A Pavia si discute di dedicare un campetto all'aperto al compianto campione Oscar Anconetani. L'idea nasce dal desiderio di onorare la memoria di un atleta che ha lasciato un segno indelebile nella storia del basket e della città.
Ricordo di un campione indimenticabile
Pavia si distingue per essere l'unica città al mondo ad aver intitolato una squadra a un giocatore, chiamandola “Oscar”. Questa iniziativa nacque dall'idea di Emanuele Caserio e Alessandro Bandiera, profondamente legati a Oscar durante la stagione di serie A2.
La decisione di fondare l'“Oscar Pavia” fu presa in un periodo in cui si vociferava di dedicare una squadra a Mario Boni, rivale di Oscar nella classifica marcatori. Caserio ricorda i tempi vissuti in stretta sintonia con la famiglia di Oscar.
La scomparsa di Oscar rappresentò per Caserio la perdita di un amico e di un modello. L'atleta fu un vero dono per la città, un giocatore che non verrà mai dimenticato. La sua dedizione alla nazionale brasiliana, per la quale rinunciò alla NBA, testimonia la sua profonda lealtà.
Oscar Anconetani: record e riconoscimenti
Oscar Anconetani detiene diversi record olimpici. Ha segnato un totale di 1093 punti, realizzando 55 punti in una singola partita a Seoul nel 1988. In quella stessa edizione, ha mantenuto una media di 42,3 punti a partita.
La lega basket ha commemorato il campione con un minuto di silenzio su tutti i campi. È stato inoltre ricordato come uno dei migliori giocatori nella storia della Legadue.
Figure di spicco come Larry Bird e Michael Jordan hanno espresso le loro condoglianze. Oscar è giustamente inserito nella Hall of Fame.
La proposta per un nuovo spazio sportivo
Dante Anconetani, team manager della Fernet Branca durante la promozione in A1, condivide ricordi preziosi. Era quotidianamente al fianco di Oscar, la cui moglie Barbara era amica di Cristina, consorte del giocatore.
Anconetani descrive Oscar come una persona sempre disponibile, anche in momenti informali, come durante i pasti. Lancia un appello al Comune di Pavia: intitolare a Oscar un campetto all'aperto, dopo averlo opportunamente ristrutturato.
Testimonianze di compagni e tifosi
Massimo Fiume, terzo allenatore della Fernet Branca, ricorda le incredibili doti di Oscar. Ha assistito a imprese come 73 triple su 73 tentativi e 145 tiri liberi su 145.
Il tifoso Tony Franzoso evoca la storica partita del 9 maggio 1991. La vittoria per 115-87 contro Reggio Emilia sancì la promozione in serie A1, con un palazzetto gremito ore prima dell'inizio.
Attilio Caja, che allenò Oscar a Pavia nel suo primo anno da capo allenatore, sottolinea l'importanza della sua presenza. Oscar fu un supporto fondamentale sia per lui che per i giovani del settore giovanile.
Caja racconta di aver rincontrato Oscar a Caserta, rievocando i tempi pavesi a cui era molto legato. Ricorda anche una partita in cui Oscar segnò 61 punti contro la squadra casertana, con lui in panchina.
Oscar predisse a Caja una buona carriera e trasmetteva un'immensa passione. Caja rammenta un aneddoto: durante le partite più intense, Oscar affermava di vedere il canestro grande come una vasca da bagno.