Condividi

L'europarlamentare Marco Squarta ha intrapreso azioni legali contro la diffusione di una sua vecchia foto con Giorgia Meloni, manipolata per diffamare. La foto, usata per sostenere falsamente che l'uomo accanto alla premier fosse suo padre, ha generato commenti offensivi e una campagna diffamatoria.

Europarlamentare FdI denuncia manipolazione di foto

L'europarlamentare di Fratelli d'Italia, Marco Squarta, ha avviato un procedimento legale. L'obiettivo è tutelare la sua immagine e il suo ruolo istituzionale. Questo dopo la diffusione virale sui social di una sua vecchia fotografia. L'immagine lo ritrae da giovane insieme all'attuale Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Secondo quanto dichiarato da Squarta, la fotografia sarebbe stata diffusa con un intento malevolo. Si sosteneva falsamente che l'uomo ritratto accanto a Giorgia Meloni fosse suo padre. L'obiettivo era insinuare che la premier avesse mentito sulla sua storia personale. Questa narrazione è stata costruita su una palese falsità.

Diffusione di contenuti falsi e offensivi

Da diversi giorni, infatti, circolava online un'immagine. Questa foto era stata precedentemente pubblicata dallo stesso esponente di FdI sui suoi profili social. Lo scopo era testimoniare un'amicizia e un percorso politico comune. La fotografia è stata però strumentalmente manipolata. È stata accompagnata da didascalie completamente false.

Squarta ha sottolineato in una nota che si tratta di un contenuto totalmente inventato. Ha generato una valanga di commenti offensivi e diffamatori. Non si tratta di una normale contrapposizione politica. È stata definita una vera e propria «macchina del fango». Questa è stata costruita su una falsità deliberata.

L'intento è colpire e delegittimare Giorgia Meloni. Si utilizza un'immagine reale per costruire una narrazione completamente inventata. Questo è il meccanismo alla base dell'aggressione.

Le conseguenze della campagna diffamatoria

La diffusione di questi contenuti ha raggiunto decine di migliaia di persone. Ha alimentato odio, livore e violenza verbale. Questo clima ha finito per coinvolgere direttamente anche Marco Squarta. È stato associato a contesti e giudizi del tutto estranei alla sua persona. Ha espresso la sua determinazione ad agire.

«Ho deciso di agire», ha affermato Squarta. «Perché non è accettabile che, a distanza di giorni, continuino a circolare falsità e insulti senza alcun limite. A questo clima va dato un taglio netto». Non si può tollerare che fake news e contenuti manipolati diventino strumenti quotidiani di aggressione personale e politica. La dignità delle persone deve essere preservata.

Rischi delle fake news e tutela della verità

La vicenda rappresenta un caso emblematico dei rischi legati alla diffusione incontrollata di notizie false. Le fake news sono un problema reale. Incidono sulla qualità del dibattito pubblico. Minano la fiducia nelle istituzioni. Difendere la verità significa difendere la dignità delle persone e delle istituzioni. Questo è il messaggio forte lanciato dall'europarlamentare.

Per queste ragioni, Marco Squarta ha conferito mandato agli avvocati Giovanni Levati e Paola Margiacchi. L'obiettivo è individuare i responsabili della diffusione dei contenuti diffamatori. Si vuole ristabilire la verità nelle sedi competenti. Lo scopo è fermare un clima sempre più violento. Un clima lesivo della dignità e dell'onorabilità di chiunque si trovi nel tritacarne dell'insulto a mezzo social. La giustizia dovrà fare il suo corso.