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La professione dell'agente di commercio fatica ad attrarre i giovani in Friuli-Venezia Giulia. I dati confermano un calo strutturale, con un'età media elevata e poche nuove iscrizioni.

Allarme per la professione di agente di commercio

La Federazione Agenti Fnaarc ha sollevato preoccupazioni serie. La difficoltà nell'attrarre nuove leve è diventata un tema centrale. Questo problema è stato discusso durante un importante incontro nazionale tenutosi a Perugia. L'evento ha visto la partecipazione di figure di spicco del settore. Erano presenti Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio. C'era anche Antonio Buonfiglio, direttore generale di Enasarco. Hanno partecipato anche i rappresentanti delle sedi territoriali di Agenti Fnaarc.

Dati preoccupanti in Friuli-Venezia Giulia

I dati forniti da Enasarco dipingono un quadro allarmante. Massimiliano Pratesi, vicepresidente nazionale e presidente provinciale di Udine di Confcommercio Fnaarc, ha evidenziato la tendenza. Nel 2025, gli agenti iscritti e contribuenti erano circa 206mila. Questo numero rappresenta un calo rispetto agli anni precedenti. Si è registrata una diminuzione dell'1% rispetto al 2024. Il dato anagrafico è ancora più significativo. Solo il 19% degli agenti ha meno di 40 anni. L'età media degli agenti uomini è di circa 52 anni. Per le donne, l'età media è di circa 49 anni. L'ingresso medio nella professione avviene intorno ai 36 anni e mezzo. Le nuove iscrizioni nel 2025 sono state 10.902. Questo dato corrisponde al 5% degli agenti attivi.

Le cause del calo e l'appello alle imprese

Questi numeri richiedono una seria riflessione. Soprattutto per le piccole e medie imprese, come sottolineato da Pratesi. Riprendendo le parole del presidente nazionale Alberto Petranzan, si lancia un appello. «Se oggi non si creano le condizioni per attrarre giovani nella professione», ha affermato Petranzan. «E in questo senso lanciamo un appello anche alla collaborazione delle imprese, domani le aziende non avranno più reti commerciali». Tra i fattori che scoraggiano i giovani, ci sono spesso contratti non equi. Alcuni contratti non rispettano gli Accordi economici collettivi. Questo crea incertezza e sfiducia. La professione necessita di maggiore attrattività per le nuove generazioni.

Il rinnovo dell'Aec come punto di partenza

In questo contesto, il recente rinnovo dell'Accordo Economico Collettivo (Aec) per il settore Commercio è visto positivamente. Questo accordo rappresenta un elemento di stabilità. Offre una base solida per costruire relazioni lavorative corrette e durature. È un passo importante per conciliare le esigenze delle aziende mandanti con quelle degli agenti. La Fnaarc confida che questo possa contribuire a migliorare la percezione della professione. Si spera che ciò possa incentivare un maggior numero di giovani a intraprendere questa carriera. La collaborazione tra associazioni di categoria, imprese e istituzioni è fondamentale. Solo così si potrà invertire la tendenza negativa.

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