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Uno spettacolo teatrale esplora l'ossessione materna per il successo della figlia nell'era dei social media. La pièce, in scena al Politeama di Pavia, solleva interrogativi sulla fama e la realizzazione personale.

Un'ossessione materna per il successo

Una madre desidera ardentemente il successo artistico per la sua bambina di sette anni. Questo desiderio la spinge a intraprendere azioni estreme. Il tema affrontato è quanto mai attuale.

Questa narrazione costituisce il fulcro del prossimo evento della rassegna Teatro Ragazzi. L'appuntamento è fissato presso il cinema teatro Politeama. La rappresentazione avrà luogo nel pomeriggio di sabato, con inizio alle ore 17.

Il testo e la regia di Aldrovandi

L'opera si intitola «Come diventare ricchi e famosi da un momento all’altro». Il testo e la regia portano la firma di Emanuele Aldrovandi. Sul palco si alternano gli attori Giusto Cucchiarini, Serena De Siena, Tomas Leardini e Silvia Valsesia.

La produzione è frutto di una collaborazione tra diverse realtà: Smartit, Associazione Teatrale Autori Vivi, Ert Emilia Romagna Teatro e Teatro Stabile Di Torino Teatro Nazionale. La storia ruota attorno a Marta, la madre.

La donna è consumata dall'ossessione per la carriera della figlia Emma. Il suo piano per raggiungere l'obiettivo è decisamente bizzarro. Coinvolge, con l'inganno, l'attrice celebre Chiara e Carlo, il cognato appassionato di scacchi.

Riflessioni sulla realtà e le scelte

La vicenda viene narrata attraverso lo sguardo di Ferdinando. Egli prova sentimenti contrastanti. A volte è distaccato, altre volte è sopraffatto dal senso di colpa. Si interroga su cosa avrebbe potuto fare diversamente.

Lo spettacolo solleva domande profonde. È possibile modificare il corso degli eventi? Si può davvero incidere sulla realtà che ci circonda? Queste riflessioni sono centrali nel messaggio dell'opera.

La modernità e il vortice dei social

«Se il testo affronta il rapporto fra la felicità e la realizzazione personale», spiega Aldrovandi, «la chiave registica con cui ho deciso di metterlo in scena pone l’accento sul vortice ossessivo di chi è condannato a pensare una cosa e poi, nell’attimo successivo, esattamente la cosa opposta.»

La realtà appare distorta agli occhi di chi è convinto di non poterla mai conoscere appieno. Si limita a ipotizzarla. Questa percezione crea un senso di alienazione.

Dopo il successo di "L’Estinzione della razza umana", spettacolo che analizzava in chiave tragicomica la pandemia, Aldrovandi si concentra ora sugli effetti della nostra modernità. Vengono esaminati i temi della disinformazione e del sistema disfunzionale creato dai social media.

I social, inizialmente visti come strumenti per creare distanze, sono diventati in pochi anni l'unico mezzo di connessione tra le persone. Questo paradosso è uno dei nodi tematici dello spettacolo.

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