Raccolta riso in Lombardia: rese in calo per il caldo record
La raccolta del riso in Lombardia ha preso il via. L'estate 2026 si conferma la più calda dal 1951. Le prime stime parlano di un calo delle rese agricole di circa il 20%.
Le prolungate ondate di calore hanno messo a dura prova le coltivazioni. In alcune zone, il problema è stato aggravato dalla siccità. Queste condizioni hanno influito negativamente sullo sviluppo delle piante di riso.
Situazione a macchia di leopardo nelle campagne
Le conseguenze del clima avverso non sono uniformi. La situazione varia da area ad area. Tra Milano e Lodi, il calo delle rese sembra allinearsi alla media prevista. In provincia di Pavia, specialmente nelle zone confinanti con il Piemonte, le alte temperature si sono sommate alla carenza d'acqua.
Questi fattori hanno compromesso le fasi più delicate della crescita delle piante. Nel Mantovano, invece, il caldo intenso ha anticipato la raccolta di circa dieci giorni. Nonostante ciò, non si sono registrate criticità particolari.
Costi di produzione e concorrenza sleale
La situazione dei risicoltori lombardi è resa più complessa da altri fattori. I costi di produzione sono aumentati significativamente. Parallelamente, i prezzi riconosciuti ai coltivatori sono crollati di oltre il 50%.
A questo si aggiunge la concorrenza del prodotto straniero. L'invasione di riso extra-UE è facilitata da agevolazioni commerciali europee. Questo danneggia la filiera italiana.
L'Europa e il riso asiatico
Coldiretti denuncia apertamente la politica europea. L'Europa apre le porte al riso asiatico a dazio zero. Questo prodotto spesso non rispetta gli standard sanitari e ambientali europei. Vengono utilizzati pesticidi vietati e, in alcuni casi, si sfrutta il lavoro minorile.
Questa situazione mette a rischio il reddito delle imprese agricole italiane. Inoltre, mina la salute dei cittadini. Il sistema attuale favorisce i trafficanti di prodotto straniero, impoverendo la produzione nazionale.
Richieste di Coldiretti per il settore
Coldiretti chiede interventi immediati. È necessario bloccare le importazioni considerate «selvagge». Si richiede reciprocità negli accordi commerciali internazionali. Fondamentali sono controlli rigorosi sull'origine del riso importato.
Altrettanto importante è il sostegno al reddito delle imprese agricole. Vanno promossi contratti di filiera che assicurino prezzi equi ai coltivatori. L'aumento del 19% degli arrivi di riso straniero nella campagna commerciale 2025-2026 è un campanello d'allarme.
Si chiede di fermare qualsiasi nuovo accordo, come quello in discussione con la Thailandia. Questi accordi aumentano ulteriormente l'ingresso in Europa di produzioni che non seguono le stesse regole imposte agli agricoltori europei.
Strumenti per la tracciabilità e il sostegno
Coldiretti sollecita l'attivazione di un bando da 12 milioni di euro. Questo fondo dovrebbe destinare riso 100% italiano alle famiglie in difficoltà. Si chiede inoltre di utilizzare pienamente i nuovi strumenti di controllo.
Tecnologie come la risonanza magnetica, la mappa genomica e la mappatura isotopica possono smascherare frodi e triangolazioni. Questi strumenti sono essenziali per garantire la trasparenza e la qualità del prodotto.