L'export manifatturiero umbro ha mostrato una crescita costante negli ultimi dieci anni, confermando il suo ruolo cruciale per l'economia regionale. Tuttavia, le tensioni internazionali e le incertezze geopolitiche destano preoccupazione per le prospettive future, con previsioni di calo per il 2026.
Export umbro: un motore di crescita decennale
L'attività di esportazione si conferma un pilastro fondamentale per lo sviluppo del settore manifatturiero in Umbria. Questo trend positivo è evidente nei dati degli ultimi dieci anni. Anche il 2025 ha visto una crescita, seppur con alcune eccezioni significative, nonostante le tariffe doganali imposte dagli Stati Uniti. L'associazione Cna Umbria ha analizzato questi dati attraverso una ricerca approfondita.
Michele Carloni, presidente di Cna Umbria, ha sottolineato il legame indissolubile tra i volumi di esportazione regionali e la crescita delle imprese manifatturiere. La ricerca, realizzata in collaborazione con il centro studi Sintesi, ha esaminato l'internazionalizzazione del tessuto imprenditoriale umbro.
I prodotti del Made in Italy, realizzati in Umbria, hanno registrato un aumento delle esportazioni dello 0,5% nel 2025. Questo risultato è stato ottenuto nonostante le politiche protezionistiche dell'amministrazione statunitense e le dichiarazioni altalenanti del presidente. Tali fattori hanno però inciso negativamente sulla metallurgia e sulla chimica umbre, con un calo complessivo del 6,3%.
Preoccupazioni per il futuro: tensioni internazionali e calo previsto
Le prospettive per il 2026 appaiono meno rosee. Le tensioni internazionali in corso, in particolare il conflitto in Medio Oriente, minacciano l'autonomia energetica e la libera circolazione delle navi commerciali. Questi fattori gettano un'ombra sinistra sull'export, con una previsione di calo di almeno l'1%.
Carloni evidenzia la necessità di intensificare gli sforzi per individuare nuovi mercati di sbocco per i prodotti e i servizi delle imprese umbre. A tal fine, è stata organizzata una presentazione dedicata al Giappone, in collaborazione con la Regione, la Camera di Commercio e l'Ice Tokyo. L'evento si terrà il 12 maggio.
La ricerca rivela che, tra il 2015 e il 2025, l'export umbro è cresciuto del 59%, superando l'incremento medio italiano del 56%. Questo dato è significativamente superiore all'aumento dei prezzi registrato nello stesso periodo, pari al 24%.
Settori trainanti e differenze territoriali
I settori che hanno trainato maggiormente l'export umbro nel decennio considerato sono stati l'agroalimentare (+113%), la moda (+86%), i mezzi di trasporto (+77%) e la produzione di macchinari (+56%). Nonostante la flessione nel 2025, la metallurgia ha comunque registrato un +53% su base decennale, mentre la chimica ha segnato un +20%.
Il report ha messo in luce un dato interessante: l'apertura commerciale dell'Umbria, calcolata come rapporto tra esportazioni e importazioni rispetto al PIL regionale, si attesta al 37%. Questo valore è inferiore alla media italiana, pari al 53%. Da un lato, ciò indica una minore esposizione dell'Umbria alle turbolenze internazionali. Dall'altro, sottolinea la lunga strada ancora da percorrere per raggiungere i livelli di export di altri territori.
Dinamiche delle imprese e destinazioni dell'export
Nel decennio analizzato, il numero di imprese umbre esportatrici è diminuito del 3%, attestandosi oggi a 2.532 unità. Tuttavia, il valore medio delle esportazioni è aumentato considerevolmente, raggiungendo i 2,3 miliardi di euro. Si tratta di una crescita del 68% rispetto al 2015.
Nel 2025, l'Umbria ha esportato beni e servizi per 5,8 miliardi di euro. Il 57,6% di questi flussi era diretto verso l'Unione Europea, mentre il 42,4% era destinato ad altri Paesi, tra cui spiccano gli Stati Uniti, la Cina e il Regno Unito. Le principali destinazioni europee rimangono la Germania (15,2%), la Francia (9,4%) e la Spagna (7,7%). Gli Stati Uniti rappresentano il 12,7% delle esportazioni totali.
La forte crescita delle esportazioni tra il 2015 e il 2025 è attribuibile in gran parte al trend positivo verso gli Stati Uniti (+96%) e verso l'UE (+65%). In Europa, l'export verso la Spagna ha visto l'incremento più consistente (+170%).
Per quanto riguarda il resto del mondo, gli aumenti maggiori delle esportazioni umbre sono stati registrati verso gli Emirati Arabi (+248%), il Canada (+187%), la Corea del Sud (+115%) e Taiwan (+365%).
Attualmente, le esportazioni verso gli Emirati Arabi (97 milioni di euro) e gli Stati Uniti (739 milioni di euro) potrebbero incontrare difficoltà per diverse ragioni. L'indagine ha anche identificato i Paesi e le aree geografiche con le migliori prospettive di crescita, spesso coincidenti con quelli che hanno mostrato i maggiori incrementi nel periodo analizzato.