Perugia ha rivissuto il 20 giugno, data simbolo della sua identità civile. Le celebrazioni hanno incluso la cerimonia di commemorazione e la restituzione alla città del Monumento ai Caduti, oggetto di un importante restauro grazie all'Art Bonus.
Celebrazioni del 20 giugno a Perugia
La città di Perugia ha reso omaggio al 20 giugno, una data cruciale per la sua memoria storica. Un programma ricco di eventi ha scandito la giornata, con momenti istituzionali e tributi alla storia locale. La sindaca Vittoria Ferdinandi ha sottolineato come questa ricorrenza non sia solo un ricordo del passato. Essa rappresenta una narrazione che Perugia ha vissuto in diversi momenti chiave. Si pensi al 1859, con la ribellione contro lo Stato Pontificio. O ancora al 1944, con la liberazione e il ritorno alla democrazia.
Le autorità civili e militari hanno partecipato attivamente alle celebrazioni. La mattinata è stata dedicata a diverse cerimonie. È stato scoperto il monumento bronzeo e deposta una corona d'alloro. Questo omaggio è andato al Monumento ai caduti del 20 giugno 1859. La fiamma è stata accesa dal Corpo dei vigili del fuoco. L'inno nazionale è stato intonato dal coro di bambini della scuola primaria di Borgo XX Giugno. Sono seguite deposizioni di corone. Queste sono avvenute alla lapide che ricorda l'arrivo delle truppe alleate nel 1944. Altre lapidi sono state onorate: quella dedicata ai patrioti fucilati dai nazifascisti presso il Poligono di Tiro. E ancora, quella nel civico cimitero. A mezzogiorno, una corona è stata deposta in piazza Ruggero Puletti. Questo gesto ha ricordato le vittime di tutti i genocidi.
Restauro del Monumento ai Caduti con Art Bonus
Il Monumento ai caduti del 20 giugno 1859 è stato restituito alla sua antica bellezza. Il restauro è stato possibile grazie al progetto Art Bonus Perugia. Questo intervento ha visto il contributo del Comune di Perugia. Fondamentale è stato anche il sostegno di diversi mecenati. Tra questi figurano l'Associazione Omphalos Lgbti, Valentina Bendini, il Consorzio Auto Revisioni, Maria Rita D'Angelo, Andrea Galli, Luca Nicolelli Fulgenzi, Oleodinamica Palmerini Srl ed Emanuele Paccini. L'investimento totale ha raggiunto i 110 mila euro. I lavori hanno interessato sia le parti in pietra che i gruppi bronzei. L'opera è dello scultore perugino Giuseppe Frenguelli. Il monumento fu inaugurato nel 1909 per commemorare il cinquantenario degli eventi del 1859.
Il significato profondo della ricorrenza
La sindaca Vittoria Ferdinandi ha ribadito l'importanza di questa data per l'identità cittadina. «Arriviamo a commemorare la data più importante del nostro calendario civile», ha dichiarato la sindaca. Ha aggiunto che questo avviene «restituendo alla sua bellezza il Monumento del 20 Giugno». Ha espresso profonda gratitudine ai mecenati dell'Art Bonus. Un ringraziamento è andato anche all'amministrazione comunale. In particolare, all'assessore Francesco Zuccherini. La sindaca ha menzionato anche l'ingegner Fabio Zepparelli e l'ingegnera Eugenia Di Filippo. Un plauso è stato rivolto alla ditta restauratrice. Questi professionisti hanno seguito il recupero della memoria storica.
«Quando restauriamo un monumento», ha proseguito la sindaca, «non stiamo restaurando soltanto una pietra o un bronzo. Stiamo riscoprendo con responsabilità una parte di quel patrimonio immateriale e di valori che tiene unita una comunità». Questo monumento serve da monito per Perugia. Ricorda ciò che è stata e ciò che deve continuare a essere. L'intervento restituisce voce a una memoria che rischiava di svanire nel tempo. La sindaca ha poi evidenziato il significato civile del 20 Giugno. «Perugia memore e fiera», recita un'iscrizione sul monumento. Memore non significa nostalgico. Significa essere capaci di trasformare il ricordo storico in un impegno concreto per il presente.
Riferendosi alle sculture bronzee, la sindaca ha sottolineato la scelta dello scultore. Non ha raffigurato generali. Ha scelto invece due uomini del popolo. Erano cittadini con grembiule e fucile. Avevano lasciato botteghe, case e lavoro per difendere la libertà. «Essere patrioti», ha concluso, «non significa amare la propria terra contro qualcuno. Ma amarla per qualcosa: amarla abbastanza da prendersene cura. E da restituire a chi verrà dopo di noi qualcosa di più giusto, più forte e più bello».