La mostra "San Francesco - Nostro contemporaneo" a Perugia esplora il legame tra i valori del Santo e l'arte moderna. Opere di artisti come Burri e Pistoletto reinterpretano la spiritualità francescana.
San Francesco: un messaggio per l'arte odierna
Una mostra inedita indaga il legame tra San Francesco e l'arte contemporanea. L'esposizione, intitolata "San Francesco - Nostro contemporaneo. Arte e Spiritualità da Burri a Pistoletto", è stata inaugurata a Perugia. L'evento si propone di rispondere a due quesiti fondamentali. Possono i valori promossi da San Francesco aver influenzato gli artisti moderni? Quanto questi creatori si avvicinano all'esempio e alla spiritualità del Santo?
L'obiettivo è ambizioso: rileggere i principi francescani attraverso gli occhi di alcuni dei più influenti artisti del Novecento e del Duemila. Il direttore della Galleria Nazionale dell'Umbria, Costantino D'Orazio, descrive il progetto come un tentativo di spiegare un "fenomeno impossibile". L'intento è guidare il pubblico verso i valori e le parole chiave di San Francesco. Lo fa attraverso un percorso inaspettato: l'arte contemporanea.
Dialogo tra passato e presente a Palazzo Baldeschi
La Fondazione Perugia ribadisce il suo impegno nella promozione culturale. L'obiettivo è creare un ponte tra il patrimonio storico e l'arte attuale. Questo progetto valorizza l'identità e la storia del territorio umbro. In occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco, si offre una prospettiva nuova. La figura del Santo, centrale per l'Umbria e la cultura mondiale, viene esplorata. La collaborazione con la Galleria Nazionale dell'Umbria rafforza la rete delle istituzioni culturali cittadine.
L'esposizione si trova a pochi passi dalla Galleria Nazionale. Lì è stata inaugurata la mostra "Giotto e San Francesco". Quest'ultima narra una felice congiuntura culturale in Umbria tra il Duecento e il Trecento. Secondo Costantino D'Orazio, ciò che lega le due mostre è la ricerca di verità ed essenzialità. Giotto fu il primo a comprendere la ricerca di verità di Francesco. Questa ricerca ossessiona anche gli artisti contemporanei.
Percorso espositivo tra opere significative
I visitatori di Palazzo Baldeschi, sede della mostra fino al 1° novembre 2026, saranno accolti da un'opera imponente. Si tratta di "Pane Alfabeto" di Giuseppe Penone. L'opera, alta 2 metri e 80 centimetri, pesa 40 chili. È un omaggio al rapporto di San Francesco con gli uccelli. L'installazione, realizzata dal forno Alunni di Ponte San Giovanni, evoca il Santo che parlava agli uccelli rivelando l'alfabeto di Cristo. L'alfabeto di ferro sottostante sarà svelato dalle briciole di pane mangiate dagli uccelli.
Il percorso prosegue all'interno, riunendo opere che reinterpretano l'eredità francescana. Si esplorano temi come il rapporto con la natura, l'attenzione verso i più deboli e la ricerca di autenticità. Tra gli artisti presenti figurano Alberto Burri con i suoi materiali poveri, William Congdon con la sua tensione spirituale, Mimmo Paladino con sculture evocative e Jannis Kounellis con le sue installazioni.
All'inizio del percorso, un'opera di Flavio Favelli, prestata dal Museo Archeologico di Perugia, invita a cambiare prospettiva. L'opera, composta da due confessionali, richiama l'idea del mutamento di punto di vista caro a Francesco. D'Orazio spiega come gesti secolarizzati vengano rinnovati da Francesco con una nuova logica, proprio come i confessionali rinati come scultura.
Il percorso si arricchisce con cinque incisioni selezionate dal Gabinetto Disegni e Stampe della Pinacoteca Nazionale di Bologna. Queste opere di maestri del Novecento, da Jean Cocteau a Picasso, si avvicinano a temi spirituali o alla figura del giullare, richiamando l'idea di Francesco come "giullare di Dio".
Nelle sale di Palazzo Baldeschi, la figura di San Francesco è rappresentata letteralmente solo da Gerardo Dottori. Quattro opere provenienti dagli Archivi Dottori sono esposte. Altri artisti come Mario Ceroli, Giuseppe Penone, Nicola Samorì, Luigi Serafini, Kiki Smith, Bruno Ceccobelli e Maurizio Cattelan affrontano temi universali. Si esplorano il rapporto uomo-natura, la spiritualità della materia, la fragilità umana e il senso del sacro.
Particolarmente evocativa è l'opera di Marina Abramović. L'artista è ritratta mentre abbraccia uno scheletro, simbolo del tema di "sorella morte". D'Orazio sottolinea come questo gesto danzi con la morte, evidenziando il legame con Francesco. Altre opere presenti includono "Tentativo di volo" di Gino De Dominicis, lavori di Giuseppe Uncini, Leoncillo, Sabrina Mezzaqui, Flavio Favelli, Serse. Non mancano manufatti antichi come medaglie devozionali e reliquari, testimonianza del culto del Santo.
Infine, si ammira l'intervento di Emilio Isgrò. L'artista ha applicato le sue celebri cancellature concettuali al "Cantico delle Creature". Questo gesto protegge le parole senza distruggerle. Anche il dittico "In Lumine Dei" di Omar Galliani rende omaggio al "Cantico".