Condividi
AD: article-top (horizontal)

L'accordo di sviluppo territoriale per la provincia di Pavia è stato criticato dai sindacati. Le sigle denunciano fondi insufficienti e una strategia poco chiara, chiedendo una riapertura del dialogo.

Critiche sull'accordo di sviluppo territoriale

L'attesa era alta per la delibera regionale sullo schema di Accordo quadro di sviluppo territoriale (Aqst) per la provincia di Pavia. Questo percorso era iniziato nel 2022 e ripreso con incontri dedicati. Tuttavia, le risorse annunciate da Palazzo Lombardia non convincono.

Dei 56,3 milioni di euro sbandierati, solo 5 milioni sono effettivamente stanziati per l'Aqst. Questi fondi sono destinati a interventi di ristrutturazione edilizia e rigenerazione urbana. Si tratta di 1 milione per l'Università per il nuovo museo Anthropos. Altri 2,250 milioni cofinanzieranno la valorizzazione del Castello Sforzesco di Vigevano. Vi sono poi 1,750 milioni per il recupero dell'ex Caserma di Cavalleria a Voghera.

A questi si aggiungono 500mila euro, esterni all'Aqst. Provengono dalla direzione generale Famiglia e solidarietà. L'assessore regionale Elena Lucchini ha coordinato l'Aqst. Il progetto da 500mila euro è un ulteriore stanziamento.

Fondi insufficienti e strategia assente

I restanti 50 milioni, o poco più, non rappresentano nuove risorse. Sono finanziamenti già assegnati in precedenza dalla Regione. Un esempio sono i 12 milioni per il centro di ricerca del Parco Cardano dell'Università. Altri fondi sono stati acquisiti da vari enti tramite bandi ministeriali, europei o Pnrr.

Le tre direttrici individuate per sostenere lo sviluppo provinciale rimangono, per ora, solo sulla carta. Si tratta del rafforzamento dei sistemi sociosanitari. Vi è poi il consolidamento del trasferimento tecnologico. Infine, la valorizzazione delle filiere food, wine e wellness.

Reazione critica dei sindacati

In questo contesto si inserisce la reazione critica dei sindacati. Pur riconoscendo il valore di alcuni interventi specifici, le sigle esprimono profonda insoddisfazione. Il segretario generale della Cgil Pavia, Fabio Catalano, parla di quadro insufficiente. Le esigenze del territorio sono molto più ampie. La proposta regionale rappresenta un passo indietro rispetto all'intesa del dicembre 2022.

Quell'accordo, sottoscritto da istituzioni e parti sociali, delineava una visione ambiziosa. L'obiettivo era fare di Pavia la prima Smart land verde della Lombardia. La strategia si basava su welfare, lavoro di qualità, inclusione sociale e innovazione. Si puntava anche su sostenibilità, infrastrutture, turismo, cultura e transizione ecologica.

Secondo la Cgil, questi obiettivi non sono stati tradotti in azioni concrete. La provincia di Pavia continua ad affrontare problemi gravi. Servivano maggiore coraggio e una strategia più strutturata. Per questo, si chiede di riaprire immediatamente un tavolo di confronto. È necessario coinvolgere tutti i firmatari dell'accordo del 2022.

Mancanza di coinvolgimento e visione limitata

Carlo Barbieri, coordinatore provinciale Uil, segnala la mancata consultazione dei sindacati. Non sono stati coinvolti nei passaggi finali che hanno portato alla delibera regionale. L'accordo, secondo lui, non è accettabile né sufficiente. C'è poco o nulla sui tre filoni individuati. Lo stesso vale per occupazione e lavoro.

Marco Contessa, segretario provinciale Cisl, rileva la delusione. L'Aqst era fonte di molte speranze per il rilancio del territorio. La ridefinizione del progetto territoriale appare lontana nel documento regionale. Si riconosce la complessità delle azioni e degli sforzi economici. Tuttavia, è necessario guardare più avanti. Bisogna riprendere questi temi in prospettiva. L'obiettivo è garantire occupazione di qualità, sviluppo sostenibile e servizi migliori ai cittadini.

Domande frequenti sull'accordo di sviluppo

Quali sono le principali critiche mosse dai sindacati all'accordo di sviluppo territoriale per Pavia?

I sindacati criticano principalmente la scarsità dei fondi realmente stanziati per l'Aqst, considerati insufficienti rispetto alle esigenze del territorio. Denunciano inoltre una mancanza di visione strategica e di azioni concrete rispetto agli obiettivi ambiziosi delineati nell'accordo del 2022. Viene anche segnalata una scarsa consultazione delle parti sociali nei passaggi finali.

Quali sono gli interventi previsti dall'accordo e quali le risorse effettivamente destinate?

L'accordo prevede interventi di ristrutturazione edilizia e rigenerazione urbana, con 5 milioni di euro stanziati per l'Aqst. Questi includono fondi per il museo Anthropos dell'Università, la valorizzazione del Castello Sforzesco di Vigevano e il recupero dell'ex Caserma di Cavalleria a Voghera. Altri fondi sono previsti per progetti esterni all'Aqst. La maggior parte delle risorse annunciate (oltre 50 milioni) sono in realtà finanziamenti già esistenti o acquisiti tramite bandi.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: