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Una presunta frode di oltre 10.000 euro per ricariche di veicoli elettrici è stata sventata a Perugia. Tre individui sono stati denunciati per aver utilizzato codici identificativi clonati per accedere gratuitamente alle colonnine di ricarica.

Nuovo fenomeno criminale a Perugia

Un'indagine condotta a Perugia ha portato alla luce una presunta truffa ai danni di Enel. L'ammontare della frode ammonterebbe a più di 10.000 euro. La vicenda riguarda l'accesso non autorizzato a ricariche per veicoli elettrici.

Le autorità hanno denunciato tre persone per questa attività illecita. La Procura ha definito il modus operandi come un «nuovo fenomeno criminale». Questo tipo di reato sfrutta la tecnologia per ottenere servizi gratuitamente.

Utilizzo di dispositivi di clonazione

La tecnica impiegata consisteva nell'uso di specifici apparati elettronici portatili. Questi dispositivi erano in grado di clonare i segnali radio. In questo modo, venivano intercettati e riprodotti i codici identificativi delle tessere degli utenti legittimi.

Gli indagati utilizzavano i propri smartphone. Questi dispositivi mobili servivano come strumento principale per la gestione degli apparati di clonazione. La facilità d'uso dello smartphone rendeva l'operazione più rapida.

Modalità della truffa

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, gli indagati si avvicinavano alle colonnine di ricarica pubbliche. Utilizzando i dati clonati, riuscivano a far credere al sistema di essere utenti autorizzati. Il sistema registrava quindi una ricarica a favore degli autori della truffa.

Questo permetteva loro di usufruire del servizio di ricarica senza alcun costo. La truffa si basava sull'inganno del sistema di autenticazione delle colonnine.

Indagine avviata da Enel X

L'indagine ha preso avvio in seguito a una segnalazione da parte di Enel X. La società aveva ricevuto numerose lamentele e contestazioni da parte dei propri clienti. Questi ultimi segnalavano addebiti per ricariche che non avevano mai effettuato.

La società ha quindi avviato verifiche interne per comprendere la natura delle anomalie. La collaborazione con le forze dell'ordine è stata fondamentale per far luce sulla vicenda.

Ruolo del Centro sicurezza cibernetica

Gli accertamenti sono stati condotti dal Centro per la sicurezza cibernetica di Perugia. Questo ente specializzato ha analizzato i dati e le segnalazioni per identificare i responsabili.

Sono state effettuate perquisizioni mirate. Durante queste operazioni, sono stati rinvenuti i dispositivi elettronici utilizzati per la clonazione. Sono stati trovati anche i software di gestione installati sugli smartphone degli indagati.

La Procura ha confermato il possesso di tali strumenti da parte delle persone denunciate. La scoperta di questi elementi ha rafforzato le accuse nei loro confronti.

Domande frequenti

Come funzionava la truffa delle ricariche auto elettriche a Perugia?

La truffa prevedeva l'uso di dispositivi elettronici portatili per clonare i codici identificativi delle tessere degli utenti legittimi. Questi codici venivano poi utilizzati tramite smartphone per effettuare ricariche gratuite alle colonnine pubbliche.

Chi ha scoperto la truffa e chi è stato denunciato?

La truffa è stata scoperta grazie a una segnalazione di Enel X, con indagini condotte dal Centro per la sicurezza cibernetica di Perugia. Tre persone sono state denunciate per la presunta frode.