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La ricostruzione post-sisma del 2016 è stata minata da corruzione e infiltrazioni mafiose. L'associazione Libera chiede maggiori controlli e trasparenza per evitare che fondi pubblici vengano deviati.

Infiltrazioni mafiose negli appalti post-sisma

La ricostruzione delle aree colpite dal terremoto del 2016 nel Centro Italia è stata segnata da gravi episodi di corruzione. L'associazione Libera parla apertamente di "terremoti corruttivi".

Queste attività illecite hanno permesso l'ingresso della 'ndrangheta e della camorra nella gestione dei fondi pubblici destinati alla ripartenza. La situazione attuale richiede un intervento deciso.

Libera ha commentato una recente indagine della Guardia di Finanza. L'indagine ha riguardato proprio i cantieri della ricostruzione. L'associazione chiede un cambiamento radicale nelle modalità di controllo.

Richiesta di controlli più stringenti

Non si tratta più di episodi isolati o sospetti che emergono sporadicamente. L'indagine della Guardia di Finanza conferma una tesi investigativa chiara. Questa tesi riguarda la presenza della criminalità organizzata negli appalti per la ricostruzione.

Libera cita anche le dichiarazioni del presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busia. Egli ha evidenziato la penetrazione mafiosa nei cantieri. Ha anche sottolineato l'insufficienza delle misure di prevenzione adottate finora.

La situazione richiede un'attenzione maggiore. Le misure attuali non sembrano sufficienti a contrastare il fenomeno.

Le proposte di Libera per la trasparenza

L'associazione Libera ha delineato tre priorità fondamentali. La prima è la digitalizzazione completa. Si chiede di tracciare ogni passaggio delle procedure e dei cantieri.

La seconda priorità riguarda il monitoraggio civico. I cittadini, il terzo settore e le associazioni devono poter controllare attivamente i lavori. Questo garantisce maggiore trasparenza.

Infine, Libera sollecita la politica. Chiede un'assunzione di responsabilità per le falle del passato. È necessario anche un impegno concreto per le scelte future.

Garantire continuità e tutelare i lavoratori

Sono necessarie soluzioni concrete per assicurare la prosecuzione dei lavori. Questo è fondamentale per garantire l'occupazione. Vanno tutelati anche i diritti dei lavoratori impiegati nei cantieri.

L'obiettivo è impedire che le risorse pubbliche vengano intercettate dalle organizzazioni mafiose. La lotta alla corruzione deve essere una priorità assoluta.

Per mantenere alta l'attenzione su questi temi, Libera ha scelto Perugia. La città ospiterà la 32ª Giornata della memoria e dell'impegno. L'evento è dedicato alle vittime innocenti delle mafie e si terrà il 22 marzo.

La scelta di Perugia nasce da un percorso condiviso. Questo percorso coinvolge Umbria, Marche e Abruzzo. Le tre regioni sono unite da una "vertenza territoriale ed economica" specifica.

L'Appennino centrale non può più essere considerato un'area protetta. Non può essere un "territorio cuscinetto" rispetto ai problemi. È necessaria una risposta unitaria. Questa risposta deve coinvolgere aspetti sociali, istituzionali e giudiziari.

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