La raccolta di sangue in Umbria ha visto un lieve calo nel 2025, con particolare preoccupazione per l'insufficiente produzione di plasma. Le associazioni chiedono un confronto per definire il nuovo piano regionale.
Raccolta sangue e plasma: un quadro complesso
La situazione della raccolta di sangue e plasma in Umbria presenta aspetti contrastanti. Si è registrato un lieve calo nelle donazioni complessive nell'anno trascorso. Tuttavia, i primi mesi del 2026 mostrano segnali leggermente più incoraggianti. Questa analisi è stata presentata dal presidente di Avis regionale Umbria, Enrico Marconi. L'incontro si è tenuto durante la 58ª assemblea annuale dell'associazione. L'evento si è svolto a Ponte San Giovanni, Perugia. Erano presenti anche la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. Presente anche la presidente dell'Assemblea legislativa dell'Umbria, Sarah Bistocchi.
Dati donazioni 2025: un lieve decremento
Nel 2025, le donazioni di sangue hanno subito una contrazione. Si è passati dalle 39.954 unità del 2024 alle 39.051 unità del 2025. Questo rappresenta un calo del 2,26%. Il presidente Marconi ha spiegato le ragioni di questo decremento. Tra i fattori citati vi sono le impegnative sindromi influenzali. Anche il rinnovo delle cariche nelle sezioni Avis ha richiesto maggiore attenzione. Questo ha comportato un impegno maggiore nell'attività di chiamata dei donatori. Soprattutto, numerosi disservizi in alcuni punti di raccolta hanno inciso negativamente. Tali disservizi sono stati causati dalla carenza di personale medico e infermieristico. La situazione è particolarmente critica nella Usl Umbria 2. Questa carenza ha portato alla soppressione di alcune giornate dedicate alle donazioni.
Al 31 dicembre 2025, i donatori attivi di Avis in Umbria erano 29.918. Questo dato è inferiore ai 30.163 registrati nel 2024, con una diminuzione dello 0,81%. Nonostante questa lieve flessione, Marconi ha sottolineato un aspetto positivo. L'associazione dimostra una buona capacità di attrarre nuovi donatori. Questo avviene anche in un contesto demografico regionale caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione.
Plasma: la vera criticità per l'autosufficienza
La raccolta di sangue intero non presenta criticità gravi. La vera preoccupazione riguarda la raccolta di plasma. La produzione attuale non è sufficiente a garantire l'autosufficienza della regione. Nel 2025, sono stati raccolti 11.043 chilogrammi di plasma. Questo dato è inferiore del 1,86% rispetto ai 11.252 kg del 2024. L'obiettivo minimo fissato era di almeno 12mila kg. Questa carenza comporta un'ulteriore spesa per la sanità umbra. Si stima un esborso annuale tra 1 e 2 milioni di euro. Questi fondi sono necessari per l'acquisto di farmaci derivati dal plasma. Tali farmaci non sono coperti dalla produzione regionale.
Il presidente di Avis regionale ha evidenziato che la sfida principale è l'incremento delle plasmaferesi. L'associazione sta lavorando in questa direzione attraverso campagne promozionali mirate. Un punto cruciale per affrontare questa problematica sarà la definizione del nuovo Piano regionale sangue e plasma. Avis ha richiesto alla Regione un confronto serio e approfondito su questo tema.
Il ruolo di Avis e il sistema trasfusionale
Avis assicura circa il 96,6% del sangue raccolto in Umbria. Il presidente Marconi ha ribadito l'importanza del sistema trasfusionale umbro. Questo sistema si fonda sul dono gratuito, anonimo, volontario, periodico, associato e consapevole. Si basa sulla collaborazione tra strutture sanitarie pubbliche e associazioni di volontariato. Tale modello garantisce risposte etiche e di qualità. Assicura sicurezza e tutela sia per il donatore che per il ricevente. Marconi ha concluso affermando che questo modello va preservato. Non si concilia, a loro avviso, con l'eventuale ingresso di soggetti commerciali nel settore.
Nuova piattaforma prenotazioni: criticità e proposte
Il presidente di Avis ha sollevato un'altra problematica. Riguarda la nuova piattaforma per le prenotazioni delle donazioni. Questa piattaforma è stata realizzata negli anni scorsi con fondi del PNRR. La sua implementazione è avvenuta senza un preventivo confronto con le associazioni di volontariato. Esiste il rischio che la prenotazione diretta possa depotenziare l'efficacia della prenotazione associativa. Questo potrebbe ridurre il contatto tra donatore e associazione. Ciò comporterebbe un affievolimento della fidelizzazione e dell'azione educativa svolta dalle associazioni. Inciderebbe pesantemente sulla donazione programmata. Inoltre, la piattaforma presenta una limitatezza assurda. In caso di prenotazione diretta da parte di un nuovo donatore, non gli consentirebbe di indicare l'associazione di donatori di sangue di preferenza.