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La leggenda del basket mondiale, Oscar Schmidt, soprannominato "Mano Santa", è scomparso all'età di 68 anni dopo una lunga battaglia contro un tumore. Il campione brasiliano ha lasciato un segno indelebile anche a Pavia, guidando la Fernet Branca alla promozione in Serie A1.

Addio alla leggenda del basket brasiliano

Il mondo dello sport è in lutto per la scomparsa di Oscar Schmidt. La star brasiliana del basket, noto in tutto il mondo come la "Mano Santa" per la sua incredibile precisione al tiro, è venuto a mancare all'età di 68 anni. La notizia è stata diffusa dai media locali brasiliani. Schmidt lottava da tempo contro un tumore al cervello. Dopo un malore, era stato ricoverato in una struttura sanitaria nello Stato di San Paolo, ma purtroppo non ce l'ha fatta.

La sua carriera è stata costellata di successi e record memorabili. Ha giocato in Italia negli anni '80 con la maglia di Caserta, prima di trasferirsi a Pavia. Qui ha militato dal 1990 al 1993, lasciando un'impronta profonda nel cuore dei tifosi.

Oscar Schmidt e il suo legame con Pavia

L'arrivo di Oscar Schmidt a Pavia nel 1990, all'età di 32 anni, segnò un momento storico per la squadra. Sotto la guida dell'allenatore Tonino Zorzi, la Fernet Branca Pavia conquistò la promozione in Serie A1 al termine della stagione 1990-91. Il brasiliano fu protagonista di prestazioni straordinarie, tra cui spicca la partita contro la Glaxo Verona, dove realizzò ben 49 punti.

Nonostante la permanenza in massima serie durò un solo anno, quell'annata rimase indimenticabile per la città. Oscar stesso ricordò con affetto il suo periodo pavese. «Essere partecipe di quella promozione è stato super», dichiarò tre anni fa, durante un suo ritorno nella città lombarda. «Abbiamo disputato una stagione meravigliosa, con tante vittorie, un tifo incredibile. Un campionato che non potrò mai dimenticare, come l’affetto dei tifosi pavesi».

Il suo legame con Pavia era profondo, tanto da considerare Barbara Bandiera una figura speciale. «Con lei ho sempre avuto un feeling particolare, tanto che è stata la madrina di mio figlio Felipe, che è nato proprio a Pavia», spiegò Oscar. «Ho l’onore di ritenermi un suo amico, anche se sono passati tanti anni».

Un campione di record

Oscar Schmidt detiene ancora oggi numerosi record. Ha detenuto il primato di punti segnati nel campionato italiano e il record assoluto di punti alle Olimpiadi, competizione a cui ha partecipato per ben cinque volte. Soprannominato "O Rey do Triple", il re del tiro da tre, ha totalizzato in tre stagioni con la Fernet Branca 119 partite, segnando 4.814 punti.

La sua salute era stata messa a dura prova in passato. Nel 2011 subì un primo intervento al cervello per un tumore, dal quale si era fortunatamente ripreso. Nel 2013, il 30 aprile, dovette affrontare un secondo intervento presso l'ospedale “Albert Einstein” di San Paolo, superato anche quello. Nonostante le difficoltà, sembrava aver ritrovato un buon equilibrio, pur dovendo sottoporsi a controlli regolari.

Il ricordo dei pavesi

La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione anche tra coloro che hanno condiviso con lui l'esperienza sportiva a Pavia. Flavio Suardi, dirigente della Sanmaurense, ricorda con emozione: «Difficile spiegare cosa ha rappresentato Oscar per un ragazzo che in quegli anni giocava nelle giovanili. Si faceva a gara per accaparrarsi la maglia numero 11. Quello che nessuno mi potrà mai togliere sono le emozioni che ho vissuto vedendolo giocare. Grazie per aver alimentato i miei sogni».

Anche il coach pavese Massimiliano Balditraghi ha voluto omaggiare il campione: «Grande campione, grande umiltà. Ricordo una cena con la squadra propaganda dove vi fece una grande sorpresa». Infine, Massimo Fiume ha espresso il suo dolore: «Con lui se n’è andata un’altra parte della mia vita».