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Sei regioni governate dal centrosinistra hanno siglato un accordo a Perugia per promuovere la cultura. L'iniziativa mira a creare una rete nazionale e a contrastare i tagli al settore, valorizzando le buone pratiche.

Unione regionale per la cultura

È stato siglato a Perugia un accordo tra diverse regioni. L'intesa riguarda le politiche culturali. Le amministrazioni coinvolte sono quelle guidate dal centrosinistra. L'incontro si è svolto nella Casa dell'Associazionismo. L'obiettivo è rafforzare la sinergia tra i territori. Si punta a creare una rete nazionale. Questo permetterà di condividere buone pratiche. Le regioni vogliono agire in modo coordinato. La cultura è vista come un motore di sviluppo. È fondamentale crederci con politiche adeguate. Si tutelano i lavoratori del settore. Si promuove la diffusione della cultura. Un modello diverso è possibile. Le regioni del centrosinistra stanno dimostrando questo. I risultati sono visibili. Un passo indietro è stato fatto a livello nazionale. La mancanza di visione del governo è evidente. Non sono stati fatti investimenti adeguati. Le regioni progressiste fanno l'opposto. Questo porta a risultati concreti.

Incontro e partecipanti chiave

L'evento, intitolato "La cultura, nonostante", è stato organizzato dal Partito Democratico. La sede è stata l'Assemblea legislativa dell'Umbria. Tra i relatori presenti, Matteo Orfini. Lui è un esponente della commissione Cultura della Camera. Erano presenti gli assessori regionali alla Cultura. Gessica Allegni per l'Emilia-Romagna. Cristina Manetti per la Toscana. Tommaso Bori, vicepresidente della Regione Umbria, con delega alle politiche culturali. Hanno partecipato anche da remoto. Onofrio Cutaia per la Campania. Silvia Miglietta per la Puglia. Ilaria Portas per la Sardegna. Questi assessori si erano già uniti in passato. Avevano protestato contro i tagli alla cultura. Questo percorso è continuato. Ha portato a una piattaforma comune. Ora c'è un documento condiviso. Sarà presentato alla commissione Cultura della Conferenza Stato-Regioni.

Strategie e visione futura

Il contesto nazionale e internazionale è difficile. La cultura deve affrontare tagli e svilimenti. Le guerre hanno un costo anche per questo settore. Il Partito Democratico vuole ripartire dalla cultura. Si sottolinea la sua importanza. Si valorizzano le buone pratiche. Queste sono messe in campo dalle amministrazioni progressiste. Le sei regioni coinvolte sono: Umbria, Campania, Emilia-Romagna, Puglia, Sardegna, Toscana. Hanno deciso di far dialogare le loro attività. L'obiettivo è costruire una rete nazionale. Si vuole una sinergia sempre più strutturata. La cultura può essere un grande asse di sviluppo. Bisogna crederci. Servono finanziamenti e politiche adeguate. Si tutelano i lavoratori della cultura. Si aiuta la sua diffusione. C'è stata una mancanza di visione del governo. Non sono stati fatti investimenti. Le regioni del centrosinistra fanno il contrario. Un modello diverso è possibile. I risultati si vedono.

Focus sull'Umbria e principi guida

Per l'Umbria, è stato messo al centro il Testo unico sulla cultura. È attualmente all'esame dell'Assemblea legislativa regionale. La cultura non può essere l'ultima delega. Non può essere la prima ad essere tagliata nei bilanci. Per questo ci si ritrova con gli assessori delle Regioni progressiste. Si sigla un patto di intenti. Il documento parla di cinema, teatro, danza. Include anche l'impresa creativa. Non si fanno sconti a un governo che taglia. La cultura viene ridotta. Viene considerata come qualcosa da cui non si mangia. Invece, con la cultura si cresce. Si fa anche economia. Ogni euro investito in cultura ha un rendimento di tre. All'appuntamento hanno partecipato anche altri rappresentanti. Elena Ranfa, responsabile Cultura del Pd Umbria, ha coordinato. Presenti la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. La presidente dell'Assemblea legislativa dell'Umbria, Sarah Bistocchi. Il consigliere regionale Luca Simonetti, presidente della commissione Cultura. Gli interventi hanno evidenziato una crescente mancanza di visione nazionale sulla cultura. L'idea di base è considerare il settore un'infrastruttura pubblica strategica. È uno spazio di produzione, innovazione, emancipazione e trasformazione sociale. Si parte dal contesto per arrivare ai principi. I principi sono la qualità e l'accessibilità. La qualità rafforza i sistemi culturali. L'accessibilità allarga realmente la fruizione.

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