistenza meno mirata ed efficace. La complessità dei disturbi trattati richiede approcci differenziati.
Con l'interrogazione presentata, Giambartolomei chiede alla Giunta regionale delle spiegazioni precise. Si vuole sapere quali basi tecnico-scientifiche sostengano questo progetto. Sono stati effettuati studi di impatto? Sono stati fatti benchmark con altre Regioni? Come si intende evitare tagli mascherati? Come si preverrà la dispersione di risorse e il caos organizzativo? Queste sono le domande cruciali poste dal consigliere. La trasparenza e la chiarezza sono fondamentali per una riorganizzazione così impattante.