La tradizione floreale per Ognissanti a Perugia si mantiene viva nonostante l'aumento dei costi. Fioristi e associazioni consumatori spiegano come i margini di guadagno siano stati ridotti per contenere i prezzi finali, preservando un'usanza sentita.
Crisantemi e rose: prezzi sotto controllo
La consuetudine di onorare i defunti con fiori il 2 novembre prosegue anche quest'anno. Nonostante gli aumenti generalizzati, il settore floreale ha assorbito i rincari. La filiera ha ridotto i propri margini di profitto. L'obiettivo è recuperare volumi di vendita.
Il costo medio per un crisantemo reciso si aggira tra 1,50 euro e 3,50 euro per stelo. Le piante in vaso, di dimensioni standard per balcone (12-14 cm), costano mediamente dai 3 euro ai 7 euro. In alcune serre più grandi, è possibile trovare offerte a partire da 1,40 euro.
Le orchidee presentano una forbice di prezzo più ampia, variando dai 3 euro ai 10 euro. La scelta dipende dalla varietà e dalla grandezza della pianta. Il mercato generale registra un incremento medio dei prezzi al consumo di circa il 5%.
Fioristi sacrificano i margini per mantenere la tradizione
Mauro Fortini, presidente Fiva Confcommercio Umbria, sottolinea la situazione. «I margini sono stati azzerati», afferma. «Ora si punta quasi esclusivamente sulla quantità per mantenere i consumi attivi. Applicare i ricarichi standard non basterebbe a coprire le spese di gestione».
«I prezzi attuali non mostrano aumenti vertiginosi», aggiunge Fortini. «Questo perché sono già cresciuti in modo incontrollato nei mesi precedenti. Siamo al limite della sostenibilità per ogni singolo articolo». La spesa per commemorare i propri cari rimane una consuetudine importante per molte famiglie.
«La gente concentra gli acquisti in poche occasioni durante l'anno», conferma Fortini. «Queste ricorrenze sono ancora molto sentite». La sua azienda registra un buon volume di lavoro. Anche all'ingrosso, colleghi e produttori stanno vendendo le scorte.
Crisantemo meno popolare, si riscoprono classici locali
Riguardo ai prodotti più richiesti, si osserva un ritorno ai classici di un tempo. «Il crisantemo viene meno scelto», spiega Fortini. «I prezzi d'importazione sono diventati troppo alti». Si preferisce quindi il prodotto locale, più economico ma apprezzato.
L'era dei grandi vasi con fiori importati non è più sostenibile. I prezzi hanno raggiunto livelli sproporzionati. Tra i fiori classici più ricercati figurano rose e garofani. Questi rappresentano alternative più accessibili e tradizionali.
Consumatori: rincari inevitabili ma contenibili
L'avvocato Damiano Marinelli, dell'Unione Nazionale Consumatori Umbria, commenta la situazione. «È normale che i prezzi salgano quando la domanda si concentra in un breve periodo», dichiara. «I fiori, come altri beni, risentono dei rincari generali».
Le difficoltà economiche e la riduzione del potere d'acquisto delle famiglie incidono sulla spesa. Tuttavia, la volontà di mantenere vive le tradizioni floreali spinge gli operatori a trovare soluzioni. La riduzione dei margini è una strategia per venire incontro ai consumatori.