Studenti hanno occupato la Facoltà di Filosofia a Perugia. Lezioni sospese per protestare contro il caro vita, i costi degli studi e i tagli all'istruzione. L'occupazione prosegue ad oltranza.
Occupazione facoltà di filosofia a Perugia
Il Dipartimento di Filosofia dell'Università di Perugia è stato occupato dagli studenti. La protesta, iniziata nel fine settimana, ha portato alla sospensione delle lezioni. Il collettivo studentesco 'Cambiare rotta' guida l'iniziativa. Gli studenti non intendono interrompere il presidio finché non saranno ascoltati. L'occupazione proseguirà ad oltranza.
L'assemblea degli studenti si è protratta per diverse ore. Al termine, è stata confermata la decisione di proseguire l'occupazione di Palazzo Ermini. Questa sede ospita il Dipartimento di Filosofia, scienze sociali, umane e della formazione. La priorità per i manifestanti è far sentire la loro voce. Le lezioni potrebbero non svolgersi regolarmente.
Motivazioni della protesta studentesca
I motivi alla base della protesta sono considerati urgenti e importanti. Gli studenti chiedono maggiore attenzione su diverse problematiche. Le loro richieste riecheggiano quelle di altri giovani in tutta Italia. Si manifesta contro il caro vita e l'aumento dei costi per gli studi universitari. Viene criticato il taglio dei fondi destinati all'istruzione. Si evidenzia come tali fondi vengano invece impiegati per scopi bellici.
La protesta assume sfumature specifiche nel contesto perugino. Gli studenti lamentano la carenza di aule disponibili presso il Dipartimento di Filosofia. A volte sono costretti a spostarsi in altre facoltà, come quella di Matematica. Questo accade perché l'Università di Perugia non ha il numero chiuso per Psicologia. Ciò comporta un elevato numero di iscritti e una conseguente pressione sulle strutture.
Criticità strutturali e didattiche
Oltre ai temi nazionali, emergono criticità locali. Sono segnalati problemi strutturali all'interno di Palazzo Ermini. I bagni femminili sono rimasti fuori uso per un mese. Le studentesse sono state costrette a utilizzare quelli della facoltà di Lettere. La biblioteca di Lettere presenta problemi di allagamento durante le piogge. Si lamentano anche intonaci pericolanti, con episodi di caduta di calcinacci.
Gli studenti contestano anche le modalità di valutazione. Criticano l'uso di test a crocette per esami di indirizzo umanistico. Ritengono che tali metodi non siano adeguati. Preferiscono esami orali o prove scritte più approfondite. Si punta il dito anche contro il caro affitti. Le stanze negli studentati gestiti dall'Adisu, finanziati con fondi PNRR, superano i 600 euro mensili. Anche la gestione dei tirocini obbligatori viene giudicata sempre più complicata.
Proseguono le iniziative e l'incognita sul futuro
Nelle ultime 48 ore, circa venti studenti hanno pernottato nella facoltà. Sono stati circa 500 gli universitari che hanno partecipato agli eventi organizzati. Tra questi, cineforum e pranzi sociali hanno animato Palazzo Ermini. L'incognita principale riguarda cosa accadrà oggi. Le lezioni dovrebbero riprendere dopo il fine settimana.
Da un lato gli studenti occupanti, dall'altro l'Università che non intende interrompere le normali attività. Il collettivo studentesco propone un'alternativa. Inviteranno docenti e studenti a partecipare a una mattinata di studio e dibattito alternativo in aula magna. L'auspicio è che i professori aderiscano, offrendo la loro disponibilità per queste 'controlezioni'. L'obiettivo è un confronto costruttivo. Tuttavia, in caso di mancata adesione, la facoltà rimarrà occupata e le lezioni non si terranno.