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Il Consiglio Comunale di Perugia ha commemorato la Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, unendo le forze con l'associazione Libera per un momento di riflessione e azione. L'evento ha sottolineato l'importanza della memoria collettiva e dell'impegno civile contro ogni forma di criminalità organizzata.

Consiglio Comunale di Perugia onora le vittime innocenti delle mafie

La città di Perugia ha dedicato un momento solenne alla memoria delle vittime innocenti delle mafie. Il Consiglio Comunale si è riunito per celebrare la Giornata nazionale dedicata a chi ha perso la vita a causa della criminalità organizzata. L'iniziativa ha visto la partecipazione attiva dell'associazione Libera, da sempre impegnata nella promozione della legalità e nella difesa dei valori democratici.

Questo appuntamento annuale rappresenta un punto fermo nel calendario civico di Perugia. Esso serve a mantenere viva la memoria di coloro che hanno sacrificato la propria esistenza per un ideale di giustizia. La presidente del consiglio, Elena Ranfa, ha sottolineato il ruolo fondamentale delle istituzioni. Ha ribadito la vicinanza del Comune alle associazioni che operano sul territorio per contrastare le mafie.

«Le istituzioni ci sono e sono vicine alle associazioni che promuovono la legalità e il contrasto alle mafie», ha dichiarato Ranfa in aula. «Non può mancare il nostro supporto quando si tratta di tenere viva la memoria di tutti coloro che hanno sacrificato la vita credendo fortemente nei valori della legalità e della libertà». Ha poi aggiunto che questo sacrificio rappresenta un dono prezioso. Ci invita a promuovere e difendere gli stessi valori nelle nostre comunità.

Lettura dei nomi: un tributo alla memoria e alla giustizia

Prima dell'avvio dei lavori del question time, un momento particolarmente toccante ha scandito la seduta. Libera Perugia, insieme ai consiglieri comunali, agli assessori presenti e al direttore generale Roberto Gerardi, ha dato voce a 200 nomi. Questi nomi appartengono alle innumerevoli vittime innocenti cadute per mano mafiosa. L'elenco completo, purtroppo, conta attualmente 1.117 nominativi.

Durante la lettura, è stato volutamente ripetuto più volte il nome di Barbara Corvi. La sua tragica scomparsa ad Amelia nel 2009 è un ricordo ancora vivo e doloroso per la comunità umbra. Questo gesto ha voluto porre un'enfasi particolare sulla necessità di non dimenticare le storie individuali, spesso dimenticate nel computo generale.

La sindaca Vittoria Ferdinandi, pur impossibilitata a partecipare personalmente all'evento, ha inviato un messaggio di profonda vicinanza. Ha definito l'iniziativa un «momento alto e significativo per la comunità». Ha lodato il gesto come un atto di grande valore civile e istituzionale. Secondo la sindaca, questo atto spezza la cultura del silenzio e dell'indifferenza. Esso si trasforma in una voce collettiva, in una memoria viva che risuona nell'aula più importante del Comune.

«Un gesto che rompe la cultura del silenzio e dell’indifferenza, trasformandosi in voce collettiva, in memoria viva che attraversa l’aula più importante del nostro comune e che si fa impegno concreto per il presente e per il futuro», ha affermato la sindaca Ferdinandi nel suo messaggio. Ha sottolineato che non si tratta solo di ricordare vite spezzate ingiustamente. Vi è anche la responsabilità di custodire il significato più profondo di queste vite. Dobbiamo costruire ogni giorno una società più giusta, libera e consapevole.

L'impegno di Libera: oltre la memoria, verso la giustizia

Il messaggio della sindaca Ferdinandi ha anche espresso un sentito ringraziamento all'associazione Libera. Ha riconosciuto il loro impegno quotidiano sui territori. Questo lavoro è fondamentale per la costruzione di un presidio di legalità e speranza. Contribuisce in modo determinante alla creazione di un Paese libero dalle mafie. L'associazione Libera, infatti, non si limita a commemorare. Il suo operato si estende per tutto l'anno.

Brunetta Bellucci, rappresentante di Libera Perugia, ha chiarito la natura non sterile di questa celebrazione. «Non è una celebrazione sterile, perché Libera si batte 365 giorni all’anno per la memoria delle vittime», ha spiegato. L'associazione lavora per far conoscere il loro impegno e per la ricerca di verità e giustizia sociale. Ha evidenziato una statistica preoccupante: solo per il 20% delle vittime si conoscono esecutore e mandante.

Per le restanti vittime, la giustizia non è ancora stata ottenuta. Questo dato sottolinea la necessità di un impegno costante. Libera continua a cercare la verità, rimanendo al fianco delle famiglie che vivono nel dolore. L'associazione rappresenta un punto di riferimento fondamentale per le comunità che desiderano rafforzare la propria coscienza civile e promuovere attivamente la cultura della legalità. La loro opera è un monito costante contro l'oblio e l'indifferenza.

Il contesto storico e normativo della lotta alle mafie

La Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie ricorre ogni anno il 21 marzo. Questa data è stata scelta per il suo significato simbolico. Essa coincide con l'inizio della primavera, metafora di rinascita e speranza. L'istituzione di questa giornata risale al 1996, grazie all'iniziativa di Libera. L'obiettivo è quello di non dimenticare chi ha pagato con la vita il proprio impegno per la legalità.

Le mafie, in Italia, rappresentano un fenomeno complesso e pervasivo. Hanno radici storiche profonde e si manifestano in diverse forme. Dalle tradizionali organizzazioni criminali del Sud Italia, come Cosa Nostra, la 'Ndrangheta e la Camorra, fino a forme più recenti e insidiose che si infiltrano nell'economia legale. Il contrasto a questo fenomeno richiede un approccio multidimensionale. Esso coinvolge le forze dell'ordine, la magistratura, le istituzioni e, soprattutto, la società civile.

La legislazione italiana ha introdotto nel corso degli anni diversi strumenti per combattere il potere mafioso. Tra questi, il reato di associazione mafiosa (articolo 416-bis del codice penale), le norme sulla confisca dei beni illeciti e le misure di prevenzione. Tuttavia, la lotta più efficace si combatte sul piano culturale. Essa si basa sulla promozione di una cittadinanza attiva e consapevole, che rifiuta il compromesso e la connivenza.

L'associazione Libera, fondata da Don Luigi Ciotti, gioca un ruolo cruciale in questo senso. Attraverso iniziative come quella tenutasi a Perugia, essa sensibilizza l'opinione pubblica, educa i giovani ai valori della legalità e sostiene le vittime e le loro famiglie. La memoria delle vittime diventa così uno strumento potente per costruire un futuro diverso, libero dalla violenza e dall'ingiustizia.

La ripetizione del nome di Barbara Corvi, ad esempio, non è un caso isolato. Ogni nome letto rappresenta una storia, una famiglia distrutta, un potenziale futuro spezzato. Ricordare queste storie significa umanizzare il fenomeno mafioso, rendendolo tangibile e inaccettabile per la coscienza collettiva. L'impegno di Perugia, attraverso il suo Consiglio Comunale e la collaborazione con Libera, si inserisce in questo contesto più ampio di lotta culturale e civile contro le mafie.

La presenza di Roberto Gerardi, direttore generale del Comune, testimonia l'importanza che l'amministrazione attribuisce a questo evento. La partecipazione degli assessori e dei consiglieri rafforza il messaggio istituzionale. Esso comunica che la lotta alla mafia non è un tema marginale, ma una priorità per la comunità di Perugia. L'aula consiliare diventa così un luogo non solo di dibattito politico, ma anche di profonda riflessione etica e civile.

L'impegno di Libera, come sottolineato da Brunetta Bellucci, è quotidiano e concreto. Non si tratta solo di eventi commemorativi, ma di un lavoro costante di denuncia, di sostegno e di proposta. La ricerca della verità e della giustizia sociale è un percorso lungo e complesso, soprattutto quando le piste investigative si interrompono o vengono ostacolate. La forza di Libera risiede nella sua capacità di tenere alta l'attenzione, di non arrendersi di fronte alle difficoltà e di dare voce a chi non può più parlare.

La citazione di Barbara Corvi, scomparsa ad Amelia, collega idealmente Perugia ad altri territori umbri che hanno subito le conseguenze della criminalità organizzata. Questo dimostra come il fenomeno mafioso non sia confinato solo al Sud Italia, ma abbia ramificazioni e impatti su tutto il territorio nazionale. La risposta deve essere, quindi, unitaria e corale.

L'appello implicito in queste iniziative è rivolto a tutti i cittadini. Ognuno, nel proprio ruolo e nelle proprie possibilità, è chiamato a contribuire alla costruzione di una società più giusta. Questo significa rifiutare la corruzione, denunciare l'illegalità e promuovere attivamente i valori della legalità e della solidarietà. La memoria delle vittime innocenti delle mafie è un potente stimolo a non abbassare mai la guardia.

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