Un uomo ha sparato in un cortile a Vigevano, ferendo lievemente due persone. Si è barricato in casa per sei ore prima dell'arresto. L'episodio ricorda un precedente simile avvenuto nel 2024.
Tensione e spari in via Gravellona
Un pomeriggio di forte apprensione si è vissuto in via Gravellona, a Vigevano. Un individuo armato di fucile ha creato una situazione di pericolo in un cortile condominiale. L'uomo ha esploso colpi d'arma da fuoco contro la porta dell'abitazione della proprietaria di casa. L'aggressione ha causato ferite lievi a due persone presenti nell'appartamento.
L'episodio ha un precedente inquietante. Lo stesso soggetto, nel giugno del 2024, aveva già avuto un alterco violento nello stesso luogo. All'epoca, aveva sparato contro un vicino. Questo storico ha reso l'intervento delle forze dell'ordine ancora più delicato.
Le autorità hanno identificato l'uomo come Dritan Qafa, 50 anni. La sua azione è culminata con un lungo assedio, durato circa sei ore, prima del suo fermo.
Pomeriggio di paura e feriti lievi
L'incidente è scoppiato intorno alle 14:10. Dritan Qafa è rientrato nello stabile dove risiede la sua famiglia. L'edificio, composto da due piani, si affaccia su un cortile interno. Dall'altra parte dello spazio comune si trova l'abitazione della proprietaria, una donna anziana originaria di Genova ma residente a Vigevano da tempo.
Armato di fucile, Qafa ha rivolto l'arma verso l'ingresso dell'appartamento della proprietaria. Ha poi fatto fuoco. Le motivazioni dietro questo gesto rimangono ancora da chiarire, con le indagini della polizia di Stato in corso. Almeno un proiettile ha sfondato il vetro della porta.
L'impatto ha colpito di striscio alla spalla il compagno della proprietaria, un uomo di 75 anni. È stato trasportato all'ospedale San Matteo di Pavia. Le sue ferite sono state giudicate lievi e è stato dimesso dopo poche ore. Anche la collaboratrice domestica, una donna di 63 anni, ha riportato lesioni. Probabilmente colpita da schegge, è giunta all'ospedale di Vigevano in forte stato di shock. È stata successivamente dimessa.
La collaboratrice si trovava al piano superiore con la padrona di casa. È scesa dopo aver udito il trambusto. Le tre persone sono riuscite a lasciare l'abitazione attraverso un'uscita secondaria. Hanno raggiunto la strada, via Gravellona, evitando il contatto diretto con Qafa nel cortile. La situazione all'interno dello spazio comune è rapidamente degenerata.
Un precedente e la barricata
L'uomo è rimasto all'interno del cortile. Questo luogo è lo stesso dove, nel 2024, si era verificato un altro grave episodio. All'epoca, Qafa aveva avuto un diverbio con un vicino di nazionalità egiziana. Quest'ultimo abitava al piano superiore e non risiede più lì. L'episodio del 2024 si era concluso con Qafa che sparava contro la porta dell'abitazione del vicino, ferendolo.
Ieri, il 50enne ha iniziato a urlare frasi cariche di rabbia mentre si trovava barricato. Ripeteva insistentemente: «Non è giusto». Questo ha dato il via all'operazione di messa in sicurezza.
L'assedio e l'arresto
L'area è stata immediatamente isolata. La polizia locale ha chiuso al traffico via Gravellona. Le forze dell'ordine, tra polizia e carabinieri, hanno circondato il cortile. La tensione è rimasta altissima per diverse ore.
Qafa era armato e si muoveva liberamente nello spazio comune della palazzina. Questo ha reso impossibile un intervento immediato. L'uomo minacciava di togliersi la vita, ma il timore maggiore era che potesse sparare ancora. Fin da subito si è cercata la via della mediazione.
Il vice questore Daniele Manganaro è stato tra i primi a gestire la situazione. Presente anche il commissario capo di Vigevano, Vincenzo Giliberti. Nonostante gli sforzi, la situazione non si sbloccava. Successivamente, sono intervenute le unità speciali della polizia di Stato giunte da Milano, insieme a un mediatore professionista.
Intorno alle 20:30, dopo oltre sei ore di snervante attesa, è scattato il blitz. Le unità speciali hanno fatto irruzione nell'area. L'operazione si è conclusa senza ulteriori spari o feriti. L'uomo è stato bloccato e arrestato. Le accuse nei suoi confronti sono di tentato omicidio e porto abusivo d'armi.
All'esterno, dietro le transenne che garantivano la sicurezza, si era radunata una piccola folla di curiosi e residenti. Al momento dell'arresto di Dritan Qafa, si è levato un applauso spontaneo da parte dei presenti, segno di sollievo per la conclusione pacifica della vicenda.
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