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La seconda edizione del Festival internazionale per la parità di genere a Perugia si è conclusa con un vibrante appello alla pace. L'evento ha visto la partecipazione di attiviste iraniane e ha rafforzato la sua portata internazionale.

Appello alla pace e diritti umani

La città di Perugia ha ospitato la chiusura della seconda edizione del Festival internazionale per la parità di genere. L'evento, svoltosi dal 4 al 9 maggio, ha concluso i suoi sei giorni di attività con un forte messaggio di pace. Incontri, mostre e laboratori hanno animato il capoluogo umbro.

La sala dei Notari ha visto la partecipazione di importanti figure. Le attiviste iraniane Shady Alizadeh e Pegah Moshir Pour hanno condiviso le loro testimonianze. Erano presenti insieme alla sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi. Hanno partecipato anche Flavio Lotti, presidente della Fondazione PerugiaAssisi per la cultura della Pace, e Giuseppina Bonerba, ideatrice del Festival. La moderazione è stata curata da Giovanni Parapini, direttore di Rai Umbria.

Pegah Moshir Pour ha sottolineato l'importanza dell'informazione. «Noi tutti e tutte possiamo fare tanto per la pace», ha dichiarato. «Informandoci innanzitutto sulla realtà di un popolo che chiede autodeterminazione, libertà e democrazia». Ha aggiunto che «un sentimento di pace e di giustizia sociale» è fondamentale. Il femminismo globale, secondo lei, non è una lotta contro gli uomini. Si tratta invece di unire uomini e donne per «scardinare un sistema che non ci rappresenta più».

Successo e bilancio del festival

La serata ha offerto un primo bilancio del Festival 2026. L'evento, organizzato da Giuseppina Bonerba con Rita Zampolini e Pia Fanciulli, ha visto un ampliamento del format. Passato da tre a sei giorni, ha proposto 60 eventi. Oltre 200 speaker hanno preso parte alla manifestazione. Il programma si è rivolto a un pubblico eterogeneo.

Le attività si sono diffuse nel centro storico di Perugia. Hanno coinvolto 14 dipartimenti universitari. L'iniziativa ha raggiunto anche sedi di Ordini professionali e Associazioni di categoria. Biblioteche, librerie e locali hanno contribuito accogliendo il programma multidisciplinare. Le mostre allestite dal Centro pari opportunità della Regione Umbria e dalla Biblioteca delle Nuvole hanno registrato un notevole successo di pubblico. Anche i laboratori di scrittura e decostruzione culturale hanno attirato partecipanti.

Portata internazionale e prospettive future

Un aspetto significativo di questa edizione è stato il rafforzamento del rapporto con l'Osce. Questo organismo internazionale, che riunisce 57 Paesi, era rappresentato da Lara Scarpitta, Head of the Gender Issues dell'Osce Vienna. La sua presenza ha confermato la vocazione internazionale della manifestazione. Ha evidenziato la capacità di creare connessioni oltre i confini nazionali.

Le organizzatrici hanno espresso soddisfazione per la forza catalizzatrice dell'evento. È stata un'occasione di incontro per persone, associazioni e realtà giunte a Perugia. Molti hanno partecipato agli eventi, ma anche proposto panel e collaborazioni per la prossima edizione. Organizzatrici e partner guardano già alla terza edizione. Hanno nuove idee e la convinzione di voler portare il tema della parità in ogni aspetto della quotidianità.

L'obiettivo è trasformare il cambiamento culturale in pratica diffusa e responsabilità collettiva. Il Festival ha potuto realizzare questo progetto grazie alla condivisione di intenti. Hanno contribuito numerose realtà, la partecipazione di giovani volontari e il sostegno di Regione Umbria, Comune di Perugia, Camera di Commercio dell'Umbria, Università degli Studi di Perugia, Osce Vienna e Rai Umbria.

Giuseppina Bonerba ha affermato che si sta ancora lavorando a un bilancio completo. «Oltre alla soddisfazione per la partecipazione del pubblico e per l'ampio coinvolgimento di molteplici realtà», ha aggiunto, «si aggiungono le tante richieste di adesione che stiamo ricevendo».

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