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Il futuro dei teatri Turreno e Pavone a Perugia è al centro di un acceso dibattito politico. L'opposizione solleva interrogativi sui tempi dei lavori al Turreno e accusa l'amministrazione di un potenziale danno erariale per la gestione del Pavone.

Lavori al teatro Turreno a Perugia

I consiglieri comunali Augusto Peltristo ed Edoardo Gentili, esponenti di 'Fare Perugia con Romizi - Forza Italia', hanno interrogato l'assessore Francesco Zuccherini. La loro richiesta riguarda aggiornamenti sullo stato dei lavori di rifunzionalizzazione dell'ex cinema-teatro Turreno, situato in piazza Danti. Hanno anche chiesto informazioni sui futuri progetti di destinazione e gestione della struttura.

L'assessore Zuccherini ha fornito rassicurazioni. L'obiettivo delle squadre tecniche, della direzione lavori e dell'amministrazione è completare il primo stralcio degli interventi. Si prevede la conclusione entro la fine del 2026 o al massimo all'inizio del 2027. Per quanto concerne la destinazione futura e le modalità di gestione, Zuccherini ha ribadito un punto di forza del progetto definitivo precedente. Questo progetto apre a una destinazione multifunzionale degli spazi. L'amministrazione comunale non esclude alcuna soluzione permessa dalla normativa vigente per la gestione di spazi come l'ex Turreno. Il secondo stralcio dei lavori è già finanziato.

Gestione del teatro Pavone e accuse

Il dibattito sul teatro Pavone è scaturito da un'interrogazione presentata dai gruppi Forza Italia e Progetto Perugia. Essi puntano il dito contro l'attuale giunta comunale. Le critiche riguardano la gestione del 'virtuoso partenariato' ereditato dall'amministrazione precedente guidata da Romizi.

Secondo il consigliere Edoardo Gentili, l'esecutivo attuale avrebbe interrotto il dialogo con la società proprietaria, la Pavone srl. Questa scelta sarebbe finanziariamente discutibile. L'opposizione contesta la cosiddetta 'monetizzazione' delle 32 giornate di utilizzo riservate alla proprietà. Tale facoltà, secondo i proponenti, spetterebbe solo a un eventuale gestore terzo selezionato tramite gara pubblica. Non dovrebbe spettare direttamente al Comune.

La decisione comporterebbe un esborso annuo di circa 35.000 euro. Questo configurerebbe, secondo l'opposizione, un potenziale danno erariale. La situazione sarebbe aggravata dall'assenza di un bando pubblico per l'affidamento della struttura. L'opposizione parla di un «rischio danno erariale».

La replica del Comune di Perugia

La replica del vicesindaco Marco Pierini è stata netta. Ha respinto le accuse, parlando di «molteplici inesattezze». Pierini ha definito gli accordi ereditati come «sbilanciati in favore del privato». Ha sottolineato che ogni giorno di utilizzo da parte della proprietà costa al Comune oltre mille euro. A fronte di questo, il rimborso sarebbe di soli 100 euro.

Pierini ha evidenziato come non si comprenda l'evocazione di un presunto danno erariale. Questo deriverebbe dall'esercizio di un'opzione espressamente prevista dal contratto. «La monetizzazione sostitutiva è stata concordata con la società Teatro Pavone srl per gli anni 2025 e 2026», ha affermato il vicesindaco. Ha poi chiarito che quando è la proprietà a utilizzare il teatro, il Comune spende di più (50 mila euro all'anno). Questo supera la spesa in caso di monetizzazione (35 mila euro).

Dal 2027, ha annunciato Pierini, la società tornerà in possesso delle 32 giornate a sua disposizione. A queste si aggiungeranno 16 giorni per montaggio e smontaggio. Si tornerà quindi ai patti originari. Per ora, il Comune rivendica la correttezza del proprio operato a tutela delle casse pubbliche.