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Regioni governate dal centrosinistra hanno siglato un accordo a Perugia per promuovere la cultura. L'iniziativa mira a creare una rete nazionale e a contrastare i tagli al settore, valorizzando le buone pratiche.

Accordo culturale tra regioni unite

Un'intesa significativa è stata raggiunta a Perugia. Diverse regioni italiane, tutte sotto la guida del centrosinistra, hanno formalizzato un patto dedicato al settore culturale. L'evento, intitolato "La cultura, nonostante", è stato promosso dal gruppo consiliare del Pd nell'Assemblea legislativa dell'Umbria. L'obiettivo è rafforzare la collaborazione e creare sinergie concrete.

Tra i partecipanti all'incontro, svoltosi nel chiostro esterno della Casa dell'Associazionismo di Perugia, figuravano importanti esponenti politici. Erano presenti gli assessori regionali alla Cultura Gessica Allegni (Emilia-Romagna) e Cristina Manetti (Toscana). Anche Tommaso Bori, vicepresidente della Regione Umbria con delega alle politiche culturali, ha preso parte all'evento. La partecipazione è stata estesa anche a distanza.

Hanno infatti partecipato da remoto gli assessori Onofrio Cutaia (Campania), Silvia Miglietta (Puglia) e Ilaria Portas (Sardegna). Questi rappresentanti avevano già manifestato un fronte comune nel luglio precedente. In quell'occasione, si erano opposti ai tagli indiscriminati ai finanziamenti per la cultura. Il percorso di collaborazione è proseguito, portando alla definizione di una piattaforma comune e ora a un primo documento condiviso.

Un patto per valorizzare la cultura nazionale

Il documento congiunto sarà presto sottoposto all'attenzione della commissione Cultura della conferenza Stato-Regioni. L'iniziativa nasce in un contesto nazionale e internazionale complesso. La cultura, infatti, si trova a dover affrontare le conseguenze di conflitti bellici, con conseguenti tagli e un generale indebolimento delle sue strutture. Il Partito democratico ha voluto sottolineare l'importanza di ripartire proprio dalla cultura.

L'accento è posto sull'importanza del settore e sulle buone pratiche già implementate dalle amministrazioni progressiste nelle regioni governate dal centrosinistra. Queste "buone pratiche" e le diverse attività culturali svolte dalle sei Regioni partecipanti (Umbria, Campania, Emilia-Romagna, Puglia, Sardegna, Toscana) saranno ora oggetto di un dialogo più strutturato. L'intento è costruire una rete nazionale solida.

Matteo Orfini, esponente della commissione Cultura della Camera, ha evidenziato il potenziale della cultura come motore di sviluppo per l'Italia. Ha però sottolineato la necessità di un impegno concreto, non solo attraverso finanziamenti adeguati. Sono necessarie politiche che tutelino i lavoratori del settore e ne favoriscano la diffusione. Orfini ha criticato la mancanza di visione del governo Meloni, che a suo dire non ha investito adeguatamente in questo comparto. Ha contrapposto questa posizione a quella delle regioni di centrosinistra, che stanno promuovendo un modello alternativo e già dimostra risultati positivi.

Focus sull'Umbria e principi guida

Per quanto riguarda l'Umbria, al centro del dibattito è stato posto il Testo unico sulla cultura. Questo provvedimento è attualmente all'esame dell'Assemblea legislativa regionale. Tommaso Bori ha ribadito che la cultura non può essere considerata una delega secondaria o la prima ad essere colpita dai tagli di bilancio. Ha definito il patto come un "documento vero" che abbraccia cinema, teatro, danza e impresa creativa.

Bori ha criticato apertamente il governo nazionale per i tagli e la riduzione degli spazi dedicati alla cultura. Ha contestato la visione che considera la cultura un settore non produttivo. Al contrario, ha affermato che la cultura genera crescita e ricchezza economica. Ogni euro investito in questo settore, secondo Bori, produce un ritorno triplo.

All'incontro, coordinato da Elena Ranfa, responsabile Cultura del Pd Umbria, hanno partecipato anche figure istituzionali di rilievo. Tra queste, la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, la presidente dell'Assemblea legislativa dell'Umbria, Sarah Bistocchi, e il consigliere regionale Luca Simonetti, presidente della commissione Cultura della Regione Umbria. I vari interventi hanno concordato nel descrivere un quadro nazionale caratterizzato da una "crescente mancanza di visione sulla cultura".

L'idea fondamentale alla base del documento è considerare il settore culturale come un'"infrastruttura pubblica strategica". Deve essere visto come uno spazio di produzione, innovazione, emancipazione e trasformazione sociale. Partendo da questo contesto generale, sono stati definiti i principi guida della visione condivisa. Questi includono la "qualità", per rafforzare i sistemi culturali esistenti, e l'"accessibilità", per estendere la partecipazione culturale a un pubblico più ampio.

Domande frequenti

Cosa è stato siglato a Perugia?
A Perugia è stato siglato un patto tra diverse regioni italiane governate dal centrosinistra, con l'obiettivo di promuovere e sostenere il settore culturale.

Quali sono gli obiettivi principali di questo patto culturale?
Gli obiettivi includono la creazione di una rete nazionale tra le regioni partecipanti, la valorizzazione delle buone pratiche culturali, il contrasto ai tagli ai finanziamenti e la promozione della cultura come motore di sviluppo economico e sociale.