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A Perugia, l'aumento delle tasse regionali per celebrare Dario Fo genera dibattito. L'ex assessore Michele Fioroni solleva dubbi sui legami tra l'artista e l'Umbria, criticando la scelta politica.

Aumento tasse regionali per celebrare Dario Fo

La giunta regionale ha previsto un aumento delle tasse per i cittadini umbri. Una parte di questi fondi, circa 200mila euro, sarà destinata alle celebrazioni per il centenario di Dario Fo. Fo, premio Nobel e figura di spicco del teatro italiano, viene ricordato per la sua attività di giullare, autore e interprete.

La decisione ha sollevato interrogativi e perplessità. Non si discute del valore artistico di Fo. L'attenzione si concentra invece sui legami effettivi tra l'artista e la regione Umbria. Questi legami appaiono piuttosto esili secondo alcuni.

Critiche sulla destinazione dei fondi

Michele Fioroni, ex assessore regionale per cinque anni, ha espresso le sue riserve tramite un intervento su Facebook. Fioroni, ora fuori dall'agone politico attivo, sottolinea la fragilità dei collegamenti tra Fo e l'Umbria. Le sue osservazioni, sebbene garbate, hanno innescato un dibattito.

Il dibattito non è solo politico, ma tocca anche la questione delle priorità di spesa. Aumentare le tasse per iniziative culturali, quando esistono bisogni essenziali, non sempre raccoglie consensi unanimi. L'arte, pur fondamentale, viene talvolta percepita come distinta dal lavoro o dal cibo quotidiano.

Legami politici e controversie

La scelta di dedicare fondi pubblici a Dario Fo è vista da molti come una decisione intrinsecamente politica. Non si ritiene sufficiente la presenza in Umbria della Libera Università di Alcatraz, fondata dal figlio di Fo, Jacopo Fo. Questa motivazione, se fosse l'unica, dovrebbe essere comunicata ufficialmente.

L'architetto Giuliano Mastroforti, ex direttore del Consorzio urbanistico Alto Chiascio negli anni Novanta, ha condiviso un aneddoto. Racconta di un incontro con Dario Fo e Franca Rame. Mastroforti descrive un'esperienza ad Alcatraz dove le leggi urbanistiche italiane sembravano non vigere. Questo riferimento, seppur umoristico, evoca un'area di presunta autonomia.

L'aneddoto di Mastroforti cita un romanzo di Lucio Mastronardi, pubblicato nel 1962. Il libro esplorava la trasformazione della provincia italiana, mescolando sociologia, psicologia e letteratura. Tuttavia, si ribadisce che Alcatraz non giustifichi la devoluzione di 200mila euro umbri alla memoria di Fo.

La vera motivazione: vicinanza politica

La vera ragione dietro lo stanziamento sembra essere la vicinanza politica. Michele Fioroni stesso suggerisce questa interpretazione. Il valore artistico di Fo, del suo Grammelot e del suo teatro non è in discussione. La questione è di natura politica, non critica artistica.

Si fa un paragone con Bruce Springsteen. Se un politico criticasse Springsteen, non sarebbe per la sua musica, ma per posizioni politiche opposte. Allo stesso modo, la scelta di onorare Fo sarebbe legata a un allineamento politico della giunta regionale Proietti-Bori.

La domanda che rimane aperta è se questa scelta porterà vantaggi alla regione nel suo complesso o solo alla coppia al governo. L'aumento delle tasse per celebrare una figura come Dario Fo potrebbe soddisfare chi ha preso la decisione, ma difficilmente i cittadini che dovranno pagare.

Un monito dall'opera di Fo

A conclusione, si richiama un passaggio celebre di Dario Fo, citato da Fioroni: «E sempre allegri bisogna stare perché il nostro piangere fa male al re». Questo verso potrebbe servire da monito per tutti i cittadini umbri che si sentono gravati dalle nuove tasse. Potrebbe essere un messaggio anche per i governanti regionali.